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Pittura

CAMILLA ALBERTI

born in Milano, Italy 1994 | lives in Cornaredo, Italy

Camilla Alberti | Arte Laguna Prize

SONGLINES (10), 2020

Acrylics on canvas
150×60 cm

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I paesaggi di Camilla Alberti sono un’espressione atipica di questo genere pittorico. L’artista riflette sulle teorie di Bruce Chatwin sulle “canzoni aborigene come mappa territoriale” e partendo da questo concetto fondamentale, secondo cui nella cultura aborigena esiste una stretta relazione, un’intima coessenza tra il territorio, i clans che lo abitano e i loro canti, sviluppa le proprie opere.  I paesaggi di Alberti si costruiscono attraverso il processo pittorico, in un’analogia sinestetica con il mito aborigeno della creazione, come la voce e il canto creano il mondo, così la pittura e la mano dell’artista realizzano un nuovo scenario. Alberti isola dei dettagli tratti da quadri di paesaggio e li sviluppa sino a renderli una nuova ambientazione a sé, scenari autonomi privi di personaggi che li abitino. Nelle opere sono presenti elementi naturali riconoscibili, nonostante siano stati decostruiti e decontestualizzati dal paesaggio a cui appartenevano originariamente, e ricomposti e collocati su uno sfondo non definito. Ciò, assieme all’uso di colori saturi che ricordano la stampa digitale, conferisce alla composizione nel suo insieme un’atmosfera onirica. La serie Songlines è un progetto in corso su cui l’artista continua a lavorare portando avanti la propria poetica e la propria interpretazione della realtà e dello spazio.

Testo realizzato dalla studentessa Ludovica De Vivi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

JESSICA AREVALO

born in Mexico City, Mexico 1986 | lives in Guildford, United Kingdom

Jessica Arevalo | Arte Laguna Prize

COVID-19: 314 DAYS AND COUNTING (BRILLIANT GOLD), 2020

Oil on newsprint
102×153 cm

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Un’ opera incompleta consapevolmente…questo è quello che emerge e che fa riflettere guardando l’opera stessa. Una parte di vita vissuta, scritta attraverso piccoli blocchi disegnati a olio su carta di giornale, ma che deve essere ancora compiuta. Come riporta il titolo dell’opera infatti, ogni blocco unito a quello successivo e a quello precedente, rimanda ai 314 giorni vissuti dall’artista durante la pandemia da covid 19. L’opera non è compiuta perché frutto di un virus pandemico irrisolto, non ancora debellato; quindi resta vuoto lo spazio per il proseguo dell’opera ed è ancora priva di cornice. Ogni tassello vuole ricordare un giorno che andrebbe altrimenti dimenticato o negato e che invece merita di attenzione; ogni spazio vuoto è un giorno mancante perché non lavorato. Note scritte in piccolo a margine con un pennello indelebile, riportano sfoghi personali, annotazioni nostalgiche e malinconiche dell’autore, riportate per non dimenticare; momenti passati pesanti a causa della pandemia che vogliono essere però un incipit per ricominciare, appena tutto sarà finito. Il rispetto verso ciò che è stato, l’esperienza in divenire fra passato, presente e futuro. Ogni singolo giorno verrà ricordato e sarà degno di nota. L’opera fa parte di una serie dal titolo Resolution in cui l’artista documenta i giorni trascorsi dal 01 gennaio al 31 dicembre di ogni anno, partendo dal 2016. Mesi trascorsi tra viaggi di lavoro in Columbia, Giappone, Oman e in altri luoghi del pianeta e il ritorno a casa per urgenze, funerali o per fermi forzati a causa della pandemia. Tutto documentato dai blocchi disegnati che ripercorrono le annualità vissute. Un genere narrativo, alternativo, contemporaneo e molto coinvolgente, che fotografa la vita vissuta anno per anno, ma che accomuna tutti negli ultimi due, a causa della pandemia.

Verrà il momento in cui riusciremo a vedere l’opera compiuta? Tutti ce lo auguriamo!

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

FERNANDA LUZ AVENDAÑO

born in Santiago, Chile 1993 | lives in Santiago, Chile

| Arte Laguna Prize

SALVADOR NEIGHBORHOOD – MIDDAY AND NOCTURNE (DIPTYCH), 2019

Painting and oil on canvas
100×115 cm

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Paesaggi atemporali, quasi stranianti, sembrano catapultarci in una nuova dimensione lontana dalla realtà. L’opera è composta da un dittico sulle cui tele vengono raffigurati due scorci di un quartiere. Non ci sono elementi che ci permettono di identificare la località e nemmeno la zona, tanto che potrebbero essere facilmente identificati con qualsiasi città o paese di nostra conoscenza. Un gioco di tutto e niente, di costruzioni anonime, ma al contempo familiari. Quello che accomuna le due scene è la sensazione di inquietudine che precede un evento destinato a cambiare completamente quello che noi conosciamo, che ci trasmette sicurezza con la sua familiarità. La cittadina dipinta è quella di Barrio Salvador (Santiago, Cile), un sobborgo vecchio e malandato, ormai demolito per lasciare spazio al progresso e all’innovazione. La sua bellezza e le sue forme in decadenza ora fanno parte solo dei ricordi di chi ha vissuto quella zona. Un gioco di tutto e niente dettato dal progresso, dove le nostre case, i nostri paesi e le nostre città, ovunque si trovino, sono in perenne balìa dell’esigenza di rinnovamento. Un gioco di tutto e niente a discapito di ciò che per noi è caro.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia  Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MINA BAZARI

born in Tehran, Iran 1983 | lives in Umeå, Sweden

Mina Bazari | Arte Laguna Prize

UNTITLED, 2017

Acrylic and marker on canvas
80×120 cm

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Delicatezza, grazia e minuzia, questo quello che ci trasmette l’opera astratta di Mina Bazari. Un insieme di linguaggi che vorticano per attirarci sempre più vicino a sé, per farci studiare e comprendere meglio il suo significato. In un quadro, a primo impatto caotico, si resta affascinati nel notare la ricchezza di dettagli, la finezza di ogni singolo tratto ben definito e caratterizzato, tanto da spingerci a cercare e ricreare con la mente figure a noi conosciute, permettendoci di viaggiare liberi con la fantasia. Su una tela quasi monocroma, i tocchi di acrilico e di pennarello colorati risaltano e attirano l’occhio, prima su se stessi e poi sui disegni che li circondano, permettendo di focalizzare l’attenzione su una singola porzione di quadro alla volta, dando così il valore adeguato all’intera opera. L’obiettivo dell’artista è di mettere in evidenza il rapporto tra noi e lo spazio circostante, spesso dato per scontato, dando il giusto peso alle cose che troviamo intorno a noi. Come le macchie di colore sulla tela, gli oggetti a noi veramente utili sono pochi, tutto il resto è superfluo. Un di più dettato dal bisogno di avere generato dal consumismo che guida la nostra società.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ELISA BERTAGLIA

born in Rovigo, Italy 1983 | lives in Rovigo and Milan, Italy and New York, United States

Elisa Bertaglia | Arte Laguna Prize

ASSOLO. SINGING OVER THE BONES, 2019

Oil, charcoal and graphite on canvas
90×118 cm

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È un dialogo ossimorico e inaspettato quello che Elisa Bertaglia riesce a realizzare attraverso Assolo. Singing over the bones in cui il denso e vitale segno pittorico e la fitta trama di grafite riescono a comunicare con un linguaggio suggestivo. Narrano del delicato e transitorio atto della metamorfosi, fulcro della ricerca dell’artista, in cui i soggetti si trovano ad abitare la soglia in una situazione di perenne sospensione tra disgregazione e affermazione. La pittura, che dovrebbe rendere la rappresentazione concreta e materica, frammenta ulteriormente quella pallida traccia di matita che, fragile, sembra sull’orlo dello smarrimento, ma, se guardata con attenzione, rivela la sua natura minuziosa ed estremamente dettagliata. Ci si trova davanti ad un mondo onirico, un’ambientazione atemporale, un racconto ancestrale che risuona nella più intima interiorità umana richiamando, come un atavico canto, un universale sentimento di bellezza che conduce a nuove consapevolezze e ad una nuova costruzione del proprio Io.

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

GARANGER BORIS

born in Paris, France 1985 | lives in Louvigné, France

Granger Boris | Arte Laguna Prize

TO WEAVE LINKS, 2019

Oil on canvas
120×90 cm

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Passiamo accanto a centinaia di persone e non riusciamo a vedere nessuno. Folle,  manifestazioni, violenze, scontri, vivacità, grande energia, eppure raramente si tiene conto  del singolo. La superficie della tela è occupata da immagini e forme vicine l’una all’altra, da  linee e colori, dal rapporto tra loro e dalle tensioni che ne derivano. I movimenti umani e  l’unicità degli esseri all’interno di un gruppo, attraverso l’espressività dei corpi, sono al  centro delle preoccupazioni dell’artista. Quest’ultimo indaga e riscopre la figura umana,  soffermandosi sugli strati esterni che indossiamo poiché, secondo Boris Garanger,  l’abbigliamento è un intermediario, una protezione, uno scudo non solo fisico, ma anche  psichico, che se indossato da un gruppo, lo celebra e lo esalta. Ci racconta e ci descrive,  attraverso l’olio su tela, un ambiente, un clima sociale definiti dai singoli individui e dalla  loro particolarità. L’uomo è presenza attraverso il suo corpo, è azione attraverso il suo  movimento ed è apparenza attraverso il suo abbigliamento. 

