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Urban Art

DMAV

born in Gorizia, Italy 1972 | lives in Martignacco, Italy

DMAV | Arte Laguna Prize

DOUBLIN’ – PUBLIC ART PROJECT IN TRIESTE OLD TOWN, 2019

Glass, neon, metal

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È un itinerario luminoso dai toni evocativi, quello che il collettivo DMAV ha progettato al fine di celebrare lo stretto rapporto che lo scrittore originario di Dublino, James Joyce, aveva instaurato con Trieste, città ricca di fascino e di costanti suggestioni. In occasione del “Bloomsday 2019. Una festa per Joyce” e in collaborazione con il James Joyce Museum, i vicoli della caratteristica Cavana sono stati illuminati da luci al neon che vogliono ricordare i luoghi che più hanno toccato la sensibilità dello scrittore irlandese, ispirandolo alla stesura del suo celebre Ulysses. Strade, taverne e palazzi sono diventati un sorprendente punto d’incontro tra la Dublino del Novecento e la Trieste contemporanea, dando così vita a un dialogo capace di riaffiorare parole e pensieri di alcuni dei protagonisti della letteratura del XX secolo. Grazie al percorso artistico-letterario, che intende mostrare la natura dualistica del pittoresco quartiere fatta di arte e vita vera, è finalmente possibile accedere – anche solo per una sera – a quell’inarrestabile  flusso di coscienza che James Joyce tanto esaltava e che gli ha permesso di entrare in empatia con gli uomini e le donne appartenenti al “secolo dell’inquietudine”.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

SHOSHA KAMAL

born in Cairo, Egypt 1986 | lives in Cairo, Egypt

Shosha Kamal | Arte Laguna Prize

REVIVING HUMANITY MEMORIAL, 2018

Marble

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È la celebrazione dei valori di uguaglianza e di unione quella che la casa di design Shosha Kamal ha realizzato a Sharm El-Sheikh in occasione del World Youth Forum del 2018. La matericità inequivocabilmente solida e fredda del marmo si è trasformata in puro calore ed energia vitale grazie all’installazione permanente Reviving Humanity Memorial. 120 sono gli artisti provenienti da altrettanti paesi di tutto il mondo che sono stati chiamati a plasmare, ciascuno con la propria tecnica e il proprio stile, uno dei 120 tasselli di questa suggestiva installazione collettiva, che intende ricordare ed esaltare la nostra natura comune, al fine di dimostrare il desiderio e la volontà condivisa di superare le differenze fisiche e culturali che per troppo tempo ci hanno separati. Grazie a Reviving Humanity Memorial il cuore umano, simbolo per eccellenza dell’amore universale, non è più un battito fragile e silenzioso, bensì parte integrante di un tuono ritmato, vibrante e continuo, animato dal calore e dalla vitalità che unisce e accomuna tutti gli esseri umani.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

GRZEGORZ ŁOZNIKOW

born in Jelenia Góra, Poland 1983 | lives in Reykjavik, Iceland

Grzegorz Loznikow | Arte Laguna Prize

WINTER CONSTRUCTIONS, 2019

Snow, spray paint

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Il ciclo Winter Structures è stato creato dopo la più grande nevicata a Reykjavik che mi ha ispirato a creare forme forti con colori aggressivi nello spazio urbano. Oggetti delicati possono sopravvivere solo pochi giorni nello spazio, confondendo le persone che passano per le strade.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

BOA MISTURA

born in Madrid, Spain 1983 | lives in Madrid, Spain

112.FAMILY | Arte Laguna Prize

LUZ NAS VIELAS, 2012

Paint

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Le caratteristiche vielas e i tortuosi becos delle favelas brasiliane si trasformano, grazie all’opera di arte urbana Luz Nas Vielas del collettivo Boa Mistura, in arterie vive che, attraverso parole incisive e colori cangianti, sono in grado di trasportare lungo il loro percorso vera energia vitale. È un progetto di riqualificazione tanto urbana quanto sociale quello che gli artisti hanno voluto attuare all’interno di un contesto che, troppo spesso, influenza e segna profondamente le vite dei suoi abitanti. Attraverso una collaborazione sinergica e un coinvolgimento diretto della comunità residente, questo spazio ha avuto la possibilità di essere per la prima volta percepito con uno sguardo nuovo e sorprendente che, nella sua immediatezza e semplicità di linguaggio, intende rivalutare lo spazio e la collocazione casuale delle sue abitazioni, conferendo loro una vera e propria ragion d’essere. «BELEZA», «FIRMEZA”, «AMOR», “DOÇURA» e «ORGULHO» compaiono, come luci nella notte, sulle pareti variopinte, dando così vita ad un inno nazionale nel quale ogni parola è portatrice attiva di significati e valori che, ora più che mai, permettono alla comunità di sentirsi finalmente a casa.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MISTER CAOS

