Sandra Fuka | Esperienza a Cross Cultural Collaborative, Ghana

Sandra Fuka, pittrice astratta pluripremiata, è tornata dalla residenza artistica in Ghana. È stata scelta da Cross Cultural Collaborative per il suo approccio originale alla pittura, il suo uso del colore e la positività espressa nelle sue opere.

L’artista italo-tedesca sviluppò la sua base artistica all’Università di Arte e Moda di Amburgo, dove conseguì un Master. Al momento vive in Italia, a Vicenza, ma la sua carriera artistica include esposizioni in gallerie prestigiose in Europa e Stati Uniti, avendo partecipato a molti premi e esposizioni, sia personali che collettive.

Le opere di Fuka sono specialmente focalizzate sull’esperienza femminile, rappresentando le donne in stati emotivi variegati, come la sensualità, la forza o la gioia. I suoi lavori invitano l’osservatore ad interrogarsi sulla dimensione interiore dei soggetti rappresentati, con lo scopo di portare energia positive ed evocare nuove prospettive. La tecnica dell’artista si distingue per la mescolanza di rappresentazione astratta ed elementi figurativi, che da vita a composizioni originali e vibranti.

Ti va di raccontare qualcosa su di te e su come è iniziata la tua carriera artistica?
Quando avevo 10 anni ed eravamo in vacanza in Spagna sono rimasta così affascinata da un artista di strada Tedesco davanti al nostro hotel, che ho iniziato a prendere lezioni di disegno appena sono tornata a casa. Da allora ho imparato da insegnanti e artisti diversi e ho studiato arte, design e moda ad Amburgo, in Germania.

 

Sei stata selezionata come vincitrice di uno dei Premi Speciali di Arte Laguna Prize. Congratulazioni! Cos’hai provato quando l’hai saputo?
Ero molto felice e orgogliosa. Per coincidenza, mia figlia ha ricevuto la sua prima offerta di contratto musicale quello stesso giorno e i miei genitori erano in vacanza a casa mia, quindi abbiamo festeggiato tutti insieme con una buona cena e vino italiani.

 

Il tuo obiettivo durante il programma di residenza ad Accra era quello di creare un progetto del tutto nuovo. Ti piacerebbe parlarne?
L’obiettivo principale del progetto in Ghana era quello di immergermi completamente nella cultura africana e ghanese, con il corpo e con la mente. Lì ho potuto creare immagini da cui l’osservatore può cogliere l’energia e l’atmosfera del luogo. Michael, il responsabile del Cross Cultural Collaborative Center, mi ha portato a visitare Accra, le colline e le foreste verdi e il mare, e abbiamo camminato per le vie strette nei piccoli villaggi. Infine, ho prodotto una serie di 6 quadri molto grandi e 7 più piccoli.

Hai incontrato qualche difficoltà durante il programma, in relazione al tuo processo artistico? Se si, come le hai superate?
La mia paura di non produrre buona arte ha lasciato immediatamente spazio all’impatto delle sensazioni. In questo paese, tutto è colore. I vestiti colorati delle donne, le strade ocra, le case colorate vivacemente… ovunque io guardassi, immediatamente vedevo una meravigliosa palette di colori per le immagini. Processavo ciò che percepivo attorno a me in immagini: le caprette che correvano attorno alla nostra casa, i galli che mi hanno svegliato la prima notte, le barche dai colori sgargianti, e le orgogliose e bellissime donne ghanesi che portavano i loro prodotti in cestini sulla testa, con bambini piccoli fasciati in stoffe attorno al loro corpo mentre dormivano o si guardavano intorno, con i più grandi che giocavano felici per la strada. Era necessario e naturale processare tutte queste immagini su tela. Il processo era reso più facile dalla loro musica, che accompagnava tutto. Dove lavoravo, sul tetto del Centro, arrivavano i canti delle chiese vicine, la musica dei venditori ambulanti o i tamburi degli abitanti.

 

Che progetti hai per il futuro?
Spero di lavorare con altre gallerie e designer di interni in futuro, per poter portare energia positiva nei luoghi di lavoro e abitativi con i miei dipinti.

 

Come pensi che questa esperienza possa aiutarti in futuro?
Per la prima volta ho viaggiato da sola, da donna, in un paese in cui il turismo è quasi assente. Ho imparato che posso restare da sola con me stessa, contare su me stessa e dare il meglio di me in qualsiasi situazione.

 

Le residenze artistiche danno agli artisti l’occasione di immergersi a pieno nella vita quotidiana in culture diverse, godendo di uno spazio per poter fare arte. La testimonianza di Sandra Fuka è un prezioso promemoria dell’importanza degli scambi culturali per la creatività e la crescita artistica e personale.