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

WERONIKA BRAUN

born in Piotrków Trybunalski, Poland 1994 | lives in Majków Folwark, Poland

Weronika Braun | Arte Laguna Prize

Shining Light 6 – 9859_25, 2020

Oil and natural resin, encaustic, photography, photographic negative on wood
50×27 cm

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Rappresentazioni lontane, immagini sfuggenti e sfocate, vedute atemporali  accarezzate da luminescenze che cercano di definire l’ambiente, un bagliore  evocativo legato al dato naturale. Paesaggi immersivi che sono metafore di momenti  che portano in luce la realtà di ciascuno, provocando in noi emozioni singolari  variamente intensificate. Le forme diventano labili, si dissolvono e si fondono insieme  sopravvivendo in una distesa tonale che risulta tenue, ma in egual modo brillante in  quelle impronte verdi, materiche e ben circoscritte, che partono dal basso e che  diventano più evanescenti verso l’alto della superficie. L’intuizione di Braun Weronika  prende il via dal suo interesse per la fotografia, un legame profondo e originario con  la pittura, due medium che l’artista associa creando sovrapposizioni, rimandi e  atmosfere suggestive, rivelando e celando aspetti contemplativi, che invitano  l’osservatore a sprofondare emotivamente all’interno di queste narrazioni  enigmatiche, irreali e sensibili.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MARIJKE BREUERS

born in Den Haag, Netherlands 1960 | lives in Utrecht, Netherlands

Marijke Breuers

MONASTERY GARDEN II, 2019

Mixed media on canvas
130×175 cm

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In una fitta trama di segni e tratti verticali si cela l’immagine di un ciliegio dell’India orientale, pianta osservata dall’artista nel giardino di un monastero francescano. La figurazione dell’opera Monastery garden II è poco definita e il soggetto rappresentato non è di immediata comprensione ma necessita di uno sguardo curioso e sensibile per essere colto. Il bianco e il nero dominano la composizione e attraverso un intricato gioco chiaroscurale definiscono i volumi e le forme realistiche della pianta, che sembra voler emergere da uno sfondo a tratti onirico e inverosimile. Il nucleo semantico di questa opera risiede nell’interesse che l’artista riserva nei confronti dell’altro e verso le differenti scelte di vita che si riflettono in residenze che racchiudono esistenze e culture sorprendenti. Le atmosfere e le abitazioni divengono così narratrici silenziose che suggeriscono ed evocano un passato da indagare.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MARC BROUSSE

born in Bruxelles, Belgium 1984 | lives in Bruxelles, Belgium

Marc Brousse | Arte Laguna Prize

FRAGMENTS, 2019

Ink and charcoal on Paper Arches
110×160 cm

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Frammenti. Frammenti di vita, di città. Frammenti sospesi in un tempo indefinito e in un luogo in cui il rapporto ossimorico tra vuoto e pieno genera la memoria collettiva di cui è intriso lo spazio rappresentato. Architetture appartenenti ad epoche diverse, realizzate linea per linea utilizzando una prospettiva invertita, si scontrano e si incontrano dando vita ad una visione totalizzante del mondo che ci circonda. La sospensione, scaturita dalla tecnica utilizzata che prevede l’uso di inchiostro e carboncino su una particolare carta essiccata all’aria, genera un perfetto equilibrio tra i singoli frammenti posti tra l’immensità del cielo e la concretezza della terra. La percezione del tempo e dello spazio è riconducibile al modo in cui l’artista decide di collocarli: disposti in modo da formare, con le dodici punte, la croce Chacana. La terra, rappresentata al centro, simboleggia la nostra unità con l’universo. La tendenza umana orientata verso l’appropriazione di tutto ciò che ci circonda è qui evidenziata grazie all’insieme compositivo che si viene a creare con le singole architetture che, intrise di un celato respiro, tentano di dare vita ad una perfetta utopia urbana.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

DANIELE CAPECCHI

born in Pistoia, Italy 1973 | lives in Pistoia, Italy

Daniele Capecchi | Arte Laguna Prize

MICRO/MACRO, 2019

Oil on canvas
100×70 cm

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Un linguaggio pittorico che nasce dal desiderio di indagare gli elementi del volto, del ritratto,  una precisione estetica delineata secondo contorni che si fondono compattando le forme.  Mantenendo movimenti rapidi e rotatori, l’artista agisce intervenendo meticolosamente sul  supporto, graffiando il colore ancora fresco con una punta secca, in modo da arrivare a un  risultato regolare e sfumato, che via via si amalgama definendo sempre più la figura. Il  modellino di un robot, dipinto a olio su tela, è l’oggetto di un ricordo appartenente a una  fanciullezza ormai perduta, a un’innocenza limitata a quel lontano momento della vita, ma  che riaffiora nel presente dell’autore, acquisendo una carica espressiva forte e liberatoria.  L’opera di Daniele Capecchi si configura su una rappresentazione nostalgica di esperienze  passate e concluse, concentrandosi su delle immagini monocromatiche che rimandano ai  piccoli giocattoli concerni all’infanzia e che nei suoi lavori diventano giganti, passando da  miniature nella realtà ad essere vertiginosamente ingranditi su una superficie  bidimensionale. 

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

JACO CAPUTO

born in Milano, Italy 1991 | lives in Milano, Italy

Jacopo Caputo | Arte Laguna Prize

CATTEDRALI, 2019

Tempera and diluted vinyl glue on folded white wrapping paper glued onto a vegetable cardboard support
50×70 cm

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È una riflessione sull’atto pittorico quella che Jaco Caputo compie in Cattedrali: la pittura diviene il fulcro della rappresentazione, viene studiata e analizzata nella sua processualità, nella sua archetipica funzione e sacralità. L’opera prende vita, dunque, da una sensibile azione di ascolto, un momento quasi rituale e meditativo, che origina nell’interiorità dell’artista per sfociare in suggestive immagini e forme, nella costruzione di uno spazio silenzioso, sospeso, metafisico in cui l’osservatore si trova a confrontarsi con se stesso non trovando concrete risposte in ciò con cui si relaziona e vede. Jaco Caputo con le sue rappresentazioni non propone, infatti, punti di riferimento da seguire, ma invita a percorrere nuove strade interiori, percorsi inesplorati che conducono al pensiero e ad una intima coscienza delle proprie pulsioni, dei propri desideri e del proprio Io.

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ANDREA CERQUIGLINI

born in Varedo, Italy 1961 | lives in Roma, Italy

Andrea Cerquiglini | Arte Laguna Prize

EREMI E CASA DEL CUSTODE DEL GIARDINO SEGRETO NR 2, 2020

Gel pens on linen notebooks
148×48 cm

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Andrea Cerquiglini ha l’animo di un antico amanuense: le sue paure, i suoi problemi, le domande irrisolte e i pensieri scorrono liberi sulla carta; pagine e pagine di taccuino vengono inondate da questo fitto pattern che si ripete, continuamente, come un mantra e si va a configurare come una singolare scenografia delle sue personali creazioni. Questa densa trama fa da sfondo ai particolari mondi immaginari visibili in Eremi a casa del custode del guardino segreto nr 2: ambienti sospesi, fuori dal tempo, che hanno preso vita e sono scaturiti dall’interiorità più profonda dell’artista, dai suoi ricordi, dalle sue percezioni, dai nostalgici luoghi di origine della sua famiglia e dal suo più sincero essere. Sono spazi che parlano di lui, silenziosi, isolati, cristallizzati che abitano l’Io di Cerquiglini e che, materializzandosi sul foglio bianco, raccontano di quel recondito spirito eremitico che in lui vive.

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

PEDRO CUADRA

born in Granada, Spain 1972 | lives in Granada, Spain

Pedro Cuadra | Arte Laguna Prize

LA BUSQUEDA, 2015

Oil on canvas
130×130 cm

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La pittura di Pedro González è frutto di una grande ricerca e una profonda riflessione su alcune tematiche estremamente contemporanee: la globalizzazione e la frenetica velocità in cui oggi viviamo. Questi fenomeni hanno fortemente influenzato il mondo dell’arte contemporanea e inevitabilmente anche la maniera in cui il pubblico si rapporta ad essa. Il risultato di queste tendenze spesso è una moltitudine caotica di correnti artistiche dettate da un mercato iper produttivo. Non è possibile oggi sottrarsi al continuo bombardamento di immagini a cui i media ci sottopongono, così il pubblico sovrastimolato sempre più spesso si pone distrattamente nei confronti dell’opera d’arte, la fruisce con leggerezza, in maniera irriflessiva, distinguendola a fatica delle altre migliaia di immagini che vede quotidianamente. González affronta questa problematica attraverso una pittura strettamente legata proprio alla sovraesposizione di prodotti visivi: l’artista ricerca i propri soggetti attingendo dai campi più disparati, dal web, dal cinema, della cronaca, o dal proprio campionario fotografico, unendoli in maniera casuale fino a ottenere una composizione armonica, che non rispetti schemi prestabiliti. Partendo da un insieme eterogeneo di icone, del tutto slegate l’una dall’altra, González dà vita a un’unica visione, il cui scopo è proprio quello di stimolare in chi la guarda una reazione e un pensiero. È un lavoro che nasce da una profonda riflessione, ma si realizza tramite un processo giocoso, quasi ironico, che invita i suoi fruitori a non rimanere passivi di fronte all’arte.

