Bernasconi Borzì Fabrice

 

Fabrice Bernasconi Borzì | Arte Laguna PrizeFabrice Bernasconi Borzì
Ginevra, Svizzera 1989


Oh, I Am Just Visiting

2022
450 x 160 cm
Pvc elastico per castelli gonfiabili

 

Descrizione

L’opera può essere allestita in due modi diversi, in verticale appoggiata a una parete o semplicemente appoggiata a terra. Il suo allestimento è strettamente legato al luogo architettonico che la ospita.

Lo scopo dell’opera è quello di dialogare e giocare con l’ambiente circostante.

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“What do you do? For a living, I mean”- “oh I’m just visiting!”

Con un sentito riferimento al personaggio creato e interpretato da David Bowie, Fabrice inaugura la sua mostra personale al BOCS . Concependo l’arte come qualcosa di temporaneo e transitorio, non stabile, e ispirandosi alla missione del BOCS “[…] l’arte che coinvolge tutti, addetti ai lavori e non”, questa mostra si concentra sull’arte che stabilisce relazioni con un pubblico aperto a nuove ricerche e sperimentazioni, e mira ad ampliare il concetto di fruizione e consumo culturale.

Oh, I am just visiting vuole essere una parodia della scultura tradizionale e del linguaggio con cui la decifriamo. Con la sua tipica ironia e l’uso di materiali industrializzati, Fabrice lavora molto con il manufatto stesso in relazione all’utente e al suo ambiente. Se ne appropria liberamente, sfruttandolo in tutte le sue componenti e maneggiandolo a piacimento ma con estrema cura.

In questo caso, l’artefatto manipolato da Fabrice è preso in prestito da un luogo lì vicino, il porto. Un oggetto nuovo, non presente nel suo bagaglio di esperienze artistiche e soprattutto estraneo al suo lato svizzero. Il parabordo.

Il parabordo è un corpo elastico che funge da protezione per le imbarcazioni contro gli urti o gli sfregamenti. Può avere varie forme e consistenze materiali (solido, riempito di schiuma, cavo, gonfiabile, ecc.), ma è importante che sia di materiale elastico e che sia disposto in modo da coprire tutta l’estensione del possibile movimento reciproco tra le superfici che possono entrare in contatto. . Puntando sull’estrinsecazione del parafango, Fabrice lo rende protagonista di se stesso, ricreandolo con il materiale in PVC dei castelli gonfiabili per bambini. Così decontestualizzato, il parafango illusorio diventa un oggetto d’arte. Appoggiato semplicemente a terra, rappresenta una parodia della scultura, un ready-made realizzato da Fabrice. La sua condizione di vita è determinata. Con il tempo perderà volume, si sgonfierà e cadrà. Una metafora deducibile della vita.

A partire dal suo passato artistico, Fabrice torna a confrontarsi con il video. Un ironico e futile making of della mostra si trasforma in un film di un’ora e mezza. Durante la riproduzione, assistiamo al gonfiarsi della scultura, che prende forma nello spazio. L’atto di gonfiarsi esaurisce Fabrice e i suoi muscoli e il suo corpo ne risentono. Il gesto è rappresentativo del lavoro, della fatica e della dedizione che stanno dietro a ogni mostra.

Il titolo della mostra è quindi anche una metafora, una sintesi della concezione della vita e del fare di Fabrice. L’arte è transitoria e ciclica, è temporanea e passeggera. Anche gli oggetti sono limitati nel tempo, con una fine.

A noi spettatori non resta che visitare questa mostra, confrontandoci con un oggetto estraniato dal suo ambiente. Siamo tutti di passaggio, siamo tutti in visita.

Giulia Papa

Giugno 2022

1″What do you do? For a living, I mean”- “oh I’m just visiting!” Film: L’uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roegg con David Bowie.

 

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