born in Milan, Italy 1992 | lives in San Donato Milanese, Italy

Mister Caos | Arte Laguna Prize

45°24’24.6″N 9°16’02.3″E, 2020

Paint

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Essenziale, disperata, silenziosa è la poesia che lo street artist Mister Caos ha voluto donare al suo quartiere d’origine, collocato nella periferia di San Donato Milanese. È unicamente attraverso una visione aerea che è possibile leggere VIA VAI, il solitario verso che, da un giorno all’altro, ha preso forma sulla superficie superiore di quel muro alto 10 metri e lungo 600, una barriera tanto architettonica quanto sociale, che ha condannato quest’area urbana a un processo di ghettizzazione. La Street Poetry, unita alla Land Art, diventa in quest’opera dalle dimensioni megalitiche un tacito urlo, una disperata richiesta di attenzione che si fa tangibile attraverso due semplici, ma incisivi termini che, rivolti verso il cielo, intendono oltrepassare quella parete così storicamente insormontabile. Mister Caos pone l’attenzione su quei luoghi e quelle problematiche che è comodo ignorare proprio perché dall’altra parte del muro, invitando gli abitanti a non leggere più tra le righe il latente l’invito “vai via”. 45°24’24.6″N 9°16’02.3″E è così diventato emblema di tutte quelle storie di vita vera che si sono incontrate, influenzate e intrecciate lungo una strada apparentemente infinita, della quale, troppo spesso, è facile riconoscere la via d’entrata, ma non la via d’uscita.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

OMUF

born in Polistena, Italy 1986 | lives in Roma, Italy

Mister Caos | Arte Laguna Prize

SNIA, 2019

Spry cans

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Come una più contemporanea caverna platonica, nella quale finzione e realtà sembrano perdere i loro netti confini, l’opera Snia dello urban artist OMUF, mostra una dimensione virtuale, alternativa, così simile alla nostra da creare nel fruitore la curiosità e il desiderio di potervi accedere. Il rigore formale nonché l’ordine tipici della costruzione architettonica sembrano incontrarsi per la prima volta con il caotico e anarchico linguaggio dell’arte di strada, all’interno di una terza dimensione la cui peculiarità risiede proprio nella contemplazione del possibile. Attraverso questa insolita crasi, infatti, l’artista di strada intende superare l’ormai datata classificazione delle arti, dimostrando, grazie ad un’opera concreta, l’esistenza di un punto di incontro tra due discipline artistiche storicamente risiedenti ai poli opposti. Attraverso un processo di arricchimento reciproco – che vede coinvolti principi di equilibrio, armonia e composizione – architettura e Street Art possono finalmente essere svincolate da una percezione utopica della progettazione urbana, permettendoci di godere di uno scenario innovativo e inaspettato

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

SAINTE ANNE

born in Motta di Livenza, Italy 1996 | lives in San Donà di Piave, Italy

Anna Pellizzaro | Arte Laguna Prize

FLOATIN’ FLOWERS, 2019

Green, Venice, Floatin’ Flowers

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È una poesia silenziosa che sembra non avere mai fine quella che la città di Venezia ogni giorno regala ai suoi innumerevoli visitatori. Eppure, proprio la bellezza dei suoi dolci canali e l’unicità delle sue intricate calle hanno da sempre distolto l’attenzione da tutte le problematiche e difficoltà intrinseche al peculiare assetto urbanistico che ha permesso al capoluogo veneto di diventare “La Regina dell’Adriatico”. Attraverso una suggestione visiva dal carattere dolceamaro, la giovane artista Sainte Anne è riuscita a far emergere dalle acque della laguna stessa alcuni di quei temi considerati ormai veri e propri tabù. Gli scarichi delle barche e la cementificazione indiscriminata hanno ormai surclassato la volontà di investimento nelle zone verdi, rendendo Venezia una delle città italiane più colpite dalla problematica ambientale. Grazie all’intervento urbanistico Floatin’ Flowers, la delicatezza e la poesia dei fiori hanno simbolicamente trovato una temporanea dimora presso le fermate e le coperture degli emblematici vaporetti, arricchiti ora di giardini pensili, la cui indiscutibile bellezza è in grado di toccare anche la sensibilità dell’animo umano.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

JACOB RAINER

born in Jena, Germany 1970 | lives in Leipzig, Germany

Anna Pellizzaro | Arte Laguna Prize

ICE STICKERS, 2018

Ice, ice with pigments, dust

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Quando l’inverno avvolge lo spazio urbano con il suo pungente abbraccio, Jacob Rainer, urban artist di nazionalità tedesca, risveglia la città dallo stato di tepore grazie a una produzione artistica che non intende mai andare in letargo. Contrariamente a uno stormo di uccelli migratori alla costante ricerca del sole, queste temporanee opere – che vedono il ghiaccio come protagonista assoluto – sembrano trovare la loro passeggera dimora proprio nelle strade delle capitali europee più fredde. Mosca, Berlino, Oslo e Parigi risultano essere solo alcuni dei palcoscenici per le effimere installazioni che, diffuse sul tessuto urbano come canonici stickers, mettono in scena uno spettacolo unico, in grado di coinvolge arte e natura. Seppur sempre caratterizzate da una nota di critica latente nei confronti della società e dei suoi costumi, queste immagini ironiche e, talvolta, persino irriverenti, sono legate tra loro da una visione della realtà giocosa, volta a stuzzicare la mente dei passanti, inevitabilmente portati a riflettere sul loro nascosto, ma incisivo messaggio. Almeno, finché il primo tiepido raggio di sole primaverile vorrà concederlo.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

COCO VEWENDA

born in Kinshasa, Belgium 1982 | lives in Bruxelles, Belgium

Coco Vewenda | Arte Laguna Prize

VOTED, 2019

Public trash can, flag, waste of different foods

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Grazie all’installazione di Urban Art VOTED, dell’artista Coco Vewenda è possibile comprendere il lato più democratico e sociale dell’arte, spesso erroneamente ridotta unicamente a mero oggetto di contemplazione. Dietro all’immagine intenzionalmente provocatoria, realizzata dall’artista belga in occasione delle pilotate e caotiche elezioni tenutesi nella Repubblica Democratica del Congo nel 2018, si cela, infatti, un profondo senso di impotenza e disillusione causato dall’organizzazione della classe politica dirigente e dal suo evidente abuso di potere. È proprio in un contesto nel quale la tanto professata democrazia sembra essere un’utopia irraggiungibile, che l’arte si pone come unico mezzo in grado di garantire quella libertà di espressione e di pensiero delle quali pare impossibile godere. Così, un sudicio cestino dell’immondizia – collocato davanti al tribunale di Bruxelles – avvolto nella bandiera della Repubblica Democratica del Congo e contenente i voti simbolici dei cittadini, non può che diventare lampante metafora visiva dello Stato e del suo corrotto sistema, diventando portatore stesso di un messaggio di denuncia che non intende lasciare spazio a libere interpretazioni.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

RAFAEL VILLARES

born in La Habana, Cuba 1989 | lives in La Habana, Cuba

Rafael Villares | Arte Laguna Prize

TREE OF LIGHT, 2015

Metal, light

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Attraverso un linguaggio che si compone di immagini simboliche, Rafael Villares racconta di un mondo i cui confini sembrano perdersi e le coordinate geografiche diventano superflue convenzioni. Non esiste più neanche la storia, ciò che resta è l’anima brillante e vivida delle persone. Tree of light è un’opera di Urban Art collocata nel cuore di Cuba e concepita al fine di annullare la distanza geografica, storica e culturale attraverso la realizzazione partecipata di un albero luminoso, simbolo universale di vita e speranza. Argentina, Bolivia, Brasile, Cina, Colombia, Cuba, Ecuador, Stati Uniti, India, Messico, Polonia, Russia, Ucraina, Venezuela e Vietnam hanno risposto al bando lanciato dall’artista donando un lampione proveniente dalle strade del proprio paese, contribuendo così alla costruzione attiva dei valori di condivisione e comunità che l’installazione intende celebrare e di cui si fa portavoce. I 15 paesi diventano così, in questo angolo di Terra nel quale spazio e tempo sembrano annullarsi, gemme vive e brillanti, generate dalla medesima sorgente e, insieme, capaci di illuminare il cammino degli abitanti del mondo.

Testo realizzato dalla studentessa Francesca Bresciani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia