ARTE LAGUNA PRIZE

CATALOGO 22.23

Scopri le opere d’arte e testi critici qui sotto!

Luca Beatrice | Arte Laguna Prize

Luca Beatrice

La valorizzazione della creatività

Giunto oggi alla sua XVII edizione, a giudicare dal gran numero di partecipanti provenienti da oltre cinquanta paesi, Arte Laguna Prize si configura come un concorso sempre più aperto, democratico, internazionale e attento ai temi del presente. Il progetto è la continuazione della visione ben precisa dell’associazione culturale MoCA – Modern and Contemporary Art che da anni dedica la sua missione alla diffusione e valorizzazione della creatività e dell’eccellenza. Questo succede in Italia, culla dell’arte nelle epoche passate, nei primi anni Venti del XXI secolo cominciati con il trauma imprevedibile della pandemia.

Tutti ricorderanno i mesi drammatici che hanno condizionato – c’è chi sostiene per sempre – il fare creativo e l’espressione artistica. Ora che questa storia sembra quasi definitivamente archiviata, è possibile cominciare a trarne conclusioni adeguate. Per capire meglio che tipo di arte è emersa dalla lunga sospensione del tempo, forse servirà ancora qualche anno e una discreta dose di lucidità; di fronte, tuttavia, alle duecentoquaranta opere presenti in mostra è già possibile rintracciare almeno due diverse linee di tendenza: una più diaristica e isolata, una di ritrovato ottimismo. Dal 2020 è venuta meno una condizione che sembrava indispensabile per i giovani artisti: viaggiare, confrontarsi con scenari inediti, soggiornare all’estero il più a lungo possibile. Eppure, nonostante il crollo impressionante dei flussi turistici registrato nel periodo dell’isolamento, il viaggio continua a essere uno dei concetti chiave della contemporaneità. Come leggere dunque questo dato? Certamente lo spazio della rete ha permesso alla giovane comunità viaggiante di abbattere i confini senza dovere per forza prendere treni o aerei.

Come esistono i nativi digitali cresciuti di pari passo con il world wide web, allo stesso modo possiamo parlare di artisti le cui scelte stilistiche siano legate all’ultima rivoluzione del digitale, e cioè da quando i dispositivi smart sono entrati nella vita quotidiana modificando ancora una volta il nostro rapporto con la realtà.
Fino a pochi anni fa molte gallerie non avevano un sito web e le fiere d’arte online avevano un riscontro discutibile – impressionate se si pensa che Amazon vende libri online dal 1995 e che eBay è stato fondato nello stesso anno. Una resistenza indubbiamente legata alla struttura sociale del mondo dell’arte e alle peculiarità di un mercato che per troppo tempo ha privilegiato la fruizione diretta. Eppure, a ben vedere dal successo in costante crescita di Arte Laguna Prize, ripensare l’esperienza tradizionale è fondamentale – soprattutto nei casi in cui riesce ad accorciare le distanze e a offrire una panoramica più vasta possibile sull’attuale stato dell’arte. Nei decenni e attraverso le tendenze, le discipline tradizionali hanno dovuto vedersela con i nuovi media, ripiegandosi su se stesse e costrette a lottare per la sopravvivenza.

Alla domanda: è ancora possibile definire l’arte in maniera precisa come in passato? La riposta, probabilmente no, e questo vale per la pittura, la scultura, la fotografia o il video, giusto per citare alcune delle espressioni più riconoscibili e consolidate. Oggi, peraltro, le categorie estetiche non corrispondono più ai sistemi di rappresentazione novecenteschi, a testimonianza dell’esistenza di un’energia sempre più ibrida in cui le varie discipline – visive, performative, multimediali – possono addirittura essere compresenti. Tutto ciò comporta una parziale rinuncia allo stile, che non significa non riuscire più a riconoscere il linguaggio di un artista ma a togliere quella corazza che rischia, a lungo andare, di trasformarsi in un cliché. A supporto c’è una sintassi, una grammatica, un repertorio di universi articolati. Ecco allora che non assistiamo più alla prevalenza di un genere sull’altro, ma a una specie di vortice in cui tutte le arti concorrono in egual misura invadendo lo spazio, smaterializzandosi, fondendosi con altri codici, diventando performance, nutrendosi sì di stimoli virtuali ma restando saldamente ancorate a quella dimensione artigianale così insita nel rapporto tra l’artista e il proprio lavoro.