Testo realizzato dalla studentessa Ludovica De Vivi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

GIULIA DALL’OLIO

born in Bologna, Italy 1983 | lives in Bologna, Italy

Giulia Dall'Olio | Arte Laguna Prize

G 19][153 D, 2019

Charcoal and pastel on paper
145×145 cm

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Il nostro organismo, noi, uomini, rimarremo sempre una struttura transitoria e temporanea  con i nostri limitati poteri di comandare e manovrare a nostro piacimento la natura.  Abbiamo costruito palazzi, fatto strade e tagliato alberi, ma non ci rendiamo conto che il  controllo non sarà mai nostro. L’opera riflette sul fenomeno dell’antropizzazione – l’insieme  di trasformazioni e alterazioni compiute sul territorio allo scopo di adeguarlo e modificarlo  al servizio degli interessi umani – e sul rapporto tra le due forze, uomo e natura, oggi  definita da una stabile instabilità. L’artista, seguendo questa riflessione, fa rinascere la natura sulla carta in tutta la sua  bellezza tramite la stessa azione umana: distruggendola. Infatti, l’opera è stata creata  attraverso la tecnica della cancellazione e della sottrazione, ovvero, una volta steso il  carboncino, la gomma è lo strumento che tira fuori la forma. Con questa azione l’opera si  fa specchio della condizione umana. 

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

JENNY DAY

born in San Diego, United States 1981 | lives in Santa Fe – New Mexico, United States

Jennifer Day | Arte Laguna Prize

ELECTRICITY DRIVES THE FIRST FROM, 2019

Acrylic, colored pencil, flashe and glitter on canvas
91.44×91.44 cm

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L’effetto straniante dell’opera Electricity Drives The First Form è prodotto dalla giustapposizione di elementi e soggetti disparati e non riconducibili ad un contesto univoco. La presenza dei due camosci sulla neve, che rivolgono il loro sguardo spaurito ed interrogativo all’osservatore, contrasta con il paesaggio arido e roccioso sullo sfondo che si interseca con differenti sezioni colorate. Gli elementi inseriti nell’opera non sembrano avere alcuna attinenza e creano un effetto dissonante sia a livello cromatico, per l’accostamento di colori accesi e quasi artificiali con toni che richiamo il mondo naturale sia per quanto riguarda la coerenza della composizione. Day, decontestualizzando gli elementi del dipinto, genera un effetto di confusione, suggerendo un’interpretazione simbolica dell’opera che allude all’assurdità del mondo moderno e alla molteplicità dei segnali da cui spesso il vero senso delle cose viene occultato e distorto.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

 

DANIELA DI LULLO

born in Naples, Italy 1972 | lives in Rome, Italy

Daniela Dilullo | Arte Laguna Prize

HAVE YOU LOST YOUR DREAMS?, 2019

Acrylic paint and collage on canvas
50×40 cm

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Le opere di Daniela Di Lullo indagano, attraverso un’estetica contemporanea, lo stato di incoscienza proprio del sogno e, grazie alla tecnica del collage e della pittura, crea ambientazioni surreali e atemporali che guidano lo spettatore altrove, verso una dimensione sospesa. Prendendo ispirazione dai miti greci, Di Lullo rappresenta Hypnos, Dio del Sonno, colui che solleva gli uomini dalle fatiche della vita e permette il riposo. Le pennellate grosse e materiche, la contrapposizione del blu con il bianco, però, non restituiscono un senso di pace e armonia, ma una sensazione di angoscia e inquietudine. L’artista rappresenta un sonno tormentato, in bilico tra la vita e la morte, come se Hypnos avesse perso la sua benevolenza nei confronti del genere umano o semplicemente, l’uomo avesse perso la capacità di sognare.  Have you lost your dream? indaga la dicotomia tra il sonno e la morte, la contrapposizione tra il Dio Hypnos e Thanatos, figli gemelli del Dio della Notte, ed esplora le paure inconsce dell’umanità.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Gandini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

 

XING DONG

born in China 1963 | lives in Fujian, China

Xing Dong | Arte Laguna Prize

潜意识 NO.02.2020, 2020

Ink on canvas
80×60 cm

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L’inchiostro è il protagonista assoluto delle opere di Dong XIng, che si focalizza principalmente sulla componente figurativa data dalla fluidità di questo materiale. La forza espressiva di tali composizioni rimanda ad un universo intriso di libertà ed universalità, elementi nutriti dai numerosi viaggi multidisciplinari affrontati dall’artista, esperienze di vita risultate fondamentali al fine di ampliare la sua personale visione dell’essere umano in relazione con l’ambiente multiculturale circostante. Il fitto groviglio di forme che si espande nelle sue opere sembra quasi un’entità autonoma in grado di autogenerarsi, un organismo dai tratti biomorfi il cui apparente movimento rende quasi ipnotica e mistica la sua presenza. I contrasti sono netti e di impatto, generati da un elaborato gioco di luci in cui le ombre, diventando delle voragini di nulla assoluto, evocano il mistero dell’eternità del cosmo. Le riflessioni sulla vita e sul fluire dell’esistenza umana generano fusioni tra ciò che si cela e ciò che traspare dalla superficie, riempiendo il vuoto dell’osservatore con una sensazione di possibilità.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ANNAMARIE DZENDROWSKYJ

born in United Kingdom 1967 | lives in Thames Ditton, Surrey, United Kingdom

Xing Dong | Arte Laguna Prize

IN RECOVERY – BLUE MOUNTAINS I, 2020

Oil on Australian Polyester Canvas
40.50×21 cm

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Presenza ed assenza. Creazione e cancellazione. Tangibilità e caducità. 

In bilico, nell’incertezza di un futuro incontrollabile, Annamarie Dzendrowskyj realizza una serie di opere con l’obiettivo di indirizzare l’attenzione dello spettatore verso la dura realtà del cambiamento climatico. In recovery – Blue mountains I, è una richiesta di aiuto, un modo per evidenziare, attraverso delle forme che emergono e si dissolvono in un paesaggio etereo, l’impellente crisi globale che stiamo vivendo. Un’area nebulosa, indistinta, da cui trapela un’immagine, una forma, realizzata sovrapponendo e cancellando strati di pittura ad olio traslucida, in atto ed in potenza, concretizzatasi per divenire altro. Gli elementi rimossi e rivelati, come in un gioco costante, appaiono ai nostri occhi per brevi ed intensi istanti, attimi in cui crediamo di essere in grado di scorgere l’intima connessione tra tempo, luogo e spazio. La rappresentazione, in un instabile equilibrio tra concretezza e fugacità, riflette la sua intima poetica e visione del mondo, offrendo un piccolo scorcio che si insinua tra l’oggi e il domani, tra l’attuale incertezza e una rivincita futura.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

BETTINA ERZGRÄBER

born in Saarbrücken, Germany 1964 | lives in Berlin, Germany

Annamarie Dzendrowskyj | Arte Laguna Prize

MAP OF JUNE-SEPTEMBER 2020, 2020

Acrylic on Canvas
110×150 cm

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Il fulcro del lavoro di Bettina Erzgräber è osservare e registrare il quotidiano da un punto insolito di vista. Soprattutto l’ignoto, l’osservazione da un punto di vista inaspettato e anonimo, libera spazio visivo per l’interpretazione personale dello spettatore. La tecnica utilizzata, pastelli dai colori tenui, crea una sensazione di tenerezza e allo stesso tempo di profondità sfuggente.

FRANCESCO FOSSATI

born in Carate Brianza, Italy 1985 | lives in Lissone, Italy

Francesco Fossati | Arte Laguna Prize

MILLENNIALS [VALLONEA OAK AND MEDLAR], 2020

Ecoprint on organic cotton
100×130 cm

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Racconti antichi, storie di alberi vissuti millenni che noi comuni mortali non riusciamo e non riusciremo  a comprendere mai, nel nostro essere insignificanti rispetto alla grandezza della Natura. Proprio per questo rimodellati, dall’artista, sotto un profilo geometrico, di attenzione, di quella perfezione ricercata dalla civiltà umana ma mai raggiunta e che mai verrà trovata. Il processo di creazione, dunque, risulta essere predominante sull’oggetto stesso, l’idea prima della forma. Le stampe che ne risultano non sono controllabili, ma vengono lasciate libere nella loro espressione, appartenente agli elementi vegetali utilizzati. In questo modo l’impatto ambientale viene ridotto al minimo; le tele, di cotone biologico, diventano lo sfondo di impronte di foglie che possono apparire con tonalità e intensità differenti a seconda della stagione o del luogo dove sono state raccolte. Tutto questo va a rappresentare lo spazio naturale che le ha generate e che le ha tenute in vita.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Calzoni, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

VINCENZO FRATTINI

born in Salerno, Italy 1978 | lives in Torino, Italy

Vincenzo Frattini | Arte Laguna Prize

LACERAZIONI DINAMICHE, 2019

Sculpted acrylic color, perforated aluminum
75×94 cm

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È un’opera plasmata dalla potenza di un gesto, il gesto creativo di Vincenzo Frattini che in Lacerazioni dinamiche squarcia la lamiera in alluminio per permettere alle sottostanti stratificazioni di colore di emergere e mostrarsi all’osservatore. È un intervento che permette, quindi, l’accesso dello sguardo all’anima più recondita della creazione, un atto di forte intensità che porta a modificarne la pelle più superficiale per dare vita a qualcosa di nuovo. Il fulcro della riflessione dell’artista è proprio quella singolare azione che genera una personale e suggestiva energia. Quest’ultima configura e permea l’intera composizione portandola ad elevarsi ad una inusuale posizione al limite tra pittura e scultura e coinvolgendo lo spettatore che legge e decifra quella trama caratterizzata da una irruenza quasi violenta, ma capace di donare stupefacente vitalità alla materia inanimata.

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

YEE LICK ERIC FUNG

born in Hong Kong 1985 | lives in Hong Kong

Vincenzo Frattini | Arte Laguna Prize

DIOGENES’ JAR, 2020

Ink on paper
139×77 cm

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L’opera Diogenes’ Jar, prodotta con inchiostro su carta, si ispira al mito della giara di Diogene. 

