Balázs Hugyecsek

 

Hugyecsek BalázsHugyecsek Balázs
Sant’Andrea (Szentendre), Ungheria 1980


PUSH

2023
230 x 120 x 130 cm
Tessuto, aria, materiale elettronico

Descrizione

“Premiamo un pulsante a terra e da lì parte una gigantesca mano rossa. Se lo rifacciamo, ci succederà di nuovo la stessa cosa. Qui si svolge un’azione (con noi) che si estingue da sola. Facciamo qualcosa e poi non possiamo fare quello che vogliamo. Qui nell’Europa dell’Est questo meccanismo è molto familiare, soprattutto se abbinato a una mano rossa. Per 45 anni in Ungheria siamo stati impossibilitati a fare cose gradite al sistema. Si parla di comunismo o di dittatura. La grande mano rossa aleggiava di solito su di noi quando si trattava di questioni vitali, grazie alla quale ci siamo sempre interrogati sui limiti della libertà. Meno libertà comporta più domande. Chi può fare e cosa? Ha senso agire o ha senso l’azione? Ed è qui che l’azione auto-innescata si collega in modo interessante al concetto taoista di wu-wei. Non agire, aspettare, guardare, fluire con l’ordine della natura. Se togliamo la non-azione dal contesto storico, se la lasciamo tra le pareti bianche, essa si pone come uno specchio molto crudele di fronte all’uomo europeo, al pensiero europeo. L’azione è focalizzarsi su qualcosa, l’opera d’arte ti libera da questo. L’ego decide di fare qualcosa, ma la mano lo impedisce, quindi ci insegna a sintonizzarci con il mondo pulsante che ci circonda, con ciò che non controlliamo, ci fa muovere insieme ad esso senza alcun tipo di trasformazione o intrusione, pone l’attenzione al di fuori di noi, ma in modo che in fondo cambiamo. Non modelliamo il mondo a noi stessi, ma il contrario, quindi questa creazione non è altro che una macchina anti-ego”. Peter Rizmayer

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