Mohamed Benhadj | Arte Laguna Prize

Mohamed Benhadj

Se c’è una cosa che abbiamo imparato dalla pandemia, è che le relazioni umani sono essenziali per la nostra esistenza. Esistono per nutrire il nostro animo ed ispirare il nostro percorso di vita. Sfortunatamente, in quegli anni, le persone hanno sperimentato il più significativo distanziamento sociale della storia recente. Questa disconnessione ci ha permesso di ripensare alla nostra percezione della vita e, per alcuni, di affrontare le insicurezze.

Solo di recente, da quando la maggior parte di noi ha iniziato ad accettare la fine della pandemia – finalmente – e a vivere come abbiamo imparato, le relazioni hanno riacquistato significato nella nostra vita e ci mantengono in salute. Questo si riflette chiaramente nelle opere create dagli artisti e nella loro ispirazione. Nei lavori presentati emerge una forte rappresentazione delle figure umane nella maggior parte delle sezioni, dalle espressioni figurative a quelle astratte. Le opere valutate in ogni area del premio presentano sfumature molto diverse, dal minimalismo alle idee più complesse, ed è stata una grande sfida per tutti i membri della giuria considerare le opere migliori per illuminare l’Arsenale di Venezia.

Non è un compito facile scegliere un numero limitato di artisti tra migliaia di candidature di grande qualità; tuttavia, ancora una volta, un buon rapporto tra i giurati ha portato ad una stimolante fase di selezione degli artisti. Questo premio è un’eccellente opportunità per i creatori di tutto il mondo di esporre il proprio lavoro in una sede prestigiosa a Venezia, tra artisti internazionali e professionisti dell’arte, che li aiuterà a conquistare un pubblico più ampio e una visibilità globale. È fondamentale vedere il mondo tornare a valori umani più positivi e, attraverso le opere selezionate in mostra, ispirarci e ricordarci della nostra umanità.

Rapael Chikukwa | Arte Laguna Prize

Raphael Chikuwka

Permettetemi di ringraziare lo staff di Arte Laguna Art Prize per avermi selezionato per far parte della giuria della 17° edizione del premio. Vorrei anche ringraziare gli altri membri della giuria per tutte le riunioni virtuali, data la differenza di fuso orario.

Nella sezione pittura abbiamo avuto più di 1500 opere da esaminare e tutte ci hanno presentato un compito arduo data la qualità delle opere che non si limitava solo al contesto locale. Come accennato poc’anzi, riuscire a ottenere questo corpus di opere da presentare alla mostra finale non è stato un compito facile. Operare la selezione dalle nostre sedi senza essere fisicamente riuniti, è stata una sfida enorme, ma devo dire che io e il mio collega della giuria Weng Xiaoyu ce l’abbiamo fatta. Un numero elevato di opere presentate ci ha costretti a lavorare sodo per riuscire a ridimensionare il corpo di lavoro che è stato selezionato. Arrivando a questo numero necessario per creare una mostra forte e provocatoria. In queste opere vengono affrontate molteplici tematiche, dall’ambiente al cambiamento climatico, dalle crisi politiche personali a quelle globali, come la crisi in Ucraina e in Russia.

Nella sezione pittura abbiamo avuto più di 1500 opere da esaminare e tutte ci hanno presentato un compito arduo data la qualità delle opere che non si limitava solo al contesto locale. Come accennato poc’anzi, riuscire a ottenere questo corpus di opere da presentare alla mostra finale non è stato un compito facile. Dati i diversi temi affrontati, ho dovuto esaminare sia la dichiarazione dell’artista sia le immagini dell’opera presentata. Per me è stato importante guardare l’immagine dell’opera prima della dichiarazione dell’artista. È un metodo che uso e che non mi distrae dall’opera in questione. Quelli che hanno presentato buone immagini hanno superato la mia selezione ed è difficile citare i nomi perché questa mostra ha tutto. Per il futuro, coloro che hanno delle brutte immagini devono prendere in considerazione l’idea di rivolgersi a un fotografo professionista, perché l’unico contatto con il proprio lavoro e con i membri della giuria è attraverso le buone immagini.