Parliamo di un cartiglio di dimensioni considerevoli, lavorato nero su bianco, con una tecnica  cinese che prevede una pittura sottile, quasi impercettibile.  Possiamo riscontrare nel lavoro dell’artista Yee Lick Eric Fung il minimalismo caratteristico del  pensiero del filosofo, che rinunciò a tutto scoprendo la semplicità.  L’opera, infatti, è un insieme di linee parallele verticali e orizzontali che si incontrano a formare dei  piccoli quadrati. L’ordine è interrotto unicamente da un piccolo ideogramma situato leggermente a  sinistra.

Testo realizzato dalla studentessa Mariavittoria Crescini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

STEPHANIE GALLAGHER

born in Sydney, Australia 1983 | lives in Arcueil, France

Eric Fung Yee Lick | Arte Laguna Prize

FAR FROM HOME, 2020

Ink on paper
100×20 cm (20×20 cm each)

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Scenari sbiaditi che si amalgamano in una dimensione liquida, un’atmosfera tonale di  verdi e azzurri pallidi, screziati da interventi pittorici luminosi, puri e bianchi. Gli occhi  dell’osservatore vagano all’interno di una veduta dove la lucentezza delle cromie è  accompagnata da una reminiscenza nebulosa e distante. Stephanie Gallagher  indaga i confini tra l’essere umano e il mondo che lo circonda, aprendo a dialoghi esistenziali, chiedendosi cosa ci rende ciò che siamo, fino a che punto esistiamo  davvero e perchè siamo qui. Domande ermetiche e sconosciute che probabilmente  sono destinate a rimanere aperte, ciononostante l’artista cerca di trovare delle  risposte, attraverso i cieli e i mari che popolano le sue tele, composizioni evocative e  struggenti con riferimenti al mondo naturale e alla connessione che abbiamo con  esso. L’acqua è parte di noi, ci attraversa, ci mantiene in vita, è essenzialmente  un’estensione del nostro corpo e con essa mutiamo, sogniamo, ci ricordiamo il  passato, ma guardiamo anche al nostro futuro. Dipinti che trasmettono stupore e  fascino, portandoci a capire quanto siamo piccoli in confronto all’immensità della  terra, del grandioso spazio che ci ospita.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

EMANUELE GARLETTI

born in Gavardo, Italy 1976 | lives in Prevalle, Italy

Emanuele Garletti | Arte Laguna Prize

WOMAN 05, 2018

Olio on canvas
120x120cm

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Una pennellata fresca, espressionista e decisa che rimarca un equilibrio formale e  concettuale, si dipana in una dimensione quasi sognante e tranquilla, ma allo stesso tempo  estremamente reale. L’uso dei colori ad olio innaturali e aggressivi o il tradizionale bianco e  nero, è seguito da un tratto liquido e istintivo che plasma figure femminili, solide, immobili e  silenziose, che sembrano emanciparsi dal loro corpo e dalla sua mercificazione; infatti, sono  sedute su di una poltrona che le eleva e che diventa significativo riferimento al trono, angolo  intimo e privato, un contrasto forte con tempi antichi e un richiamo diretto al passato. Sono  opere che celebrano la donna estraniandola da un tempo dove viene evidenziata la  diversità, immortalandola in ritratti dove viene rappresentata in pose non convenzionali, sola  con se stessa, che si fa portatrice di un messaggio condiviso dall’intera società. È così che  la ricerca artistica di Emanuele Garletti si costituisce, dal risvolto contemporaneo e con una  chiave di lettura rivoluzionaria che contraddistingue la sua pittura.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

SAORI HASEGAWA

born in Saitama, Japan 1992 | lives in Iruma-si, Japan

Saori | Arte Laguna Prize

MAIGO NO FUKEI -NO.100, 2019

Picture
116.70×91 cm

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Essere presenti. Qui. Ora. Essere consapevoli di quello che accade intorno a noi. Vivere ogni istante, ogni attimo. Vivere il tempo, anche i vuoti. Vivere il silenzio, i pensieri, le persone. Quando ci ritroviamo sommersi dalle vicissitudini della vita, spesso ci dimentichiamo del presente. Quando quella flebile vocina inizia a tormentare i nostri più reconditi pensieri, lì, in quel preciso istante, la nostra vista è offuscata. Siamo qui ma in realtà siamo altrove, in bilico tra un passato rancoroso ed un futuro incerto. Hasegawa Saori con l’opera Maigo no Fukei si interroga proprio su questo: come focalizzare la propria mente, orientandola sull’esitante presente. Il dipinto, realizzato in acrilico su tela, mostra l’anima e il corpo dell’artista. Le ninfee rappresentate immobili e statiche sembrano pietrificate in una dimensione indefinita. Hasegawa cerca di immortalare l’attimo in un tempo e in un luogo ormai invisibile ai nostri occhi: il luogo del tempo presente. La quiete che emerge osservando il dipinto contrasta con l’inesorabile scorrere della vita e con la nostra attitudine a volerla controllare a tutti i costi, poiché è certamente importante immaginare e ricordare ma lo è altrettanto vivere ciò che sta accadendo nel momento stesso in cui accade.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MIRJAM HINN

born in Tartu, Estonia 1990 | lives in Tartu, Estonia

Miriam Hinn | Arte Laguna Prize

Anonymous Matter, 2021

Acrylic on canvas
180×180 cm

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Forme spigolose e vibranti, ondulate, screziate, pennellate dissimili comunicano tra loro  all’interno di una composizione ricca e armoniosa, dove tutte le parti vengono decostruite e  poi compattate, posizionate in maniera equilibrata e dipinte con una gamma tonale di  sfumature diverse e brillanti. I colori, infatti, sono estremamente vivaci e volontariamente  innaturali, frutto di una sapiente manualità sperimentale, una gestualità rigorosa ed  essenziale che si riscontra in tutta l’opera. Affascinata da diverse sfere sensoriali, Hinn  Mirjam si concentra sui contrasti, indagando gli aspetti della luce e di come ciascuno di noi  percepisce questo fenomeno scientifico in maniera differente, come sentiamo i suoni o come  viviamo un determinato evento emotivo, che sia positivo o negativo, indipendentemente da  ciò che influenza il singolo. In questo modo, l’artista, grazie all’utilizzo di figure astratte e  dinamiche, sviscera gli stati d’animo più profondi e sconosciuti, ricercandone tutte le loro sfaccettature, attraverso un linguaggio visivo che è la rappresentazione delle esperienze  comuni del genere umano.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MINHEE HUR

born in Seoul, South Korea 1976 | lives in Mapo-gu, South Korea

Minhee Hur | Arte Laguna Prize

MOON LIGHT, 2020

Gouache and graphite on canvas
130×970 cm

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Immortalare la luce, con i suoi colori e le sue forme; cogliere l’istante e il divenire nel bagliore, nelle sfumature del giallo. Questo è il volere dell’artista, che con strumenti semplici come la tela, la graffite e le tempere riesce a catturare l’attenzione dello spettatore, il quale, a sua volta, conferisce una forma diversa a ciò che guarda. La luce infatti, prende forma e angolazioni differenti a seconda di chi la osserva, ridisegnando una prospettiva nuova e delineando un contorno del tutto soggettivo. Il giallo acceso viene definito dalla tecnica gouache che lo rende coprente e opaco grazie ai pigmenti di bianco; la serie si presenta con sfondi che cambiano dal grigio puntinato come di stelle, al nero lucido, fino al verde quasi fosforescente, dando al “razzo” di luce un chiarore e una forma sfolgorante, in grado di delineare traiettorie e proiezioni coinvolgenti. Partendo da una sfera disegnata in primo piano, la luce giallo-verde neon si proietta con una forma ellittica, rimandando sullo sfondo nero la proiezione dell’ombra delimitata da una linea segmentata. Giochi di ellissi, sequenze in serie, linee tratteggiate direzionali, conferiscono un equilibrio tra lo stato stabile dell’opera e il continuo cambiamento nella forma della luce. Compito dello spettatore è quello di lasciarsi trasportare con la mente da fasci di luce che sfumano verso l’ignoto fino a sentirne il calore generato dalla velocità.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

SILVIA INSELVINI

born in Brescia, Italy 1987 | lives in Brescia, Italy

Silvia Inselvini | Arte Laguna Prize

NOTTURNI, 2019

Ballpoint pen on paper, magnets, iron panel
126×120 cm

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Un tocco graffiante, logorante e continuativo; questo è il lavoro di Silvia Inselvini; è la sua scrittura personale per comunicarci il suo mondo. Attraverso un gesto ripetuto su carta e pannelli di ferro, raggiunge la nostra interiorità e scalfisce i nostri pensieri come una sorta di marchio che non si cancella. La penna a sfera che graffia il foglio fino all’esaurimento dell’inchiostro, il colore metallico e minerale del magnete che riempiono la superficie nella sua interezza, un solco dopo l’altro, riflettono una ritualità, un impegno costante che richiamano il trascorrere del tempo. Una vita introspettiva che viene portata alla luce dal segno del colore monocromatico nero, blu o rosso in un persistere quotidiano, scandito dalle notti che si sostituiscono al giorno; un ripetersi instancabile che richiede dedizione, concentrazione e insistenza. Segni che non lasciano spazio al bianco o al non finito e attirano lo sguardo di colui che si presta ad osservare, come catturato da una calamita, la stessa utilizzata per reggere ogni singolo foglio. Il tutto va a creare un pattern che si ripete incessantemente, proprio come è incessante il segno lasciato sulla carta. Una comunicazione diretta, insonne e continuativa che richiama la vita e il suo trascorrere negli anni. La notte che torna, dopo il vivere quotidiano, con i suoi colori tipici, culla di riflessioni e di rigenerazione.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

NEVENA

born in Uzice, Serbia 1989 | lives in Carpi, Italy

Silvia Inselvini | Arte Laguna Prize

CHACUN SON CIRQUE, 2019

Ink charcoal on canvas
72,5×52 cm

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Un tratto sicuro e preciso, una critica evidente al consumismo che si presenta sotto forma  di una metafora collettiva, ciò che Ivanovic Guagliumi Nevena indaga è la ricerca di un punto  di vista diverso, dal quale la società dovrebbe iniziare a guardare il mondo; forse  un’aspirazione ideale, un sogno troppo lontano che non riusciremo mai a raggiungere. Le  figure, intenzionalmente non finite e abbozzate, secondo pose convenzionali dal taglio  fotografico, sono rappresentate attorno a un tavolo, anime utopicamente buone e ricche,  alle quali vengono servite dei libri, mentre celebrano e cantano inni a questa fortunata benedizione. L’intenzione dell’artista è quella di ricordare che la quotidianità è fatta di tante  piccole cose e che non servono beni materiali in abbondanza per essere felici. Cresciuta in  un ambiente circondato da icone ortodosse, la sua arte è stata influenzata notevolmente  dall’atemporalità e dal concetto di eterno, temi che possiamo rilevare dai bianchi accesi che  definiscono uomini e donne, dipinti a inchiostro e carbone, nella loro forza e intensità  gestuale trasmettono tutte le loro emozioni e la loro spiritualità intrinseca.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MALGORZATA JABLONSKA

born in Pyskowice, Poland 1976 | lives in Gliwice, Poland

Nevena Ivanovic Guagliumi | Arte Laguna Prize

“MAT” (FROM THE “INEXHAUSTIBLE SERIES”), 2016

Pigment print and embossing on handmade paper
49,5×31 cm

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L’opera, realizzata con stampa a pigmenti e goffratura su carta fatta a mano appositamente dall’artista, rivela una storia autobiografica e simbolica di una relazione tra madre e figlia. Le figure si presentano a noi in due modi distinti, una sezione stampata e di conseguenza colorata
e un’altra goffrata, quindi bianco su bianco. Il concetto di dualità viene ripreso più volte: la madre e la figlia, la doppia tecnica e il bianco e il nero, come se l’artista volesse con tutte le sue forze rimarcare questo aspetto. In questo lavoro vediamo come una madre, fonte inesauribile di forza e amore, funge da trampolino di lancio verso il mondo per la figlia. Uno sguardo corrucciato, tipico di un genitore che si preoccupa per il futuro incerto che verrà, ma che sprona comunque chi ama ad affrontare la vita aiutando con l’esperienza e la conoscenza. Il bianco e nero enfatizza ancor di più questo stato di paura e forza, amore e coraggio. Proprio eliminando l’uso del colore, ci si concentra di più sull’emozionalità della scena.

Testo realizzato dalla studentessa Mariavittoria Crescini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

PAUL JEANTEUR

born in Osaka, Japan 1995 | lives in Paris, France

Paul Jeanteur | Arte Laguna Prize

CONSTELLATION OF UNIQUE SHAPES, 2020

Ink on paper
150×100 cm

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La pittura di Paul Jeanteur, nato a Osaka, è influenzata dalla sua cultura d’origine e nelle sue opere si trovano rimandi a segni grafici e agli ideogrammi giapponesi. Constellation of unique shapes (2020), tratto dalla serie Crowd, ne è un esempio. Un insieme caotico di segni si staglia sulla sottile carta coreana, riempendone quasi interamente la superficie. Le forme astratte che abitano il dipinto, tratti neri e definiti alternati a macchie di inchiostro colorato dalle tinte tenui, sembrano essere tanti piccoli personaggi, un vivace insieme di vite. L’opera è stata realizzata da Jeanteur all’inizio dell’emergenza pandemica, periodo durante il quale l’artista dichiarò di essersi sentito “tanto solo, quanto solidale”. Constellation of unique shapes è un’espressione di queste due antitetiche sensazioni, una figurazione gioiosa di ciò che era venuto a mancare così inaspettatamente: lo stare in mezzo agli altri. L’artista sottolinea come la forza di un insieme sia data dalle sfaccettature e dalle particolarità di ogni componente, senza il quale la stessa folla non esisterebbe. Infatti avvicinandosi all’opera si coglie la singolarità di ogni segno che però, solo insieme agli altri, evoca nello spettatore l’impressione di trovarsi di fronte a una moltitudine di persone.  È una raffigurazione leggera e allegra, ma affatto frivola, in cui un sentimento e una riflessione profondi prendono vita grazie alla delicatezza delle pennellate d’inchiostro sulla carta.

Testo realizzato dalla studentessa Ludovica De Vivi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

KITA KAZUHIRO

born in Ishikawa, Japan 1981 | lives in Kagoshima-shi, Japan

Kita Kazuhiro | Arte Laguna Prize

CANVAS OF DOROZOME #19, 2020

Mud dyeing
140×170 cm

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Una connessione profonda lega l’uomo alla natura. L’essere umano risulta piccolo e insignificante se paragonato alla forze naturali che scuotono il pianeta. L’artista si lascia trasportare, addirittura circondare dalla natura, elaborando le proprie opere attraverso il continuo intervento e il continuo divenire della natura stessa. La sua celebrazione è totale, diviene essa stessa la creatrice dell’opera, costruendo sempre nuovi scenari, mai prevedibili e del tutto casuali. Una pergamena atavica che viene tracciata dal filo sottile della vita in una danza semplice, ma allo stesso tempo gloriosa, che lascia trasparire la potenza, ma soprattutto la bellezza e l’efficace lavoro della natura stessa, che degrada e poi crea, dona vita a tutto ciò che vediamo, a tutto ciò che di più bello abbiamo al mondo. 

L’artista è assorbito dal suo lavoro, viene accarezzato da tutta questa bellezza e così si augura che facciamo anche noi, abbandonando la visione centrale e protagonista che abbiamo dell’uomo per lasciarci andare a questa visione, alla sua stessa filosofia “Arresi alla Natura”.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Calzoni, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

THUY LE

born in Thanh Hoa, Vietnam 1988 | lives in Hoi An, Vietnam

Thuy Le | Arte Laguna Prize

THE WASTE LAND XVI, 2020

Acrylic ,ink calligraphy
78×138 cm

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Un silenzio assordante invade il nostro corpo, si appropria di noi, della nostra storia, del nostro vissuto. Ci travolge con la sua desolazione, amplificando questo senso di sublime perdizione che trapela guardando l’opera. Le Thuy manipola la seta, supporto in grado di esprimere l’enigmatica contrapposizione tra bellezza e morte. La maestosità della natura e il mistero della notte vengono evocati dalla dirompente rappresentazione pittorica di questo mare tempestoso, tenebroso, tetro, dalla cui nebulosità emerge un flebile sibilo di speranza, dato da quei leggeri tocchi di luce realizzati con il colore acrilico. Un’opera apotropaica in grado di rendere manifesti i più struggenti pensieri di chi la guarda; lo spettatore viene così inghiottito dalle profondità di questo oceano, perdendosi in uno spazio silente, tacito, un rifugio per tutti coloro che necessitano di un luogo di redenzione.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ANDREW LEVENTIS

born in Charlotte, United States 1980 | lives in Charlotte, United States

Thuy Le | Arte Laguna Prize

FREEZER BOX (VANITAS), 2020

Oil on canvas
91×120 cm

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Andrew Leventis ci propone una natura morta contemporanea in cui un complesso di cibi surgelati diviene protagonista assoluto della composizione. L’artista si focalizza sull’interno di un semplice frigorifero stipato da colorate confezioni di prodotti alimentari, che costituiscono una sorta di tramite per mostrarci un insolito spaccato di vita quotidiana. Il titolo Freezer Box (Vanitas) allude a una dimensione di vacuità e di precarietà, stimolando nell’osservatore una riflessione legata alla condizione effimera dell’esistenza umana così come delle cose. I generi alimentari rappresentati si rivelano infatti all’artista come veri e propri campi di studio e spunti per indagare e approfondire tematiche legate al consumismo e alla fugacità del tempo. Leventis ha realizzato queste dipinti ad olio durante il periodo pandemico, osservando quanto il panico abbia spinto molte persone a comprare scorte di cibo che, accumulate anche nel suo stesso frigorifero, sono diventate oggetto di ispirazione per le sue composizioni che, nella loro semplice apparenza racchiudono invece un denso universo di significati.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

DONGLI MA

born in Suide, China 1986 | lives in Beijing, China

Dongli Ma | Arte Laguna Prize

MANUFACTURED TRUTH, 2015

Oil on canvas
90×60 cm

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Un gruppo di figure monocrome, definite con piccoli tocchi precisi e ravvicinati, attorniano  un televisore, protagonista indiscusso, installato al posto della testa dell’uomo, rimando  diretto ed esplicito ai mass media e alla loro potenza in ogni parte del mondo. Gli altri  personaggi hanno dei dispositivi tecnologici, come telecamere e microfoni, e due di loro  sono dei riflettori puntati sulla celebrità intervistata, si nota, infatti, un acceso chiarore giallo  con sprazzi di bianco, tra ombre e luci, a illuminare il punto focale della scena. Una lampante critica al nostro tempo, a quello mediatico televisivo e dei social media, che negli ultimi anni  ha sempre più influito sulla quotidianità dei singoli individui e ha cambiato il modo di fruire i  contenuti multimediali. Attraverso un’opera che vuole essere un’analisi costruttiva di ciò che  lo circonda, Dongli Ma rappresenta la sua personale visione di una verità contorta, nascosta  e manipolata, in cui le informazioni vengono condivise, diffuse molto velocemente, dove è  difficile riconoscere le notizie reali da quelle ingannevoli. 