Infine, è importante ringraziare tutti gli artisti che hanno presentato le loro opere per questo importante premio d’arte. Questi concorsi e mostre d’arte sono resi possibili dagli artisti e, in qualità di membro della giuria, vorrei salutare tutti gli artisti. Gli artisti svolgono un ruolo importante perché sono un po’ i nostri “cantastorie”.

Anche nella sezione Grafica Digitale e Cartoon, la selezione non è stato un compito facile, però è stato istruttivo in quanto ho avuto modo di conoscere molti artisti nel campo della grafica digitale e dei cartoon. Ho dovuto indossare il mio cappello da curatore per riuscire a vagliare centinaia di opere ed arrivare alla selezione finale per la mostra. Il lavoro da fare è stato notevole, considerando anche che la mostra del 17° edizione di Arte Laguna Prize doveva essere pronta entro un tempo prestabilito. Attraverso questi lavori di grafica digitale e cartoni animati arrivati alla mostra finale, si è percepita la libertà dell’espressione artistica. Tuttavia è importante ricordare tutti coloro che hanno presentato le loro opere alla 17° edizione del Premio Arte Laguna. Senza queste candidature, la giuria non avrebbe potuto sedersi e lavorare durante la notte come abbiamo fatto noi. Questo privilegio di sedere e vedere le opere presentate è stato come una libera università della grafica digitale e dei cartoon di tutto il mondo. La finestra su tutti questi lavori è il risultato di tutte le candele consumate di notte nel compiere questo processo.

Dato che gli artisti sono la voce di chi non ha voce, le opere di questa mostra sono la testimonianza di ciò che è stato selezionato. Queste opere si rivolgono al passato, al presente e guardano al futuro. Permettetemi di congratularmi con tutti coloro che hanno presentato le loro opere per il 17° Premio Arte Laguna 2022. A coloro che sono arrivati in finale dico: avete avuto dei buoni concorrenti. L’originalità e la forza del pensiero progettuale di questi finalisti. Infine, vorrei dire che sono felice di far parte di questa giuria, dato che la maggior parte delle opere da me selezionate sono arrivate a questa mostra finale.

Giulia Colletti | Arte Laguna Prize

Giulia Colletti

In un’era in cui l’agire umano è simultaneamente messo in discussione nella sua centralità e messo alla prova da conflitti ecologici, tecnologici e sociali, l’attenzione dellə artisteə è sul corpo e sugli spazi individuali e collettivi da esso occupati. Quali sono le modalità di vita condivisa immaginate o ancora da immaginare?

Offrendo nuove prospettive su cosa sia un corpo, cosa sia stato e cosa potrebbe essere, lə finalistə della 17. edizione di Arte Laguna Prize si interrogano sui molteplici ‘corpi estranei’ a loro affini e dissimili, evidenziandone la natura più che umana.

Nella sezione fotografia e video lə artisteə mettono in discussione la visione normativa sul corpo umano, aprendo a forme di identità stratificate e complesse nonché ponendo domande inerenti alle culture di appartenenza e rispettivi rituali; alle norme sociali di genere, stato e specie; alle restrizioni e possibilità di movimento nello spazio ambientale e architettonico.

Nella sezione arte digitale le opere presentate nascono dall’intenzione di rendere accessibile fenomeni apparentemente impercettibili appartenenti alla sfera dell’ascolto, del linguaggio e dell’apprendimento. Siamo ancora in grado di distinguere i rumori bianchi nel sovraccarico sonoro del traffico giornaliero? È possibile stabilire nuove forme di linguaggio con specie non umane? Che impatto ha l’intelligenza artificiale sulle capacità di apprendimento, fruizione e gestione di informazioni complesse? Possiamo concederci una silenziosa pausa dal constante stato emergenziale del nostro presente?

Nella sezione performance è coreografata una riappropriazione dello spazio d’azione, della sessualità e del ritmo vitale. Lə artisteə propongono forme di interazione in cui composizioni musicali sono ispirate dallo scolio dell’acqua o in cui il corpo umano danza in disarmonia con apparecchi elettrici.

Le opere selezionate nascono pertanto da pratiche ibride e attingendo all’eredità dell’arte concettuale, della body art and new media art provano a interrogarsi su che posizione assumere in una contemporaneità costantemente messa in dubbio.

Paul Di Felice | Arte Laguna Prize

Paul di Felice

Sin dalle avanguardie dell’ultimo secolo, le categorie artistiche si sono progressivamente confuse, e dagli anni Ottanta del Novecento in poi, la nozione di arte contemporanea – che include la scultura, il video, la fotografia, la performance e altre forme di installazione artistica, ha acquisito un’importanza primaria. Classificando e separando i mezzi artistici in base al modello accademico, Arte Laguna Prize rappresenta un’eccezione a questa tendenza secolare. Come membri della giuria per le categorie di fotografia, digital art, arti performative e video art, abbiamo potuto vedere la ricchezza e la complessità di questo concetto curatoriale. Nella categoria “fotografia”, dove c’è stato il numero più elevato di candidature, abbiamo notato la diversità nella concezione di questo mezzo. Abbiamo dovuto scegliere tra una serie di candidature non precedentemente filtrate che raccoglievano proposte di illuminante fotografia amatoriale, fotografia in studio, fotografia documentaria ed espressioni artistiche più contemporanee.La giuria, che si è dimostrata sulla stessa lunghezza d’onda durante le lunghe sedute di deliberazione, ha compiuto scelte basate principalmente sulle opere in cui si combinano dichiarazioni artistiche ed un impegno estetico, sociale e politico. Per i giurati, è stato importante anche osservare la coerenza e la rilevanza nella compresenza delle opere. L’autenticità del soggetto e la personalità dell’autore si sono rivelate anche nella scelta della “digital art”, una categoria che, pur mescolandosi sempre più con la fotografia, si sta sviluppando in modo interessante, anche se l’aspetto tecnico a volte prevale sul contenuto. Poiché la presentazione della “performance” avviene attraverso un “video”, l’amalgama tra le due categorie nella presentazione alla giuria è stata evitata dalla professionalità e dall’esperienza dei suoi membri. Anche per la categoria “performance”, la scelta è stata fatta tenendo conto sia dell’originalità e della forza del soggetto che della sua contestualizzazione all’interno dello spazio espositivo.

Inoltre, il team di Arte Laguna ha apportato molte capacità organizzative che hanno contribuito al buon funzionamento della giuria, anche quando la quantità generale di file per il singolo giurato avrebbe potuto essere eccessiva!

Chloe Hodge | Arte Laguna Prize

Chloe Hodge

Selezionare le opere per l’edizione 2023 di Arte Laguna Prize ha permesso di ottenere una visione approfondita del mondo dell’arte, del design e dell’artigianato animato dagli artisti internazionali del giorno d’oggi. Avendo giudicato tre categorie – scultura, land e urban art, design – ho trovato particolarmente affascinante vedere quanto diverse siano le aree di interesse tra ciascun creatore.

In scultura, vediamo una forte motivazione politica, con artisti chiaramente influenzati dai conflitti attuali, dalla crisi ecologica e dal consumismo. I land e urban artist si sono concentrati soprattutto sull’esperienza visiva, sulla fruizione del paesaggio, fornendo diverse prospettive nelle loro strutture e nei loro interventi. Infine, nella sezione design, le opere selezionate variano da lavori socialmente responsabili e funzionali a pezzi di sublime estetica.

Gli scultori che abbiamo selezionato dimostrano un forte senso di messa in discussione. Abbiamo l’artista kuwaitiano Sulaiman Alomar, il cui Burj al Shaa’ar (torre dei capelli) pone la tenda nomade beduina del deserto sotto un’impalcatura, chiedendosi se le antiche tradizioni culturali siano abbastanza forti da sopravvivere al giorno d’oggi. Picket dell’artista americana Tabitha Arnold è un arazzo di protesta, rappresentato come un’immagine di unione nella lotta per il cambiamento. L’artista indiano Sourabh Maheshwary ha sviluppato Inside/Out, una cupola di aria pulita per gli abitanti delle città, che risolve gli effetti negativi dell’inquinamento per gli utenti. Once Upon A Teen Age dell’artista ceco Daniel Paul ritrae Greta Thunberg e l’artista si chiede: “la nostra ‘normalità’ è abbastanza buona?”.

Nell’ambito della land e urban art, Project Riser dell’artista cubano Ruberna offre al pubblico nuovi accessi a mari e fiumi, Erosion [1421.1416] dello studio francese Archisculpteurs è una piattaforma panoramica a forma di grotta, costruita in vetro e posta sulla cima di una montagna. E Hair Curls from the Cemetery di Hugyecsek Balázs, ambientato in un piccolo villaggio nel sud-est dell’Ungheria, trasforma il fieno in un’enorme treccia di capelli, che in seguito sarà mangiata dalle pecore locali. Ispirata al mito secondo cui i capelli crescono dopo la morte, quest’opera intende mettere in atto la propria vita ultraterrena: il fieno viene coltivato, essiccato e trasformato in un’opera d’arte, prima di diventare cibo e tornare nuovamente alla terra.

L’artista israeliana Suly B, con le sue Towers in the Air, ha portato in mostra pezzi di design di grande impatto, che raccontano le storie di sopravvivenza dei suoi genitori all’Olocausto in fragili e malinconiche costruzioni in vetro di Murano. L’attenzione al sociale si estende anche al design funzionale: People, Period dell’artista indiana Arani Halder è un libro ricamato progettato per fornire alle donne della penisola indiana indicazioni sulla salute, accompagnato da miti indù sul ciclo femminile; e gli Hapsi-Wooden Rollers dell’artista polacca Marta Brennenstuhl-Bludnik, scultorei e simili a coralli, forniscono stimoli sensoriali ai bambini dello spettro autistico, fungendo da ausilio terapeutico.

In queste categorie si riscontra una tale differenza, creatività e pensiero innovativo, con Arte Laguna ad agire come un ricco microcosmo delle pratiche artistiche emergenti attualmente in gioco.

Dick Spierenburg | Arte Laguna Prize

Dick Spierenburg

Visionare le candidature nelle sezioni di scultura, land + urban art e design è stato un vero e proprio viaggio attraverso storie personali, riflessioni e opinioni i cui esiti sono rappresentati dalle centinaia di opere d’arte altamente individuali. Tra i miei criteri di giudizio, la suggestione ha occupato il primo posto. Lo scambio di opinioni con gli stimati colleghi della giuria ha portato a conferme, rivelazioni, rassicurazioni. Tutto ciò in un processo stimolante!

Nella sezione dei finalisti per la scultura, le dichiarazioni e i pensieri politici, sociali e filosofici degli artisti hanno portato ad opere affascinanti realizzate con un’ampia gamma di materiali e tecniche. Molti si sono focalizzati su materiali con possibilità e connotazioni meno conosciute o sull’utilizzo di tecnologie. Anche una giocosa serietà e la presenza di messaggi sono uscite allo scoperto. Ma anche la tradizione in transizione e, naturalmente, gli immancabili studi di estetica. Tra i miei preferiti vi sono quei lavori che si adattano a più di una descrizione del personaggio, diventando così più forti e convincenti. Tra questi, i lavori di Mohammed El Hajoui, Lena Kaapke, Aviv Laoz Kalif e Altynai Osmoeva.

Nella sezione urban art, sorprendere e trasformare gli ambienti più consueti in qualcosa di affascinante o giocoso è stato uno dei temi più ricorrenti. Tra gli esempi più eclatanti, vi sono le scale colorate di Rubier Bernabeau che collegano strade e banchine con un fiume e le semplici frecce di carta di Elio Jesus Fonseca, che si focalizzano sulla mancanza di misure di conservazione delle facciate degli edifici.

Le più grandi installazioni di Land art che sono state selezionate in qualità di finaliste stanno tutte arricchendo i luoghi in cui si trovano per mezzo di interventi stranianti o con l’aggiunta di strutture vistose. Da usare, sperimentare o guardare. Erosion degli ArchiSculpteurs e Sunset di Lucy Humphrey sono, in particolare, da segnalare.

Infine, la sezione design racchiude prevalentemente versioni come i vetri artistici di Suly Bornstein-Wolff. Qualche oggetto è adatto per la produzione seriale come i rulli Hapsi di Marta Brennenstuhl-Bludnik che facilitano la ricerca e i trattamenti dei terapisti. Cinque oggetti affascinanti da guardare, da usare o semplicemente su cui riflettere.

I finalisti provenienti dalle quattro categorie che ho approfondito, sono stati scelti per la qualità e per le questioni che sollevano. Insieme costituiranno una sezione di grande impatto nella mostra di quest’anno.

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Xiaoyu Weng

È con grande piacere che sono stata uno dei giurati chiamati a selezionare i finalisti nelle categorie Pittura e Grafica digitale e Cartoon per l’edizione di quest’anno di Arte Laguna Prize. Ho passato in rassegna più di 1500 candidature – relative ad un’ampia gamma di luoghi geografici e fasce d’età – e sono rimasto colpito dall’ampiezza e dalla portata dei temi, delle tecniche, degli stili e delle forme espressive presentati da questi artisti. Le opere selezionate si addentrano in mondi emotivi complessi che confondono sogno e realtà, finzione e fatto, memoria e immaginazione. Molte di queste opere ritraggono scene di vita quotidiana, con momenti di intimità come la coppia che fa il bagno in “Two Swans”, 2020, di Inbar Hasson, o la ragazza nuda e pensierosa che si sdraia sul divano in “Unspoken Series – Couch”, 2022, di Rebecca Yunjeong Lee, e ambienti domestici come il lavandino disordinato della cucina riempito di lattine di birra vuote e tazze di noodle istantanei in “No Staff”, 2021, di Hiroki Yagi, o la donna seduta su una scala disseminata di cimeli di famiglia in “Alessandra”, 2021, di Flavio Dal Cin. L’approccio figurativo e la rappresentazione portano con sé un senso di inquietudine e di disagio, attirando lo spettatore verso un’ulteriore contemplazione insieme ai personaggi ritratti. Altre opere presentano figure umane con la loro identità manipolata attraverso la sostituzione, a volte assurda ma umoristica, delle teste con gelato (Michele Giustolisi, “Il Gusto Del Bacio”, 2022) o la scomoda distorsione e deformazione dei volti (Sjoerd Bras, “The Sleeping Hall”, 2021). In particolare, tagliando e riorganizzando le parole dalla stampa scannerizzata dei suoi diari, l’opera di Raphaëlle Martin – priva di immagini – sfida i limiti della rappresentazione e della soggettività. “80 Page | 07/03/2020 – 29/04/2020”, 2022 invita a una necessaria riflessione sui limiti della politica identitaria e della condizione culturale odierna. Un filo conduttore emerge certamente tra queste opere: mentre l’ansia e la paura si diffondono a livello globale a causa dell’ideologia conservatrice di destra e le identità culturali vengono cooptate per servire ristretti programmi politici, come può l’arte liberarci e rinvigorirci?

Louise fedotovclements | ArteLaguna

Louise Fedotov-Clements

Sono felice di aver fatto parte della giuria del prestigioso Premio Arte Laguna e di aver potuto esaminare l’ampia varietà di candidature ricevute, dal carattere internazionale e multidisciplinare: la qualità e la diversità dei lavori erano a dir poco eccellenti. Come curatore, trovo molto entusiasmante il poter vedere queste proposte provenienti da tutto il mondo e il poter incontrare nuovi talenti. Inoltrare la propria candidatura a bandi come Arte Laguna Prize costituisce una tappa essenziale nel far emergere il proprio profilo d’artista ed aumentare la propria visibilità.

Il programma di Arte Laguna Prize offre la possibilità di riconoscere il lavoro di artisti eccellenti che operano attraverso diverse forme artistiche, inclusa la fotografia. Vorrei, di seguito, evidenziare le mie riflessioni sulle opere fotografiche. In quanto membro della giuria, trovo affascinante vedere la varietà di idee e di approcci racchiusa in ogni candidatura. Ciascuna proposta indaga molteplici temi, dal documentario a lungometraggio a più ampie questioni di carattere culturale, economico e politico alle serie concettualmente ispirate, siano esse di natura digitale, analogica, generativa, performativa e non solo.

Per le diverse centinaia di idee presentate, abbiamo visto fotografie argute ed accattivanti, provenienti da tutto il mondo, le cui idee e tecniche spaziavano dalle affascinanti e surreali vedute urbane generate dall’intelligenza artificiale (AI) di Van Den Ouden, alle sublimi montagne illuminate dalla luna di Yarid Bandilli, ai giganteschi cianotipi su tessuto di Brigitte Gaggl, agli alberi fluttuanti di Marcel Stahn e agli edifici suburbani senza volto di Thomas Schlareth. Il tema esplorato dalle opere dei finalisti delinea il tempo in cui ci troviamo attraverso una manifestazione contemporanea della politica, delle storie familiari, dei paesaggi, della malattia mentale, del clima, delle relazioni, della solitudine, del conflitto, del controllo e del sublime: tutti argomenti rilevanti che sono stati indagati in dettaglio all’interno delle opere.

Un progetto che, nello specifico, ha impresso una forte immagine nella mia mente è il lavoro di Kriss Munsya “Dreams Tonite. Highway Reflections. The Eraser” un’immagine dal grande impatto visivo ed emotivamente molto potente che affonda le sue radici nell’impatto di un viaggio in auto di una famiglia. L’opera unisce le esperienze del passato alle possibilità del futuro. Una narrativa rivoluzionaria che pone al centro un uomo di colore che ripercorre dei traumi di natura razziale – che in passato considerava normali ma che nel presente hanno assunto un nuovo significato – e l’importanza del lavorare con la memoria per condividere le lezioni che ha imparato. L’immagine risultante è esteticamente accattivante ma anche orientata politicamente, intelligentemente suggestiva, complessa e di estrema importanza.

Avendo ricevuto così tanti validi pensieri ed espressioni, è stata una grande responsabilità, un piacere e una sfida selezionare gli artisti. Come per la maggior parte degli interventi di una giuria, è una sfida visionare le opere online, apprezzandone la profondità e le sfumature delle idee e delle intenzioni. Tuttavia, il nostro processo di selezione ci ha permesso di leggere, riflettere e revisionare tutte le candidature al fine di apprezzare i lavori. Comprendo che per ogni artista il proprio lavoro sia davvero molto importante ed incoraggio ogni artista ad ogni livello a candidarsi ad opportunità come questa, ad andare avanti con il proprio lavoro e a continuare a sviluppare la fiducia nel trovare la propria voce e le proprie strategie di comunicazione visiva.

In qualità di giurato incaricato della selezione delle opere per Arte Laguna Prize, cercavo qualcosa di autentico o con un elemento speciale o un dettaglio che non avevo mai visto prima. Si fosse trattato di una sfumatura sottile o di un colpo di scena spettacolare. Principalmente volevo vedere qualcosa di autentico e sincero per l’artista. Sono interessato ad ogni pratica artistica, la cosa principale è che l’opera sia fedele al proprio creatore e al soggetto. L’opera deve anche essere in qualche modo provocante, attraverso le idee e/o la composizione come una singola immagine o una serie. Sono anche molto interessato al contenuto etico e politico dell’immagine, così come il modo in cui le opere comunicano e mi fanno riflettere. Tutti i finalisti hanno dimostrato di avere dei punti di vista eccezionali; vorrei anche sottolineare come tutti gli artisti selezionati ci hanno mostrato la ricchezza che è possibile raggiungere andando in profondità piuttosto che allargando il campo.

Premoli | ArteLaguna

Danilo Premoli

Di che cosa parliamo quando diciamo: “Design”? Del mondo come noi lo conosciamo: tutto intorno a noi, infatti, è stato (più o meno bene) disegnato. Per riassumere con una famosa frase: “Dal cucchiaio alla città”. Ma oggi questo non basta: il design rivendica (o dovrebbe rivendicare) una sua emozionalità, una sua poesia che va al di là dell’utilità e della necessità delle cose. E questa libertà, questo slegarsi dai vincoli della funzione e della forma, trova un proprio spazio e una sua ragione anche in occasione della partecipazione al premio Arte Laguna Prize. Non dover fare i conti con i vincoli industriali di produzione seriale e di commercializzazione che si appoggia sui numeri, il design si posiziona (comodamente?) a metà strada tra l’arte e l’editoria. Allora la tipologia dell’oggetto spazia in grande libertà dai tavoli alle sedute, dai contenitori ai divani; i materiali dai legni alle carte, dai metalli alle plastiche; le finiture e le superfici dalle più povere alle più preziose. “Non è possibile valutare un’innovazione chiedendo le opinioni dei potenziali clienti – ha scritto nel 2004 Donald Norman, all’epoca docente di scienze cognitive, nel suo saggio Emotional Design -. La gente affermava che avrebbe apprezzato alcuni prodotti che poi si sono rivelati un insuccesso sul mercato o sosteneva di non essere per nulla interessata a prodotti che hanno poi riscosso un enorme successo commerciale. Il telefono cellulare è un buon esempio”. Auguriamo la stessa fortuna anche a questo nuovo design in mostra.