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

NATALY MAIER

born in Monaco di B., Germany 1957 | lives in Starnberg, Germany

Dongli Ma | Arte Laguna Prize

SCONFINITUDINE 088, 2017

Egg tempera on canvas
110×110 cm

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Il rigore geometrico che struttura la composizione contrasta con il tono tenue e vagamente velato dei riquadri dell’opera di Nataly Maier. La rigidità e la funzione di delimitazione dello spazio, propria delle linee di demarcazione dei moduli cromatici, è infatti attenuata dalla delicatezza dei colori che suggeriscono una dimensione sognante e infonde nell’osservatore una sensazione di ariosa leggerezza. Il bianco delle linee che separano i riquadri riduce il contrasto tra le tinte delle diverse aree, rendendo meno netto il passaggio visivo da un tono all’altro. L’artista comunica la poesia del suo mondo interiore attraverso un sottile equilibrio di cromie, la cui associazione pare esprimere una dimensione festante e gioiosa che richiama l’atmosfera di un luminoso mattino. Il titolo Sconfinitudine 88 contiene in sé il paradosso dell’opera che, nel momento stesso in cui rappresenta dei confini, suggerisce l’idea del loro superamento. 

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MATHIEU CHAVAREN

born in Biarritz, France 1990 | lives in Moissac, France

Nataly Maier | Arte Laguna Prize

LANGAGE INTÉRIEUR, 2020

Oil on canvas
60×50 cm

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È nella unità degli opposti che l’universo trova l’equilibrio per la sua esistenza, due elementi dicotomici, in continuo conflitto, che sussistono uno in virtù dell’altro generando la forza che tiene in vita il mondo. Sono identità ben distinte quelle che Chavaren Mathieu concretizza in Langage Intérior, energie complementari che si affermano nella loro connessione instaurando un reciproco dialogo. Questo, al pari di una archetipica scrittura, richiama lo spettatore nel suo racconto e si collega alla sua più recondita coscienza facendolo aprire, così, a nuove visioni e possibilità. Come la linea della terra si disperde all’orizzonte e si fonde con l’immensità del cielo, allo stesso modo il bianco e il nero posti sulla tela dall’artista entrano in relazione rispondendosi, annullandosi e compensandosi. Creano attraverso la loro conversazione una costante tensione che oscilla tra pieno e vuoto, tra spirito e materia; questa pone l’osservatore nella condizione di andare oltre il limite del quadro, superare la dimensione tangibile e compiere un intimo viaggio all’interno di se stesso.

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

BELÉN MAZUECOS

born in Granada, Spain 1978 | lives in Granada, Spain

Chavaren Mathieu | Arte Laguna Prize

FRAGILE ARTIST: HANDLE WITH CARE II, 2017

Acrylic on paper
114×140 cm

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Belén Mazuecos (Granada, Spagna – 1978) svolge la sua formazione in accademie e università nazionali,  nell’ambito delle Belle Arti e dell’Antropologia Sociale Culturale.  

Usa un linguaggio ar2s2co ispirato alla sua vita personale e al mondo che la circonda. Condivide il pensiero  di alcuni ar2s2 contemporanei come Jeff Koons, Maurizio Cattelan e Damien Hirst, rispetto l’idea di  mercificazione dell’arte che caratterizza l’epoca contemporanea.  

Mazuecos sos2ene che il suo obie*vo di ricerca sia quello di: “presentare un etnografia visiva del campo  dell’arte […], sottolineando la difficoltà di accedere e adattarsi a questo sistema competitivo”. Evidenzia la  complessità di essere oggi un’ar2sta, paragonato a un animale in via d’estinzione, che va tutelato e  salvaguardato, dove le gallerie d’arte e gli acquirenti ne fanno da padrone.  

Nelle sue opere rappresenta gli ar2s2 rido* a merce, sfru6a2 proprio da coloro che, invece, dovrebbero  valorizzarli. Usualmente u2lizza due non colori: l’acrilico nero e il bianco della carta o della tela.  Grazie alle nuove tecnologie e all’uso sapiente di Internet, oggi l’ar2sta risca6a se stesso, u2lizzando i social  per promuovere la propria a*vità in veste di piccolo imprenditore.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

TOMMASO MORETTI

born in Rome, Italy 1995 | lives in Rome, Italy

Tommaso Moretti | Arte Laguna Prize

“PRIGIONE ETERNA”, 2016

Graphite pencil on F4 paper
50×55 cm

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Un magnifico cervo intrappolato, prigioniero di se stesso, si trova attorniato da una  vegetazione brutale e nemica. La ricerca di Tommaso Moretti si costruisce su simboli e  metafore della natura, che rimandano allo sfruttamento degli animali da parte degli esseri  umani. Persiste, infatti, la rappresentazione di una figura sofferente che cerca di liberarsi  dall’intreccio intricato delle sue stesse corna, trasformate in radici, che non gli permettono  di fuggire; una condizione che emerge in modo tangibile. La tecnica utilizzata è quella del  disegno a grafite, con la quale l’artista costruisce minuziosamente la scena e i dettagli, così  fitti e reali, capaci di sensibilizzare e catalizzare lo sguardo attento dell’osservatore su  questo genere di problema, che affligge la fauna del nostro pianeta. La leggerezza e la forza  della matita delinea forme chiare e scure, in un passaggio di ombre e luci che affiorano sui  percettibili fili d’erba e sul pelo del corpo del soggetto. È una narrazione universale e precisa,  sulla quale l’autore dell’opera invita la nostra coscienza a riflettere.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

VERONIKA MOSHNIKOVA

born in Yalta, Ukraine 1989 | lives in Zurich, Switzerland

Tommaso Moretti | Arte Laguna Prize

MAP OF JUNE-SEPTEMBER 2020, 2020

Oil on canvas
110×150 cm

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L’estremità di un pennello che si appoggia delicatamente sulla tela, un punto piccolo,  un evento che si costituisce risentendo di un’impetuosa energia, diventa così grande,  accompagnato da tanti altri stessi elementi che, sulla superficie, compongono un’opera  dalla straordinaria interpretazione metaforica. Segni posizionati secondo una precisa  convinzione, nell’atto di creare una disposizione formale ed equilibrata. L’artista dipinge  una mappa indagando i concetti di silenzio e memoria che, intrepidi, si materializzano  nel colore acceso dei rossi intensi e vibranti, in contrasto con il biancore dello sfondo  che li accoglie, donando un intero spazio immersivo e reale nel quale collocarsi.  L’essenza temporale viene scandagliata, destrutturata e ricomposta sottoforma di un’astrazione intangibile, una parola vaga, un’idea immaginaria che somiglia al passato,  all’oggi e a ciò che verrà. È un processo profondo e paziente quello che Moshinikova  Veronika sperimenta con la sua arte, un’appassionata ricerca indirizzata verso la  scoperta di quello che tutti noi chiamiamo tempo.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ADAM MYSOCK

born in Cincinnati, United States 1983 | lives in Cincinnati, United States

Adam Mysock | Arte Laguna Prize

HOW DID WE GET HERE, 2018

Acrylic paint on hardboard panel
100×116 cm

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La bugia costituisce il tema principale sul quale si focalizza l’artista Mysock Adam che, attraverso un approccio a tratti provocatorio, mostra un vero e proprio catalogo della menzogna. La sua opera How Did We Get Here si compone di un insieme di piccoli ritratti in miniatura, un formato convenzionalmente utilizzato per accogliere i dipinti degli antenati, che raffigurano in questo caso personaggi storici o gesti di tutti coloro che hanno iniziato l’artista all’arte di mentire e che egli considera suoi maestri, per l’influenza che hanno esercitato sulla sua abilità nel distorcere la verità. L’opera nasce da una riflessione su quanto una cosiddetta giusta educazione stigmatizzi la bugia e ci allontani dal mentire mentre paradossalmente la storia e la società contemporanea sono intrise di bugie che divengono molto spesso parte integrante di una narrazione legata al successo e al potere. Mysock non si pone dunque con un atteggiamento critico o moralista rispetto al tema ma, con uno sguardo disincantato e a tratti cinico, ci mostra la sua visione di un mondo che egli considera ormai in mano ai bugiardi.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

YUMI NISHIMURA

born in Fukuoka, Japan 1984 | lives in Chiba, Japan

Adam Mysock | Arte Laguna Prize

#0920, 2020

Acrylic, handwoven textile, wooden frame
153×153 cm

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Una fitta trama, intrecciandosi davanti ai nostri occhi, dà vita ad un insieme unitario dotato di un’anima, ad un intimo riflesso dell’interiorità dell’artista. Come se stessimo assistendo ad una suggestiva trasformazione, in quest’opera una semplice linea creata con un filo si evolve, muta il suo aspetto e il suo primordiale significato, reinterpretando lo spazio circostante e sfociando in una tridimensionalità viva, effettiva. Yumi Nishimura, spinta da una crescente necessità di essenzialità e un ritorno ai materiali originari, riesce così a conferire al suo lavoro corporeità, sostanza, concretezza in grado di sostenere il peso delle singole azioni che lo compongono. I processi di tintura, tessitura, preparazione della base, cucitura e verniciatura esprimono l’importanza della manualità, dell’azione costante e ripetuta nel tempo, della meticolosità progettuale e compositiva e dell’atto creativo che, concretizzandosi, diviene materia.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

FRÉDÉRIQUE NOLET DE BRAUWERE

born in Bondo, France 1957 | lives in Salernes, France

Yumi Nishimura | Arte Laguna Prize

ESPACE 12 10 20, 2020

Ink and pencil on paper
115×115 cm

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Un’ambientazione delicata, ricca di punti, linee, arricciature, di suggestioni che cercano  di catturare l’osservatore all’interno di una dimensione eterea. Un nonluogo senza  tempo che accoglie i minuti gesti dell’artista, il quale, attraverso una sorta di  meditazione, si concentra per tracciare infiniti sentieri, giungendo direttamente al  cuore della materia. La ricerca artistica di Nolet de Brauwere Frédérique si  caratterizza per l’uso leggero dell’inchiostro e della grafite, che vanno a identificarsi sul supporto come brevi impressioni, a piccoli tocchi e guizzi grigio chiaro e scuri,  minuscoli dettagli si lasciano trasportare da loro stessi, dai segni primordiali della loro  creazione. Come se fosse una scrittura invisibile e segreta, sul retro della carta  traslucida si manifesta un effetto di trasparenza, che si concentra sulla tensione tra  immagine e significato. Forme che sembrano non avere nulla da rivelare, ma  distintamente contengono tutta la loro forza concettuale nella dinamicità, che si  riverbera in un ritmo costante che pervade l’interno spazio. 

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

GIULIA OTTA

born in Savigliano, Italy 1996 | lives in Centallo, Italy

Giulia Otta | Arte Laguna Prize

TURISTI STANCHI SI RIPOSANO SU UNA PANCHINA A MADRID, 2019

Graphite and encil on paper
29×19 cm

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Questa opera, realizzata con matite colorate e grafite su carta, coglie alcuni turisti in un momento di calma e riposo. Uno di quei frammenti di viaggio considerati non memorabili, seppur necessari e caratterizzanti. L’artista decide di mostrare ciò che è normalmente poco rilevante, anche se presente e ricorrente in una situazione esperienziale. Altro elemento cardine di questa rappresentazione è il mancato contesto in cui sono inseriti i personaggi, di cui, però, non si sente la mancanza grazie alla compensazione data dalla posizione degli stessi. Infatti, si percepisce immediatamente la situazione e il luogo in cui si trovano i turisti, quasi come passasse in secondo piano la necessità di vederlo rappresentato. La panchina, grande assente della scena, diventa così metafora, non più elemento tangibile e funzionale, ma uno spazio di incontro e condivisione quasi spirituale. Diviene non più un supporto ma uno spazio metafisico di interscamio personale.

Testo realizzato dalla studentessa Mariavittoria Crescini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MARK PARKINSON

born in Preston, United Kingdom 1964 | lives in Preston, United Kingdom

Mark Parkinson | Arte Laguna Prize

FREE BREAD ROLLS (LAJKONIK), 2019

Pen and ink on paper
68×48 cm

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I disegni sono una serie di disegni a penna e inchiostro incorniciati basati sull’esperienza di vivere nelle tenute municipali degli anni ’60-’80, ogni immagine rappresenta un momento, un ricordo o un innesco. Alcuni degli eventi sono leggeri e divertenti, ma altri sono tragici, mentre il tema può essere inizialmente autobiografico, ci sono molte persone di questi luoghi che hanno avuto esperienze uguali o simili.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

FLORENCE POIRIER-NKPA

born in Bordeaux, France 1972 | lives in St Martin, Guadeloupe

Parnthip Phattarachon | Arte Laguna Prize

A L’AUBE (SUNRISE), 2020

Paper, print, engraving
147×101 cm

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Un’atmosfera surreale connota A l’aube (Sunrise), linoleografia dell’artista francese Florence Poirier-Nkpa che, attraverso una ricchissima proposta iconografica di immagini dal valore fortemente simbolico, accostate senza un apparente criterio logico, guida lo spettatore in un percorso a tratti onirico, in cui è possibile perdersi. La pittrice, creando coesione tra dimensioni spazio-temporali lontane tra loro, elabora un universo ricco di stimoli che racchiude riferimenti agli aspetti più svariati della vita umana, includendo la natura, l’arte, la religione, il mito ma anche elementi del quotidiano. Si tratta di un’opera che è possibile fruire abbandonando la pretesa di una lettura razionale e lasciandosi trasportare come un flâneur dalla curiosità e dal gusto di addentrarsi in un labirinto di suggestioni. Il contrasto tra immagini inquietanti o enigmatiche ed altre che evocano spazi naturali sereni e ameni rispecchia le contraddizioni e le ambivalenze proprie della vita, rispetto alle quali l’autrice apre uno spiraglio di speranza, suggerita anche dal titolo stesso della composizione, che allude alla possibilità di continuare a credere negli ideali.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

VIPUL PRAJAPATI

born in Ahmedabad, India 1984 | lives in Ahmedabad, India

Florence Poirier Nkpa | Arte Laguna Prize

MEMORY IS THE FOURTH DIMENSION TO ANY LANDSCAPE, 2019

Graphite and pencil on canvas
190×132 cm

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Non tutte le cose che abitano il nostro mondo possono essere sperimentate con i sensi. Come esseri umani non ci è permesso di cogliere tutto ciò che è trascendenza, incastrati come siamo in un universo fatto di materia. La superficie che avvolge la nostra dimensione riesce a limitare spesso lo sguardo in un quadro di duplici sentenze: ciò che esiste e ciò che non esiste. 

L’opera Memory is the fourth dimension to any landscape, di Vipul Prajati, vuole riportarci alla mente l’impossibilità umana di conoscere il metafisico, la realtà oltre le cose. È in questo dibattito che la memoria riesce a prendersi il suo spazio, divenendo elemento fondamentale per l’osservazione e la comprensione dei paesaggi in cui ci troviamo. Ogni luogo è palcoscenico di incontri, terreno in cui destini si ricongiungono, spesso semplicemente su linee temporali diverse: è su questo concetto che si basa l’opera in questione, un lavoro che ripercorre le pagine del ricordo, riuscendo a visualizzare tra le righe ciò che non è ancora scritto, ma che ci è permesso di immaginare. La memoria diventa dunque una verità da indagare, un’eterea e fluttuante stasi che permea tutti gli spazi in cui passiamo, tutti gli spazi che abbiamo vissuto e che ora, finalmente, ricordiamo.

Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ALEX RASO

born in Savona, Italy 1977 | lives in Celle Ligure, Italy

Alex Raso | Arte Laguna Prize

MADONNA, SANT’ANNA, IL BAMBINO E SAN GIOVANNINO, 2019

Mixed media on canvas
150×120 cm

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Una rappresentazione antica, tipica del Rinascimento italiano: Sant’Anna, la figlia Maria,  Gesù Bambino e San Giovannino, sono loro i protagonisti di questa tela, figure che catturano  lo sguardo dell’osservatore in un intenso raccoglimento meditativo. Sperimentatore di molte  tecniche, Alex Raso realizza immagini dalla solida valenza espressiva, dove i particolari,  messi in evidenza dalla forza segnica e gestuale, indagano gli aspetti centrali della sua  riflessione. Disegno e pittura stabiliscono un equilibrio formale e fondativo, dialogando  insieme e apertamente in modo funzionale. I colori, dalle tonalità terrose, si espandono sulla  superficie, ora con pennellate delicate, liquide e velate, ora definite e stratificate,  concretizzandosi nelle sagome latenti che si fanno sfumate e sempre più irraggiungibili. La  luce, distesa a grandi tratti, crea effetti pittorici vividi, dove la realtà e la spiritualità si  incontrano. Una raffigurazione atemporale di un’opera che sembra consunta, che trattiene i  segni del passare del tempo, ci invita ad essere contemplata immergendoci nella profondità  di questa narrazione muta.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

WITOLD RIEDEL

born in Swietochlowice, Poland 1969 | lives in London, United Kingdom

Alex Raso | Arte Laguna Prize

DRAWING FROM A LIQUIFIED FOREST (50), 2019

Pollution ink on paper
28×38 cm

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Ogni cosa è interconnessa, influisce altro, viene modificata da altro. Tutto quello che viene fatto ritorna indietro in un circolo continuo che non si arresta mai; questo circolo possiede una vita e una oscura presenza. L’opera odora di morte, di scarico delle macchine, di petrolio, di inquinamento. Il riscaldamento globale e il cambiamento climatico sono causati dalle stesse particelle utilizzate per la realizzazione di questi disegni. Alcuni cerchi sono pulsanti, vibranti, urlano ATTENZIONE!; altri sembrano i fantasmi di loro stessi, spenti, quasi arresi all’indifferenza della civiltà. Ognuno di questi sembra voler colmare il flusso universale della vita, dove tutto è in equilibrio, dove tutto è destinato a modificarsi. Novantasei richieste di aiuto, novantasei richieste di prudenza verso i messaggi invisibili, o forse no, che la Terra ci manda. Non chiudere gli occhi e lasciare che tutto scorra. Non si parla del futuro, si parla del qui ed ora.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Calzoni, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MAT – MAURIZIO ROSELLA

born in Orvieto, Italy 1963 | lives in Orvieto, Italy

Maurizio Rosella | Arte Laguna Prize

STILL PRESENT, 2019

Mixed media, oil, acrylic and spray
106×156 cm

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La voglia di resistere, la consapevolezza di essere ormai brutalmente davanti alla propria fine, stando occhi negli occhi con il proprio destino. Rimanere saldi, a dispetto delle previsioni e di quello che ci sembra l’inevitabile scelta delle Moire davanti ai fili che avvolgono la nostra vita.  Decidere, dunque, di non arrendersi.  Still present, di Rosella Maurizio, è un inno a tutti i nonostante della nostra vita, a tutte le volte che abbiamo deciso di aggrapparci a quel poco di speranza che ci rimaneva tra le mani e di afferrare con forza i nostri desideri, lasciandoci alle spalle i dolori del passato. 

L’artista riesce, con questo lavoro, a parlare a tutti noi, pur mantenendo una forte accezione autobiografica, rendendo infine palese quanto ognuno possa empatizzare con un tema universale come questo. Il titolo dell’opera vuole ricordare la risposta all’appello dei soldati sopravvissuti al fronte dopo gli assalti della Prima Guerra Mondiale, presentandoci il ritratto della resilienza dell’uomo e mostrandoci mani che si aggrappano ad un ipotetico bastone, pronte a sferrare un colpo che sia testimonianza pura del loro esistere ancora, dell’essere dunque tuttora presenti.

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Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

BRIGITTA ROSSETTI

born in Piacenza, Italy 1974 | lives in Piacenza, Italy

Brigitta Rossetti | Arte Laguna Prize

LOST SPRING VI, 2019

Mixed media on canvas, blotting paper, acrylic and pigments
130×160 cm

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Elementi vegetali che si mischiano insieme, tra l’astratto e il figurativo, tra la trasparenza e  la matericità, in ambientazioni coinvolgenti. Oltre alla tradizionale pittura entrano in gioco  anche diversi medium, come gli smalti, i pigmenti e gli acrilici, che vengono sperimentati e  approfonditi durante il processo creativo su tela, tessuto e carta assorbente. Una profonda  e intensa raffigurazione che è legata alla memoria, attraverso la trasposizione di una natura  che Brigitta Rossetti indaga minuziosamente, un viaggio indietro nel tempo all’interno di  un’opera che è lo specchio del vissuto personale dell’artista, un’autobiografia essenziale e  vitale in tutta la sua ricerca. Sono gli enormi fiori ad essere i protagonisti di questo dipinto,  creati con una pittura corposa e stratificata che, a tratti, sembra quasi voler uscire dal  supporto, mentre lascia dietro di sé una scia, una traccia di quelle forme sbiadite, velate,  sovrapposte e cancellate. Un procedimento artistico che ci pone davanti alla grandiosità del  cosmo e alla sua essenza, una liricità raffinata che si incrocia con i piccoli gesti della  quotidianità, in una dimensione onirica di un paesaggio sospeso tra visioni simboliche e  immaginarie.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

TINA SGRO

born in Reggio Calabria, Italy 1972 | lives in Reggio Calabria, Italy

Tina Sgro | Arte Laguna Prize

CONSOLLE, 2019

Acrylic on canvas
118×100 cm

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Un mobile barocco, una luce vibrante che entra dalla finestra vicino, i toni caldi che invadono  l’intimità di una stanza. Quest’opera pittorica è intrisa di un’atmosfera potente, memoriale e  rarefatta, l’interno ci racconta di un passato carico di ricordi lontani, come se fosse la  fotografia di un angolo abbandonato che fa riemergere sogni ed emozioni, impastati da un  chiarore presente e vivo. La pittura di Tina Sgro si contraddistingue da una pennellata  soffice, dinamica e segnica, il tocco sintetico definisce ambienti vissuti e ovattati, dove ormai  abita solo il silenzio degli oggetti rimasti, inglobato in un tempo sospeso, dove una muta  memoria, che non viene mai svelata del tutto, rende partecipe l’osservatore, chiamato a dar  forma e identità a ciò che vede. Uno spazio che improvvisamente si ravviva, tra sbuffi di  polvere e rievocazioni di una profonda e personale malinconia che prende il sopravvento  nell’anima dell’artista, traducendosi in immagini oniriche, tra miraggio e realtà. La figura è  assente, non vi è traccia umana in questi luoghi disabitati, persistono solo elementi senza  vita, immobili a riempire quel vuoto lasciato. 

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

TANG SHIYAO

born in Beijing, China 1996 | lives in Shanghai, China

Tina Sgro | Arte Laguna Prize

AN INAUDIBLE STORY, 2019

Oil painting on plaster board
40×30 cm

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È una poesia esistenziale, un’ode alla vita, un canto universale di presenza quello che Tang ShiYao racconta attraverso il suo dipinto An inaudible story. Una storia silenziosa, fatta di pensieri e di piccole percezioni, che può essere colta e compresa da chi sceglie di andare oltre la superficie pittorica per ascoltare la sua vera voce. I delicati tratti di pennello narrano della forza del vento che dolcemente scuote la chioma degli alberi di Nanchen; questi ultimi generano un fruscìo familiare, simile alle onde del mare che si abissano infrangendosi una sull’altra, e – illuminati dai lampioni – proiettano le proprie peculiari forme sull’asfalto dando origine a singolari giochi di luci e ombre, pieni e vuoti. A quella trama sul terreno l’uomo partecipa attraverso il suo casuale cammino e, per un momento, la realtà pare fondersi, diventare inscindibile: proprio in quella strada, in quella particolare connessione, tutto sembra riuscire a trovare il suo giusto posto nel mondo.

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MIRELA STRORA

born in Tirane, Albania 1985 | lives in Torino, Italy

Shiyao Tang | Arte Laguna Prize

UN GRIDO MUTO #2, 2020

Oil on canvas
80×80 cm

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Un grido muto, ma assordante. Un grido che penetra i timpani nel silenzio più intenso. Un grido che, privato della sua forma, nasce dalla necessità interiore e dal dialogo con il Sè. Le pennellate e le spatole gestuali sono spoglie del loro stesso vestito – la configurazione – come se il bisogno di riempire il vuoto fosse solo metafisica. Queste infinite emozioni contrastanti, impresse ad olio su tela, urlano senza suono l’esigenza di una rinascita, di una risurrezione, di un risveglio per rendere visibile il ricordo di un istinto viscerale che ci appartiene: la voce. Questa voce è l’eco delle memorie più intime e private che, appena chiudiamo gli occhi, le vediamo, le sentiamo e le immaginiamo in un groviglio di forme incomprese pronte per farci sentire quel calore che abbiamo provato in quel momento. Nitidezza e confusione, ragione e impulso, ricordi e amnesie sono le parole chiave per descrivere l’urlo, dopotutto, quest’ultimo, non è altro che lo squarciarsi della nostra anima. Questo grido è muto, eppure lo sentiamo.

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

WYRSCH PHILIPP

born in Buochs, Switzerland 1959 | lives in Zürich, Switzerland

Philipp Wyrsch | Arte Laguna Prize

LINES&SPACES, 2019

Painting Installation
175×175 cm

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Sono linee nere, forti, decise, quelle che l’artista Wyrsch Philipp dipinge sulle pareti asettiche bianche. Linee che vengono stagliate sul muro con fermezza e senza troppa precisone, lasciando che sia la casualità del pennello a governare l’istintività del gesto.

Il tema dello spazio fa da padrone in quest’ opera, andando oltre a quelle che per molti sono da considerare come delle barriere, dei confini; infatti le linnee segmentate tracciate lungo il muro, a un tratto sconfinano coprendo anche parte del pavimento. Proprio come quando eravamo bambini e senza nemmeno farci caso, disegnavamo linee -apparentemente senza senso- sul foglio, ma colorando anche il tavolo su cui poggiavamo. Ecco, forse per meglio comprendere quest’ opera bisogna ritornare bambini, quando ancora non ci imponevamo dei limiti. L’artista vuole sfondare la barriera dello spazio, che sia sociale, architettonico o più semplicemente immaginario e lasciare che i suoi gesti pittorici vaghino per la stanza in cerca di un tragitto da percorrere.

Osservando l’opera non ci stupiremmo se le linee continuassero anche sulla parete del piano superiore e il tutto ci regala un velo di mistero e curiosità.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

NAOMI YUKI

born in Osaka, Japan 1970 | lives in Osaka, Japan

Naomi Yuki | Arte Laguna Prize

SEA OR SKY, 2020

Oil on canvas
97×130 cm

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Mare o cielo. Mare e cielo. Cielo sopra il mare. Mare sotto il cielo. I due sono come
specchi che di giorno si riflettono e di notte si ascoltano, sono un tutt’uno: diventano così
impossibili da distinguere. Questa immagine velata, delicata e astratta, creata a olio su
tela, è intenta a mostrare l’essenza delle cose, l’essenza della nostra anima che si
esprime con figure animate, dinamiche, particolari e originali. Quest’ultime potrebbero
essere percepite come un’ombra del genere umano poiché dimostrano che le nostre menti
non riescono a smettere di riflettere: mentre osserviamo ogni opera d’arte iniziamo a
ragionare invece che sentire. L’artista ci educa a percepire, a provare emozioni oltre che a
insegnarci di scordare di pensare.
L’anima di un uomo è molto simile sia al mare che al cielo, ha le sue tempeste e i suoi
temporali, ha le sue maree e i suoi fulmini, ma nelle sue profondità ha sia le sue perle che
le sue stelle. Il mare e il cielo vivono dentro ognuno di noi.

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ZIZZA

born in Montegiorgio, Italy 1965 | lives in Velletri, Italy

Zizza | Arte Laguna Prize

PIAZZALE MAGELLANO, 2019

Acrylic and oil on canvas
80×80 cm

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Un’arte che si riflette dichiaratamente verso l’architettura, un linguaggio espressivo  fortemente influenzato dal secolo scorso, in cui gli edifici e le palazzine erano diventate  emblema della borghesia e punto di riferimento fondamentale in tutti i quartieri di Roma. Paesaggi urbani diventano protagonisti indiscussi della ricerca di Marilena Ramadori, una  poetica moderna che si focalizza sulle forme di costruzioni abitate, ma anche sulla società,  che guarda la città con occhi diversi. L’artista, infatti, preferisce studiare il dettaglio piuttosto  che l’insieme, per mettere in risalto aspetti innovativi e profili estetici apparentemente  sconosciuti. La geometria crea una liricità delicata, spontanea e personale, accompagnata  da colori ottenuti tramite pennellate sfuggevoli, ma allo stesso tempo definite e in netto  contrasto con lo sfondo, che risulta essere più espressivo, dalla resa liquida e dalle tonalità  mescolate. I toni azzurri, bluastri, rossi aranciati e viola, arricchiscono di luce nuova le  strutture, che rinascono insistendo tra la percezione del reale e l’immaginazione, una memoria velata che ci dà una rappresentazione vivida e originale della configurazione  cittadina.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia