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Fotografia

Barbera Marco | ArteLaguna

MARCO BARBERA

nato a La Spezia, Italia 1974 | vive a La Spezia, Italia

Barbera Marco | ArteLaguna

ATTIVITÀ TRA CIELO E MARE, 2019

Bianco e Nero
63,67×42,50 cm

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Frammento di vita lavorativa, scatto che immortala la fatica e la magra consolazione per una pesca poco redditizia, ma anche la passione e la dedizione che contraddistinguono la gente locale. Un’ immagine sul Brasile che denota l’instancabile lavoro notturno dei pescatori per sfamare le proprie famiglie. La fotografia volutamente in bianco e nero, rende sobrio e modesto il paesaggio, ma cattura la meraviglia dell’ambiente di mare alle prime ore del giorno. Le nubi non ancora dissolte, sembrano minacciare il cielo plumbeo e si riflettono nello specchio d’acqua che appare lucido e calmo. Il senso di sconfinamento dell’orizzonte marino si unisce all’intensità grigiastra del cielo in un armonioso abbraccio tra ecosistemi e catturano il nostro sguardo, cullando i nostri pensieri tra malinconia e immaginazione. I pescatori sono assorti nel loro lavoro quotidiano di pulire e districare le reti, dopo la raccolta povera del bottino. I due giovani lavorano abilmente ad un’impresa che scandisce la loro quotidianità, come un rito che si ripete notte dopo notte, mattina dopo mattina. Le sfere bianche distanziate nel corso della lunghezza della rete, sembrano riflettere una luce candita propria, come perle di mare. La semplice imbarcazione di legno sosta sulla sabbia ancora umida dalla rugiada notturna e con il suo arrivo, apre a una nuova giornata scandita dall’atmosfera tipica dei posti di mare, dove la calma e il calore prenderanno il sopravvento.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

SOFIE BERZON MACKIE

nata a Beer Sheva, Israel 1984 | vive a Be’eri, Israel

berzon Mackie Sofie | Arte Laguna

THOMAS, DAY 1 , 2019

Pigmenti di inchiostro su Archival paper
90×90 cm

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“Una volta che la sirena colore rosso suona, ho quindici secondi per mettere in salvo i miei  figli da un razzo in arrivo. Sento i loro fischi acuti. Esplosioni. La casa trema. Di nuovo il  blocco, proprio come un mese fa, e un mese prima, e uno prima ancora”. Con queste  righe l’artista ci ha descritto il contesto dell’opera.
Aver paura è normale. Soprattutto per i bambini. Specialmente quando si parla di guerra.  La guerra che si trova fuori dalle mura di casa, a pochi centimetri dalla finestra, fa tremare  le gambe. La guerra israelo-palestinese fa congelare l’anima. Ogni giorno, ogni mattina,  ogni volta, la prima cosa da fare è travestirsi per essere altri. Per sentirsi altri. Per  diventare, anche solo pochi secondi, qualcun altro che non è li al Kibbutz Be’eri a 4,7 km  dalla Striscia di Gaza dove l’amaro della guerra ti aspetta. L’opera Thomas, day 1 raffigura  un puro, innocente e ingenuo bambino mentre guarda un qualcosa di suo. Solo suo. Un  qualcosa che la guerra non gli ha ancora preso.

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

Biancalani | ArteLaguna

ANDREA BIANCALANI

nato a Firenze, Italia 1954 | vive a Prato, Italia

biancalani andrea | ArteLaguna

29/09/19 – 15:26:08, 2019

Fotografia digitale
60×40 cm

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Spazi del consumo, spazi di produzione, spazi che quotidianamente attraversiamo distratti, con lo sguardo rivolto al nostro smartphone e perennemente perso tra i meandri e le stanze del nostro Io.  Avvertiamo di trovarci in un luogo dell’attesa solo quando il tempo si dilata, prende pieghe inosservate, prolungando i secondi, i minuti e le ore. Osservando l’opera 29/09/19 – 15:26:08, di Andrea Biancalani, ci sembra di essere davanti a qualcosa che non ci è nuovo, a una situazione e un momento che anche noi abbiamo vissuto. L’attesa è proprio questo, un sottile e lieve filo che collega un momento importante ad un altro, la pausa che intercorre tra due lampi di gioia o di disperazione, l’attimo esatto in cui – fermi e immobili – abbiamo davvero l’occasione di conoscere noi stessi. L’artista nobilita il vuoto, il lento frantumarsi degli eventi in quello che ci sembra essere il nulla più assoluto e che in realtà ha in sé il pieno più splendente e cangiante. Osservando questo scatto riusciamo a cogliere, tra le linee eleganti ed essenziali della fotografia, l’etimologia del termine attesa, dal latino rivolgere l’animo verso qualcosa. Cosa, non ci è dato saperlo. Pur essendo il titolo un chiaro ed essenziale posizionamento cronologico dello scatto in un giorno preciso e ad una data ora, è come se non riuscissimo davvero a collocare quell’immagine in un momento della giornata e dell’anno ed è proprio qui che troviamo l’essenza dell’opera: nel tempo morto che si fa vivo, nel nulla che si fa tutto.

Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

bianchi carini stefano | ArteLaguna

STEFANO BIANCHI CARINI

nato a Firenze, Italia 1953 | vive a Verona, Italia

bianchi carini stefano | ArteLaguna

UNTITLED, 2018

Stampa digitale su Hannemule paper montata su D-Bond
150×70 cm

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Una stasi malinconica: così potremmo descrivere gli scatti di Bianchi Carini Stefano.
Ci troviamo davanti a squarci di una vita vissuta lentamente, una vita abbozzata tra i colorati ombrelloni che osservano placidamente il mare. L’obiettivo immobile dell’artista posa il suo sguardo su inquadrature di transizione, inquadrature che ci mostrano luoghi persi nel vuoto di un’attesa nostalgica e piena di linfa vitale. La sospensione dalla narrazione delle nostre vite frenetiche ci porta attraverso spazi di riflessione delicati e contemplativi. L’effimero che si fa essenza diviene, quindi, il simbolo di esistenze che avanzano tra paesaggi ordinari resi in questo caso eccezionali. La serenità dell’opera Untitled racchiude in sé una matura e onnipresente accettazione del cambiamento e dell’incertezza del tempo, come anche delle sfaccettature transitorie del mondo che ci circonda. L’artista si fa narratore visivo di emozioni e situazioni, che sembrano bloccate in un eterno qui e ora, in un imperituro presente. La costa adriatica italiana è la protagonista indiscussa di uno scatto che ci mostra l’essere umano nella sua negazione, nella sua stessa assenza. Lo sguardo del fotografo viene avvertito con i nostri sensi, come una voce di sottofondo che ci accompagna alla scoperta di un viaggio personale e allo stesso tempo universale. L’invito davanti al quale siamo accompagnati è quello di guardare ciò che ci circonda, di restituire importanza ai luoghi che sembrano fare da collante tra le vite disordinate e caotiche di chi questi spazi li vive e osserva, seppur a volte troppo distrattamente.

Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

Carvalho Alyson | ArteLaguna

ALYSON CARVALHO

nato a Belo Horizonte, Brazil 1977 | vive a Belo Hotizonte, Brazil

carvalho Alyson | ArteLaguna

DUMISAI – A HERALD, 2016

Fotografia digitale
56×76 cm

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Dumisai in yoruba significa araldo. Le società africane, specialmente quelle dell’Africa subsahariana, si basano su una tradizione orale. Infatti, ogni avvenimento, storia o simbolo viene tramandato oralmente di generazione in generazione. Senza il supporto della parola, ciò che vediamo rappresentato non ha senso, non trova una spiegazione. Possiamo quindi dire che l’oralità è la colonna portante di queste società. Dumisai è l’araldo, Dumisai è l’oralità, parte integrante della collettività e dell’individuo stesso.
In questa opera vediamo una persona ricoperta interamente di simboli. Le sue labbra sono colorate come a sottolineare l’importanza della parola e della trasmissione della tradizione. Anche gli occhi sono contornati da pigmenti: a rimarcare il concetto che ciò che vediamo fa parte di noi, e avremo poi il dovere di tramandarlo. Il corpo è cinto da un drappo color porpora, colore dell’amore e della passione. Dal capo prende vita un intreccio di rami, simile a un nido, come se la mente fosse la culla della cultura che ogni individuo porta con sé. E da questo nido nascono dei fiori, metafora della tradizioni che si regalano alle generazioni future. I giovani ricoprono il ruolo di portabandiera di ciò che è stato e custodi della fiamma ardente di ciò che sarà.

Testo realizzato dalla studentessa Mariavittoria Crescini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

Carvalho Alyson | ArteLaguna

ALYSON CARVALHO

nato a Belo Horizonte, Brazil 1977 | vive a Belo Horizonte, Brazil

carvalho alyson | Arte Laguna

OSAZE – GOD CHOSE, 2016

Fotografia digitale
56×76 cm

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Uno sguardo magnetico e misterioso connette l’osservatore con la modella dell’opera di Carvalho, artista brasiliano che attraverso il suo lavoro fotografico indaga e ricerca il legame tra la propria cultura e quella africana. Lo scatto Osaze – God chose è caratterizzato da un forte contrasto cromatico generato dalle tinte sature e brillanti che colorano la pelle scura della protagonista e il nero abissale del fondo della composizione. Le articolate movenze della figura femminile, che conferiscono all’atmosfera una dimensione mistica e ricordano i gesti di un antico rituale, racchiudono un significato simbolico che allude al legame con gli antenati e con la tradizione del proprio popolo, tematica cara all’artista e di cui la sua arte è testimonianza. Le radici, i costumi, le credenze convergono nella più ampia dimensione dell’identità, che diviene fulcro di indagine e ricerca personale oltre che artistica in cui, attraverso l’omaggio ai modelli delle sue fotografie, Carvalho attua una profonda analisi introspettiva.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

chen wang | ArteLaguna

CHEN WANG

nato a Hebei Province, China 1992 | vive a Hebei Provine, China

chen wang | ArteLaguna

ARCHITECTURAL LANGUAGE 04, 2018

Seta
93x105x3 cm

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Rappresentazioni lontane, immagini sfuggenti e sfocate, vedute atemporali  accarezzate da luminescenze che cercano di definire l’ambiente, un bagliore  evocativo legato al dato naturale. Paesaggi immersivi che sono metafore di momenti  che portano in luce la realtà di ciascuno, provocando in noi emozioni singolari  variamente intensificate. Le forme diventano labili, si dissolvono e si fondono insieme  sopravvivendo in una distesa tonale che risulta tenue, ma in egual modo brillante in  quelle impronte verdi, materiche e ben circoscritte, che partono dal basso e che  diventano più evanescenti verso l’alto della superficie. L’intuizione di Braun Weronika  prende il via dal suo interesse per la fotografia, un legame profondo e originario con  la pittura, due medium che l’artista associa creando sovrapposizioni, rimandi e  atmosfere suggestive, rivelando e celando aspetti contemplativi, che invitano  l’osservatore a sprofondare emotivamente all’interno di queste narrazioni  enigmatiche, irreali e sensibili.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ciancia maurizio | ArteLaguna

CIANCIA MAURIZIO

nato a Viterbo, Italia 1978 | vive a Martignacco, Italia

Ciancia maurizio | Artelaguna

SPAZIO #8639, 1/10 – SERIE “C’È SPAZIO PER TUTTI” (THERE IS SPACE FOR EVERYONE), 2019

Fotografia Digitale, stampa fine art
75×50 cm

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Quelle che Maurizio Ciancia racconta attraverso le sue fotografie Spazio #8636 e Spazio #8639 sono ambientazioni anonime, silenziose e sospese. Sono non-luoghi, spazi cristallizzati, lontani dal mondo e al di là del tempo in cui il vuoto – fulcro della sua ricerca – viene materializzato in composizioni che l’artista libera da ogni eccesso, scostandole da una materia tangibile e facendole approdare a rappresentazioni universali al limite tra astrazione e figurazione. Sono, infatti, strutturate attraverso piani verticali e orizzontali che si incastrano tra loro creando un’estetica superficie al pari di una tela di un pittore decorata da campiture piatte di colore. Muovendo dal reale, da muri, edifici, strade, si genera una dimensione nuova, altra, che pertiene ciascuno di noi prendendo dimora nella nostra più recondita immaginazione e dando vita a luoghi propri, intimi e personali.

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MANUEL COSENTINO

nato a Avellino, Italia 1980 | vive a Avellino, Italia

manuel cosentino | arteLaguna

THE FOURTH KIND OF MADNESS (QUALE, LA, BELLEZZA), 2018

Stampa Archival Pigment
65×39 cm

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Bellezza eterna, senza tempo, senza luogo, onnipresente. Bellezza rivalutata, plasmata, decontestualizzata. Manuel Cosentino, attraverso la serie fotografica The Fourth Kind of Madness, indaga il ruolo dell’estetica e dell’individuo nell’era del postmoderno ed il valore sociale che emerge mettendoli in relazione tra loro. Cosentino si spinge oltre; oltre la città, oltre le apparenze, oltre la monotonia che accompagna la nostra stridente e frenetica quotidianità per dirigersi in un’anonima campagna che si dissolve e trascende divenendo un’idea, pura ed irrazionale. Percepire la bellezza intelligibile, in un etereo paesaggio rurale appartenente al fluttuante mondo del divenire, solo grazie al suo frammento più candido ed etereo che ci sia: l’amore. Espressione alta ed impareggiabile di follia, l’amore è l’unico sentimento per l’artista in grado di offrire allo spettatore una prospettiva alternativa sul concetto da lui indagato. Dopo aver perso il suo primordiale significato ed essere divenuta, per la società contemporanea, soggetto ideale da consumare, Cosentino, attraverso l’obiettivo fotografico, cerca di sfruttare questa visione per elevarla a strumento sociale in grado di contribuire nella continua e sempre più importante ricerca di giustizia, uguaglianza ed equità.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

rigoberto diaz | ArteLaguna

RIGOBERTO DÍAZ

nato a Ciego de Avila, Cuba 1990 | vive a Miami, United States

diaz rigoberto | ArteLaguna

VISUAL INSTRUCTION DIVISION., 2018

Fotografia perforata
10×10 cm

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La ricerca di Rigoberto Díaz è basata sul concetto di spazio come piattaforma simbolica in grado di generare riflessioni sul tema della memoria. Infatti l’opera Visual Instruction Division è stata realizzata utilizzando vecchie fotografie, provenienti dagli archivi del Dipartimento dell’Istruzione dello Stato di New York, documenti legati al passato, che l’artista scannerizza su carta per poi poterne forare la superficie, modificando quindi lo spazio su cui è stampata l’immagine. Contemporaneamente l’artista si interroga sul concetto di spazio come sistema all’interno del quale vengono continuamente prodotte forme di vita e informazioni e sviluppa questa sua ricerca interrogandosi su come rendere visibili queste dinamiche. di scambio e concentrazione di relazioni in determinate aree. Infatti il lavoro di Díaz spazia oltre al confine delle gallerie d’arte, entrando in dialogo e si sviluppandosi in luoghi come biblioteche, archivi, case editrici, carceri, scuole e molto altro, proprio quelle aree in cui i concetti cari a questo autore, come la memoria e le riflessioni che suscita e lo spazio come concentrazione di relazioni e fonte di vita e informazioni, sono parte integrante del luogo stesso.

Testo realizzato dalla studentessa Ludovica De Vivi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

dicran bogossian | ArteLaguna

BOGOSSIAN DICRAN

nato a Paris, France 1975 | vive a Paris, France

dicran bogossian | Artelaguna

PASSAGE VERO DODAT, 2014

Foto digitale
100×80 cm

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“Il sogno è una seconda vita. Non ho mai varcato senza tremore le porte d’avorio o di corno che ci separano dal mondo invisibile.”
Gérard de Nerval, seduto nel Cafè situato all’interno di questa Galleria, con queste parole descrive la staticità della vita terrena, la fissità della nostra esistenza dettata da un tempo invisibile ma soffocante. Dicran Bogossian immortala con questo scatto un preciso istante, inconfondibile, una luce ineguagliabile, un luogo senza tempo. La sensazione che emerge osservandola possiede le stesse caratteristiche della foto in sé: unica ed irripetibile. Siamo immersi in un’architettura parigina dominata da un intenso e drammatico gioco di luci che genera una mistica contemplazione in chi lo guarda. Attraverso lo scatto fotografico ci ritroviamo nel mondo dell’artista, nel suo vissuto, nella sua personale prospettiva di ciò che lo circonda. Un’immagine intensa, un’intima visione in cui, la griglia diagonale di piastrelle bianche e nere ed il soffitto decorato con dipinti di paesaggio conferiscono un’illusione di travolgente profondità.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

eliayan - pic | ArteLaguna

ANNE ELIAYAN ET CHRISTIAN PIC

nato a Arles, France 1963 | vive a Arles, France

eliayan - pic | ArteLaguna

VOILE DE FRAGILE LUMIÈRE / CURTAINS OF WEAK LIGHT, 2015

Paper Hahnemuhle Photo Rag su dibond 45x30cm. Foto in serie dal nome “Syracuse” dicembre 2018
125×150 cm

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Un’ambientazione sospesa, indeterminata nello spazio e nel tempo, un posto muto, al limite tra sogno e realtà. Gli occhi di chi lo osserva sono condotti all’interno di questa dimensione onirica e si fanno concreti dentro quel piccolo caffè cercando un orientamento dietro la densa tenda di fumo. Lo sguardo si materializza nella stanza, lo spettatore diventa il protagonista e viene immerso in un momento cristallizzato, immobile nel suo presente, in un’atmosfera metafisica che definisce se stessa attraverso la solitudine, il silenzio e la possibilità. Voile de fragile lumière di Anne Eliayan e Christian Pic si configura, infatti, come un luogo dell’attesa, un luogo bloccato in un istante infinito in cui tutto potrebbe, però, accadere. Un uomo fuma isolato fuori dall’inquadratura e ai tavoli vuoti siede una giovane donna. Quest’ultima, illuminata dalla fredda e intensa luce dei lampadari, guarda altrove pensierosa mentre sorseggia del vino rosso da un calice. Forse sta aspettando qualcuno

Testo realizzato dalla studentessa Melissa Freti, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

goldstein dina | ArteLaguna

DINA GOLDSTEIN

nato a Tel Aviv, Israel 1969 | vive a Vancouver, Canada

goldstein dina | ArteLaguna

10 COMMANDMENTS COMMANDMENT JFK “YOU SHALL NOT COMMIT ADULTERY.”, 2019

Photographic Tableau
127×99 cm

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Il desiderio, la sessualità, il piacere, il vizio, la lussuria e la voglia sono alcuni dei temi  intrappolati all’interno dell’opera Commandment JFK “You shall not commit adultery”.  L’artista Dina Goldstein realizza dei tableau – quadri – che ritraggono alcuni dei presidenti  più celebri d’America, nel contesto dei Dieci Comandamenti, dove le contraddizioni, i  controsensi, l’assurdità e le metafore sono le protagoniste di queste immagini. In  particolare, in questo caso, John F. Kennedy sorseggia un cocktail Bloody Mary a bordo  piscina mentre Marilyn Monroe, in bikini, è sopra un letto dall’altra parte di una porta di  vetro. La fotografia trasmette una scossa visiva, un turbamento e un’ironia tale che fanno  riflettere sulla società contemporanea americana e su quanto, questa, sta deviando dal  sogno americano. La violazione della fedeltà coniugale e l’incoerenza sono le maggiori  debolezze della natura umana. 

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

Diana heise | ArteLaguna

DIANA HEISE

nata a Danbury, United States 1979 | vive a Kansas City, United States

heise diana | ArteLaguna

HEART (FROM REASSIMILATION DIET), 2019

Archival pigment print
70×50 cm

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Assimilare: in biologia, organismo che assorbe materiale nutritivo.
L’industrializzazione, legata al mondo del cibo, ha ormai invaso completamente le nostre vite a tal punto da spingere l’artista Diana Heise ad indagare, attraverso azioni performative immortalate con l’uso sapiente della macchina fotografica, l’intimo ed oscuro rapporto che intercorre tra l’uomo e il suo sostentamento. Questa serie fotografica, intrinsecamente perturbante, è strettamente connessa con la nozione di cura intesa come rispetto nei confronti del proprio corpo, del proprio io. Noncuranti del processo con cui viene lavorato il cibo che nutre il nostro fisico, ci lasciamo sopraffare da un senso di mancanza, di cancellazione, di qualcosa che non riusciamo a comprendere a pieno ma che determina e scandisce la nostra vita quotidiana. Con Reassimilation Diet, Heise pone l’attenzione sulle risorse alimentari che ci circondano, risorse percepite non come semplici sostanze da consumare ma elementi rigenerativi e totalizzanti. Le immagini, realizzate in spazi domestici, generano maggiore empatia al fine di comprendere meglio l’intima attitudine di prendersi cura delle persone a noi care. In questo modo la nostra famiglia e noi stessi veniamo esaminati nel nostro vulnerabile ed incontrollabile momento di gestazione nutritiva.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

Nanonano | Arte Laguna

HSU HSUN HSIANG

born in Belgium, Taiwan 1990 | lives in Taipei, Taiwan

nanonano | ArteLaguna

MICROSCOPIC CITY, 2020

Scanning Electron Microscope, Dual Beam Focused Ion Beam
118.90×84.10 cm

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Un paesaggio lunare, il punto di vista di un astronauta che guarda il cielo pieno di stelle. No, nulla di tutto ciò. Quello che stiamo osservando è molto più vicino a noi, sulla Terra, più precisamente nelle nostre strade, nei nostri boschi e nei nostri fiumi. Quello che vediamo è una fotografia realizzata con un microscopio elettronico a scansione (SEM) di frammenti di metallo, legno o plastica che l’artista ha trovato. Frammenti di città quindi. Piccoli pezzi del nostro vissuto, malamente scartati, e che, ora, sembrano essere mondi lontani sui quali poter approdare. La solitudine e l’asprezza di queste schegge di materia, ci regalano attimi di solitudine e riflessione sul mondo che ci circonda, su come lo stiamo sfruttando e di come lo stiamo deturpando. È sconcertante e turbante pensare a come, oggetti per noi inutili e scartati, possano nascondere un tale fascino che ci attrae e ci fa sognare ad occhi aperti. L’immagine è pervasa da una vitalità latente, come se ognuno di questi oggetti non più utilizzati rappresentasse un nuovo mondo, un nuovo potenziale, una nuova vita.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

chirag jindal | ArteLaguna

CHIRAG JINDAL

born in Auckland, New Zealand 1993 | lives in Auckland, New Zealand

chirag jindal | Artelaguna

”NO. 09 LANDSCAPE ROAD” FROM SERIES “INTO THE UNDERWORLD”, 2018

Terrestrial LiDAR Scan
175×60 cm

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No. 09 Landscape Road è una delle 11 fotografie da cui è formata la serie Into The Underworld. Con questo progetto Chirag Jindal racconta come l’intervento dell’uomo abbia radicalmente trasformato il paesaggio delle aree della città di Auckland sotto le quali si sviluppano le grotte di lava. Quello delle grotte laviche è un fenomeno poco noto, così come la loro distruzione a causa della rapida e violenta urbanizzazione avvenuta sul territorio negli ultimi cento anni. Questa serie di opere è stata realizzata da Jindal grazie all’uso di strumenti LiDAR terresti, tecnologie che normalmente vengono impiegate per indagini archeologiche o nella criminalità forense. Ecco come da una pratica scientifica rigorosa questo artista riesce a creare immagini romanzate, testimonianze degli effetti, spesso a noi invisibili, della presenza umana sulla natura. No. 09 Landscape Road appare come un paesaggio onirico sospeso nel nulla, eppure anche se sembrerebbe impossibile collocare questo scenario nella realtà si tratta invece proprio di un’area geografica perfettamente identificabile. Lo scontro tra reale e irreale, tra processo artistico empirico e opere romanzate, è maggiormente accentuato dal forte contrasto tra la luminosità del supporto, che mette in risalto le parti più chiare della fotografia, e lo sfondo completamente nero. Le opere di Jindal, legate tanto agli aspetti geologico scientifici quanto a quelli culturali, hanno lo scopo di far riflettere sul rapporto tra uomo e natura e sulla salvaguardia del paesaggio.

Testo realizzato dalla studentessa Ludovica De Vivi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

brendon kahn | ArteLaguna

BRENDON KAHN

born in Santa Fe, United States 1990 | lives in Dallas, United States

brendon kahn | ArteLaguna

SLIDING HOPE, 2017

Archival Pigment Print on Dibond, Medium Format Analog Photography
101×81 cm

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Sliding Hope è un’opera tratta dalla serie The Baby Tooth Isn’t Loose, la quale approfondisce l’osservazione e l’esplorazione di luoghi ordinari, resi defamiliarizzati da inquietanti interruzioni dovute ad eventi spesso catastrofici, come incendi e abbandoni.
In Sliding Hope, Kahn Brendon ci mostra la sua personale e poetica visione della speranza, rappresentata in questo caso da uno scivolo circondato dalla totale distruzione e dalla desolazione, tipiche di uno spazio lasciato all’incuria e al declino. Il mondo di oggi è simile – e metaforicamente comparabile – all’abbandono, che regna sovrano nello scatto in questione: il nostro è, infatti, un universo reso ormai focolaio di conflitti, tensioni e disastri ecologici.  Nel grigiore è però sempre possibile cogliere attimi azzurri cangianti, scaglie di vita, che sopravvivono in piccolo angoli e in oggetti simbolo della rinascita umana. Lo scivolo è la gioia di vivere, l’euforia del gioco che sconfigge la pesantezza dei toni che la devastazione lascia dietro di sé: la speranza che sta dritta davanti al disastro incessante e incombente, che l’uomo stesso si sta procurando.
Nonostante l’avanzamento tecnologico inarrestabile, ci stiamo forse dimenticando di fare l’unica cosa davvero necessaria: riconoscere la bellezza che ci circonda e decidere di preservarla.

Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

sovann kim | ArteLaguna

SOVANN KIM

born in Cambodge, France 1966 | lives in Caen, France

sovann kim | ArteLaguna

DISPARITION – JOUR 1., 2020

Scan, digital
105×105 cm

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Il silenzioso degrado della natura diventa il fulcro della serie “Disappearance”, un insieme di fotografie che mostra l’appassire di un fiore.
La trasformazione della materia vivente è documentata da scatti che ne cristallizzano le fasi in ogni giorno fino alla scomparsa definitiva. L’artista, con uno sguardo analitico e di indagine ma al tempo stesso poetico, suggerisce attraverso la propria arte una riflessione riguardo alla condizione effimera degli esseri viventi. Egli inoltre si sofferma sulla nozione di lentezza, caratteristica tipica della metamorfosi dell’universo vegetale, che diviene una vera e propria lezione di vita.
Kim si approccia ai soggetti delle sue composizioni scansionandoli e successivamente elaborando digitalmente le immagini realizzate; così facendo i vari materiali lasceranno un’impronta diretta di se stessi che ne diverrà una sorta di testamento visivo. Ciò che nella realtà un semplice sguardo non nota e percepisce, in queste opere diviene elemento da esplorare e da cui farsi suggestionare.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

Alexander maria lohmann | ArteLaguna

ALEXANDER-MARIA LOHMANN

born in Obergurgl, Austria 1972 | lives in Obergurgl, Austria

alexander maria lohmann | ArteLaguna

SCREAMING SILENCE III 13, 2019

Collage of two photographs from syria & disneyland paris. both taken in 2019
110×75 cm

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Due fotografie scattate a Jobar, Damscus in Siria e Disneyland Paris. Due mondi uniti in un’unica opera: al centro dell’opera di Lohmann ci sono i suoi collage fotografici di grande formato. Le immagini dei teatri di guerra distrutti sarebbero troppo esplicite e troppo potenti per lasciarle non filtrate nelle loro dimensioni pari a un muro. Alienandoli, Lohmann rimuove parte della loro schiacciante immediatezza e solo così li rende accessibili per una visione più ravvicinata. „Le mie foto fanno paura e allo stesso tempo ispirano speranza. Sono una visualizzazione della profondità stessa della vita. Penso che quando si guardano le opere succeda qualcosa di grande”.

mvm | ArteLaguna

MICHAEL VINCENT MANALO

born in Manila, Philippines 1986 | lives in Taichung City, Taiwan

mvm | ArteLaguna

A HERMIT’S WAY OF LOOKING AT LIFE NO. 47, 2019

Digital Mixed-media
80×80 cm

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Una ragazza in moto viaggia con le mani che afferrano saldamente il volante e la testa che fluttua in una nube avvolgente e colorata: Manalo Michael Vincent rappresenta una scena di vita quotidiana osservandola dal suo speciale punto di vista, quello di un artista con una sua particolare e sognante visione del mondo. 

Il suo lavoro è ispirato all’universo della memoria e dei ricordi, alla fervida immaginazione di ambienti nostalgici e malinconici.
Grazie alla manipolazione digitale delle immagini si riescono ad ottenere fotografie definite e precise di dimensioni oniriche immaginarie, che conducono l’osservatore in spazi realistici, abitati da figure umane perse nei loro pensieri e nei luoghi della loro mente. La nuvola, simbolo di leggerezza e levità, diviene in questo caso ostacolo alla totale osservazione dell’opera, oscurando il viso della figura femminile sulla moto. Il risultato è uno sguardo sull’universo irreale e immaginario dell’artista, che si ritrova in simbiosi con la natura suggestiva del lavoro. A Hermit’s Way of Looking At Life No. 47 diviene, quindi, un lucido e chiaro commento di Manalo Micheal Vincent sulla società che lo circonda e in cui lui stesso vive e abita.

Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

matsuhara akitoshi | ArteLaguna

AKITOSHI MATSUHARA

born in Kyoto Japan, Japan 1961 | lives in Kyoto Japan, Japan

matsuhara akitoshi | ArteLaguna

DAWN OF LOTUS, 2019

Digital elaboration
170×85 cm

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Andare oltre. Superare i limiti. Cogliere l’intrinseca essenza vitale in un fragile frammento di luce, custode di vita.
Le opere di Matsuhara Akitoshi sono un ibrido di scienza, spiritualità e meraviglia. Osservandole da lontano emerge un senso di pace e tranquillità, una calma apparente in netto contrasto con la vibrante energia che fuoriesce guardandole più da vicino. I raggi luminosi, simbolo vitale, esprimono il mistero dell’universo, oltrepassando i limiti spazio-temporale e permettendo allo spettatore di ritrovare sé stesso in elementi appartenenti alla sua quotidianità. Guardando le sue opere percepiamo la potenza della natura in atto, l’elemento essenziale in cui possiamo evincere il segreto della vita. I fiori di loto, immersi in un paesaggio fiabesco, a tratti surreale, racchiudono il senso ultimo del mondo, un mondo nel quale riscoprire il proprio io, il proprio vissuto, la propria esperienza personale. Luce ed ombra, in apparente antitesi, definiscono la forma superficiale degli elementi immortalati rendendo l’intera opera un organismo pervaso di vita propria.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

meslet francis | ArteLaguna

MESLET FRANCIS

born in Nancy, France 1963 | lives in Malzéville, France

meslet francis

CONCRETE FLOWER, 2019

Digital Photography
120×80 cm

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Luoghi abbandonati e deserti sono lo scrigno dei significati che l’artista Meslet narra attraverso le sue fotografie, che si trasformano così in un tempio silenzioso dello scorrere del tempo. 

Il passaggio dell’uomo resta una traccia labile in questi spazi vuoti, ormai abitati solamente da suggestioni e da ricordi di un mondo lontano. Il fruscio del vento, così come lo scricchiolio di ciò che resta, si percepisce al primo impatto con le sue opere che suggeriscono atmosfere malinconiche e misteriose, in cui vecchi segreti sembrano essere custoditi e celati dalle rovine stesse. Si tratta di fotografie dall’essenza atemporale che cristallizzano paesaggi e abitazioni dismesse e fanno rivivere situazioni lontane e dimenticate.
I numerosi viaggi intrapresi durante il corso della propria vita sono fonte di ispirazione costante e fonte di risorse a cui l’artista attinge per comunicare il proprio mondo interiore e creare universi paralleli in cui l’osservatore è libero di immergersi per arricchirli con la propria interpretazione e sensibilità.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

lorenzo mini | ArteLaguna

LORENZO MINI

born in Rimini, Italy 1973 | lives in Cesenatico, Italy

mini lorenzo | ArteLaguna

ALTROVE #03, 2020

Digital photography on fine art paper
100×80 cm

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Calma, famigliarità e teneri ricordi passati, sono queste le sensazioni che emergono osservando la scena fotografata, ma anche solitudine e senso di smarrimento. In questa dicotomia troviamo pace, grazie alle uniche due cose riconoscibili che indicano la presenza umana, cioè la casetta dei bambini e un paletto immerso nella nebbia.
La casa, intesa come luogo sicuro, di protezione verso tutto quello che accade all’esterno e la fitta nebbia che campeggia nell’aria, la quale sembra confondere la linea dell’orizzonte con la fine della spiaggia, si colloca in primo piano, sulla sabbia battuta e segnata da numerose impronte.
L’unico modo che abbiamo per orientarci in questa foschia, è il rumore delle onde del mare, che si infrangono sulla battigia e il garrito dei gabbiani interrotto dalle voci lontane dei proprietari degli stabilimenti balneari, che si preparano alla sistemazione delle spiagge per il periodo estivo. Tutto ciò, è un chiaro riferimento al film Amarcord del regista Federico Fellini, quando il nonno di Titta esce di casa e di fronte a sé, viene avvolto da un banco di nebbia densa che non si vedeva da anni.
Da qui i vecchi ricordi riaffiorano nella mente dell’uomo, mentre cerca un appiglio per reggersi dinnanzi all’immensità del nulla, di cui è accerchiato. La nebbia che ci assale come un sogno durante un sonno profondo, si dirada lentamente lasciando dietro di sé il ricordo di una vita passata.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

MILOS NEJEZCHLEB

born in Czech Republic 1978 | lives in Jedovnice, Czech Republic

nejmil | Artelaguna

MOON FOR SALE, 2020

Photography
90×60 cm

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Una pennellata fresca, espressionista e decisa che rimarca un equilibrio formale e  concettuale, si dipana in una dimensione quasi sognante e tranquilla, ma allo stesso tempo  estremamente reale. L’uso dei colori ad olio innaturali e aggressivi o il tradizionale bianco e  nero, è seguito da un tratto liquido e istintivo che plasma figure femminili, solide, immobili e  silenziose, che sembrano emanciparsi dal loro corpo e dalla sua mercificazione; infatti, sono  sedute su di una poltrona che le eleva e che diventa significativo riferimento al trono, angolo  intimo e privato, un contrasto forte con tempi antichi e un richiamo diretto al passato. Sono  opere che celebrano la donna estraniandola da un tempo dove viene evidenziata la  diversità, immortalandola in ritratti dove viene rappresentata in pose non convenzionali, sola  con se stessa, che si fa portatrice di un messaggio condiviso dall’intera società. È così che  la ricerca artistica di Emanuele Garletti si costituisce, dal risvolto contemporaneo e con una  chiave di lettura rivoluzionaria che contraddistingue la sua pittura.

Testo realizzato dalla studentessa Lorenza Romeo, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

pervaiz muhammad | ArteLaguna

MUHAMMAD TAHIR PERVAIZ

born in Lahore, Pakistan 1991 | lives in York, Canada

pervaiz muhammand | ArteLaguna

BE…, 2020

Experimental
96×66 cm

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Linee sottili. Bianco su nero. Sembra tutto opera della mano dell’artista che, con della grafite, disegna secondo ispirazione. Invece no. Ciò che noi vediamo non è né matita né carboncino, ma solventi oleosi fatti scorrere delicatamente su lastre di vetro rivestite di carbone. Entrano in gioco le forze della Natura come la gravità, la viscosità degli oli e la velocità dei movimenti. L’eleganza di gesti semplici e la raffinatezza dei tratti conferiscono un grande fascino all’immagine. Come onde del mare, i segni lasciati dalle reazioni chimiche ci trasmettono armonia. Un’armonia che ci culla e ci sospinge dolcemente in una dimensione altra, quasi onirica, dove si è soli con l’opera e la si contempla quasi come un mantra. Si viene completamente assorbiti. Linee pulite, di diversa forma, che in parte entrano in contrasto senza rompere l’equilibrio della fotografia. Sembrano quasi rappresentare i dissidi interiori dell’essere umano. Diversi pensieri che, in un dato momento, entrano in contatto e ci turbano, portano scompiglio. Uno scompiglio non per forza negativo, ma dal quale possono nascere nuove idee, nuove creazioni e una nuova armonia

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

poncia simona | ArteLaguna

SIMONA PONCIA

born in Viterbo, Italy 1973 | lives in Bassano in Teverina, Italy

poncia simona | ArteLaguna

STATI D’ANIMO, 2018

Photography
70×100 cm

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Le fotografie di Simona Poncia raccontano storie e ambienti trascendentali, sospesi, atemporali. Sono fiabe odierne nelle quali l’osservatore può perdersi e sognare. La nebbia è la protagonista principale degli scatti dell’artista. Non pone un limite allo sguardo, ma permette di svelare poco a poco il contesto e andare oltre i contorni, le sagome, le impressioni. Si presenta come un manto leggero: si adagia sulle superfici e le ricopre, modellandosi, come se avesse vita propria attraverso la luce.
L’utilizzo del bianco e nero è fondamentale per restituire il silenzio proprio di queste vedute. Un silenzio leggero, rarefatto come la nebbia stessa.
Stati d’Animo è una fotografia che elimina il tessuto complesso e articolato della realtà per mostrare l’essenza del fantastico, del sublime e dell’inaspettato.
La confusione cittadina e quotidiana viene spazzata via per lasciare spazio alla calma e alla tranquillità tipica delle prime mattine autunnali.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Gandini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

pullens | ArteLaguna

KIAH PULLENS

born in Brunswich East, Australia 1990 | lives in Brunswich East, Australia

pullens kiah | artelaguna

THE SEDUCTION OD DARKNESS, 2019

Darkroom photograph, handprinted photograph, darkroom print, Ctype photograph, photography
320×550 cm

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La produzione artistica di Kiah Pullens è fortemente influenzata dalla sua passione per le immagini d’archivio che utilizza e reinterpreta, riproponendole in un contesto contemporaneo. Pullens inquadra soltanto dei dettagli di queste riproduzioni del passato e, grazie a un sapiente taglio fotografico, crea la possibilità di una nuova visione dell’immagine originale. È un’artista legata al mondo della performance, aspetto fondamentale anche nella sua produzione fotografica. Infatti oltre all’utilizzo di immagini di archivio, nel suo processo creativo vi è una cruciale componente performativa che prevede che il corpo dell’artista entri a far parte dell’opera. Il risultato finale è dato dalla sovrapposizione di immagini tra le quali sono presenti anche frammenti di foto rappresentanti l’autrice intenta a compiere azioni ponderate, mentre si muove fluidamente nel buio entrando in relazione con lo spazio circostante pur non vedendolo. L’oscurità è un aspetto fondamentale: infatti gran parte delle fotografie vengono stampate analogicamente in camera oscura, processo produttivo che Pullens alterna alla stampa digitale. The Seduction of Darkness è una ricerca sapiente che sviscera il complesso rapporto tra l’uomo e le immagini, interrogandosi sulla loro natura e su cosa ci attragga verso le tanto seducenti riproduzioni di un tempo ormai perduto, dando vita a una performance fotografica il cui risultato sono stampe che uniscono il passato al presente e l’immagine statica all’azione umana.

Testo realizzato dalla studentessa Ludovica De Vivi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ruya qian | artelaguna

RUYA QIAN

born in Suzhou, China 1987 | lives in Shangai, China

qian ruya | artelaguna

WHAT YOU COLLECT IS PART OF YOURSELF-NO.1, 2018

Digital photo, Diasec mount
90×120 cm

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Una sensazione di inquietudine ci abbraccia guardando questa immagine. Un mobile pieno di bambole che sembrano umane e un’umana che sembra una bambola. Nuda, immobile, come una statua, Qian Ruya sembra essersi trasportata in una dimensione inanimata, dove i sentimenti, i desideri e le insoddisfazioni umane non possono gravare su di lei.
Bombardata dalla frenesia e dallo stress della vita quotidiana, l’artista trova rifugio nel mondo fittizio di plastica, che sembra darle quella sensazione di sicurezza e benessere che non riesce a trovare nel mondo esterno. Uno scatto semplice che, però, ci mostra molto. Infatti dalle ante di vetro del mobile è possibile contare decine di questi pupazzi. Lei non li tratta come semplici oggetti, ma come esseri umani, ai quali dedica molta cura e attenzione anche nel vestirli, pettinarli e metterli in posa, per poi scattare delle fotografie. Fotografie che vogliono mostrare il suo mondo ideale, dove nessuno è travolto dalle passioni, dalle amare delusioni della vita e della cieca ambizione che spinge gli uomini ad azioni irrazionali. Qui tutto è tranquillo, tutto è sotto controllo. Nessuna azione inaspettata, nessun cattivo comportamento, solo bambole dalle sembianze umane e un’umana dalle sembianze di una bambola.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

diego randazzo | artelaguna

DIEGO RANDAZZO

born in Milan, Italy 1984 | lives in Milan, Italy

diego randazzo | Artelaguna

ILLUDENS, 2018

UV print from original graphite drawings
64×42 cm

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Da un punto di vista storico il XX secolo è stato definito il Secolo delle Immagini. Le immagini accompagnano la vita quotidiana dell’essere umano e la loro riproducibilità è stata prima resa possibile grazie alle nuove tecnologie, poi diffusa e condivisa in tutto il globo con l’avvento di internet.
Diego Randazzo, attraverso la sua ricerca artistica, affronta la questione delle immagini e la loro proliferazione utilizzando una tecnica ibrida: la stampa UV da disegni originali a grafite. Illudens è un’opera stratificata che analizza e indaga il contemporaneo su più livelli. Il soggetto principale è il fungo, che grazie alla sua caratteristica di riproduzione rapida ed estesa, porta a un’immediata similitudine con il mondo del digitale.  La composizione ordinata ed elegante ricorda un atlante enciclopedico, grazie al quale il fruitore può studiare e analizzare ciò che è microscopico e invisibile, ma la duplicazione dei soggetti e la complessità della fotografia mette in dubbio la sua autenticità e veridicità, ponendo l’opera tra la scienza e la magia.
Randazzo pone le basi per una critica sociale, affrontando i temi della riproduzione, diffusione e accumulazione propri di questo periodo storico.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Gandini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

ugo ricciardi | artelaguna

UGO RICCIARDI

born in Torino, Italy 1975 | lives in Roletto, Italy

ricciardi ugo | Artelaguna

ACACIA#1. EAST SAHARA, 2018

Digital Photography
120×90 cm

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Un albero in mezzo al deserto, una luce che gli danza attorno. Tutti elementi semplici e naturali, eppure così stupefacenti da mozzare il fiato. L’acacia, una pianta che cresce in luoghi caldi e asciutti, è portatrice di vita in un ambiente inospitale come il deserto. Il fascio di luce sembra incoronarla, conferendole un’aura mistica, quasi sacra, come se ci trovassimo in un racconto mitologico. È straordinario come un qualcosa di tanto comune come un albero possa affascinare e sorprendere, attrarre e incuriosire. La luce ci permette di guardare questo scorcio di natura con uno sguardo nuovo, diverso, che ci consente di percepire e comprendere la complessità della pianta, data, nel suo piccolo, da migliaia di foglie, ramoscelli e radici, i quali, nel complesso, creano questo essere tanto maestoso quanto delicato. La solitudine e la fierezza dell’acacia fanno sì che l’immagine ci trasmetta la sua energia vitale, quasi a volerci dare una nuova linfa, una linfa che viene dalla natura più aspra e vera.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

roda lucrezia | Artelaguna

LUCREZIA RODA

born in Erba Co, Italy 1992 | lives in Milan, Italy

roda lucrezia | Artelaguna

STEEL LIFE #5 – SOTTERRANEO, 2015

giclee print on Baryta paper, mounted under 3mm Plexiglas®
135×90 cm

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Immortalare con uno scatto frammenti di paesaggi lavorativi industriali, simbolo del sostentamento dell’uomo e del suo riscatto. Questo è ciò che narra la fotografia di Lucrezia Roda, un’immersione nel concreto, nel ciò che si può realizzare attraverso la lavorazione del ferro. Elemento metallico tenace, argenteo, ma nello stesso tempo malleabile e flessibile attraverso il lavoro duro e meccanico tipico degli impianti siderurgici, come si può vedere in questo laminatoio fotografato. Il grigiastro della materia va in contrasto con le scintille e il vapore generati dal getto d’acqua sulla billetta metallica incandescente che a sua volta darà vita a nuovi manufatti industriali. Forte contrasto tra la solidità delle macchine siderurgiche e la fluidità dell’acqua che, a cascata, spegne l’intensità di calore generata dalla barra incandescente di ferro; una sorta di narrazione vitale, di racconto dal quale si genera la materia finita, come in una nuova rinascita. L’energia sprigionata, racchiusa nell’inquadratura, cattura lo sguardo dell’osservatore che si lascia trasportare in un mondo lavorativo di forte impatto, quasi certo di sentirne anche i rumori, gli odori e il calore tipici, che caratterizzano la forza lavoro e la fatica.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

julia romano | Artelaguna

JULIA ROMANO

born in Carlos Pellegrini, Argentina 1978 | lives in La Calera. Cordoba, Argentina

romano julia | Artelaguna

CULTURAL LANDSCAPES XX – TIPA, 2018

Photography, digital photography, nature, landscape, artificial landscape, artificial nature, oasis, construction, representation
100×55 cm

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Un paesaggio surreale, come uno specchio che ci mostra due mondi paralleli contemporaneamente. Non sappiamo dove guardare prima: su o giù? Vediamo alberi, stagni, animali, costruzioni e rocce, eppure i nostri occhi non sanno decidere su cosa posarsi. La molteplicità di elementi immortalati ci spinge a cercare freneticamente un punto che ci permetta una chiave di lettura definitiva, ma a ogni sguardo, l’opera sembra cambiare.  È proprio questo l’obiettivo dell’artista: generare quella confusione che ci porta a indagare su ciò che abbiamo di fronte, su cosa è reale per noi e cosa consideriamo come naturale. Per farlo Julia Romano ha utilizzato delle immagini scansionate prese da dipinti raffiguranti paesaggi europei, per poi sovrapporle a delle fotografie, realizzate da lei, che immortalano gli ambienti dell’America Latina. In questo modo si è venuto a creare un luogo nuovo, reale e irreale allo stesso tempo, dove ognuno di noi ha la possibilità di osservare e comprendere, grazie a questa prospettiva differente, il significato per noi più vero della Natura.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

rosales | artelaguna

GUIBERT ROSALES ABREU

born in La Habana, Cuba 1979 | lives in Madrid, Spain

rosales | Artelaguna

GEOGRAFIA DEL PODER, 2019

Photographic
170×160 cm

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Le fotografie scattate da Rosales Abreu Guibert sprigionano una forza senza eguali.
Il messaggio che vuole trasmettere è significativo dei giorni nostri: i limiti dettati dai confini nazionali dei paesi centroamericani e la possibilità negata a tanti cittadini di oltrepassare quelli delineati dagli Stati Uniti, alla ricerca di una vita migliore. Confini che portano a fughe illecite, a violenze, a libertà negate e anche alla morte. Questo tema caro all’artista, è affrontato attraverso il progetto Geography of Power dove si indaga il rapporto tra corpo e spazio, analizzando il concetto di limite, inteso non solo dal punto di vista geografico, ma anche psicologico e sociale. Una sorte di narrazione fotografica composta da sei scatti, dove il corpo umano si sostituisce ad una carta geografica, sul quale vengono tracciate linee di confine con il colore bianco; i muscoli della schiena in tensione e la posizione del corpo e in particolare delle braccia, rendono quasi fisico il concetto di confine, che in basso ad ogni scatto viene riportato. La pelle scura del soggetto fa contrasto con la linea tracciata su di esso e la scelta di un corpo muscoloso, rappresenta la forza di tutte quelle persone costrette a quei lunghi viaggi nella speranza, di trovare riparo e conforto. Lo sfondo nero e la penombra rendono ancor più d’impatto la scena e rendono la linea di confine quasi fosforescente. Questa forma utilizzata rende l’intera composizione estremamente elegante e pulita e la comunicazione del messaggio viene percepita in modo forte e chiaro.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

TOMMASO SACCONI

born in Roma, Italy 1984| lives in New York, United States

tommaso sacconi | Artelaguna

HAIR (A), 2018

35mm film B/W
59×42 cm

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In questo scatto viene mostrato uno degli hobby più antichi del mondo, cioè il collezionismo. Pratica ricorrente già dall’antico Egitto, che poi prenderà piede nel senso stretto del termine in Grecia, negli spazi comuni della città. L’artista confessa di essere un amante di questo fenomeno e di catalogare in maniera minuziosa e attenta qualsiasi oggetto di vita quotidiana, dai quaderni di scuola e oggetti che accompagnano la persona fin la tenera età, portando con sé anche un valore affettivo, agli scontrini dei supermercati.
Oltre ad oggetti vari, l’artista ama custodire elementi organici del suo corpo, dalle unghie ai capelli, fino ai denti, per preservarli dalla distruzione e dalla consumazione.
È proprio in quest’opera che possiamo osservare i suoi capelli raccolti in un divisore in plastica bianco; essi si presentano aggrovigliati come piccole matassine ma volutamente ordinati in piccoli scomparti. Uno di quest’ultimi è lasciato vuoto e fa contrasto con lo spazio scuro occupato dagli altri. Nei suoi scatti vengono immortalati per lo più elementi in serie, disposti in maniera ordinata. Avere ordine è infatti l’unico modo per poter conservare e catalogare al meglio i cimeli personali dell’artista. Nel tempo, la mancanza di spazio l’ha portato a usufruire della macchina fotografica per poter immortalare i suoi affetti, come unico modo per potersi staccare fisicamente dall’oggetto, ma per fare in modo che continui a sopravvivere nelle memorie del tempo. Facendo così, pone fine a quella che potrebbe apparire come un’ossessione cumulativa, dando importanza a meno cose conservate, pur mantenendole come pezzi di storie e lontani ricordi.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

camors salome charlotte | Artelaguna

CAMORS SALOME-CHARLOTTE

born in Nimes, France 1987 | lives in Toulouse, France

salome-sharlotte | Artelaguna

TERRITOIRE #3: dREE-GRAND LAC, 2020

photography on steel
100×50 cm

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L’artista Camors Salome-Charlotte propone un’immagine suggestiva e apparentemente astratta che, osservata con più attenzione, rivela una veduta aerea di un paesaggio lacustre. La fotografia è stampata su una lastra di acciaio grezzo, grazie alla quale si instaura un particolare gioco di riflessi tra il materiale stesso e la natura rappresentata. L’opera è estratta da Territory #3 Dree, un progetto fotografico ambientato in Nuova Caledonia che mostra gli effetti distruttivi causati dal riscaldamento globale e dall’attività mineraria; in quest’ottica la scelta del materiale di fondo, un metallo destinato ad ossidarsi nel tempo, suggerisce l’effetto del deterioramento del nostro ecosistema e accentua l’intenzione dell’artista di sensibilizzare l’osservatore e di sottolineare tali problematiche mondiali. Il rapporto con le immagini diviene quindi un aspetto di indagine e riflessione che conduce Camors ad approcciarsi ad esse in termini più concettuali, con l’intenzione di potenziarne l’agentività e l’impatto oltre che visivo anche comunicativo.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

semm benjamin | Artelaguna

BENJAMIN SEMM

born in Wiesbaden, Germany 1978 | lives in Wiesbaden, Germany

semm | artelaguna

PERSPECTIVE NO.9, 2019

Digital processed with Adobe Lightroom
80×120 cm

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Il rigore geometrico che struttura la composizione contrasta con il tono tenue e vagamente velato dei riquadri dell’opera di Nataly Maier. La rigidità e la funzione di delimitazione dello spazio, propria delle linee di demarcazione dei moduli cromatici, è infatti attenuata dalla delicatezza dei colori che suggeriscono una dimensione sognante e infonde nell’osservatore una sensazione di ariosa leggerezza. Il bianco delle linee che separano i riquadri riduce il contrasto tra le tinte delle diverse aree, rendendo meno netto il passaggio visivo da un tono all’altro. L’artista comunica la poesia del suo mondo interiore attraverso un sottile equilibrio di cromie, la cui associazione pare esprimere una dimensione festante e gioiosa che richiama l’atmosfera di un luminoso mattino. Il titolo Sconfinitudine 88 contiene in sé il paradosso dell’opera che, nel momento stesso in cui rappresenta dei confini, suggerisce l’idea del loro superamento. 

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

alice serafino | Artelaguna

ALICE SERAFINO

born in Pinerolo, Italy 1980 | lives in Pinerolo, Italy

alice serafino | artelaguna

NATURALIA TAVOLA VI, 2016

Cyanotype
38×50 cm

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Immagini immortali che si fissano nella mente e negli occhi di chi le osserva. Lo sguardo viene calamitato da questo blu cielo che si incontra e fonde con il blu del mare in una coesione unica e che lascia senza parole. Un tempo sospeso nel bianco del foglio, elementi della natura che si posano delicati come piume sulla superficie per rimanervi in eterno. Molteplici creature compongono questo mondo e lo vivono con serenità, consapevoli del loro tempo infinito, fotografate in quell’attimo quotidiano che, fino alla fine, risulta incerto, zoppicante, ma che nel risultato appare affascinante, su un altro livello simbolico e spirituale. Perché sì, adesso, queste creature, sono esseri viventi spirituali che vivono nel loro mondo immortale, imperturbabili di fronte a tutti noi. Una sensazione di malinconia ci assale, un ricordo dell’infanzia ormai lasciata alle spalle ma che, come un uragano improvviso, torna alla mente, lasciandoci in un primo momento insoddisfatti, ma che, una volta lasciato andare, semina un sentimento di fiducia in quello che verrà.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Calzoni, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

shiohara masumi | Artelaguna

MASUMI SHIOHARA

born in Shiojiri City, Japan 1974 | lives in Shiojiri City, Japan

shiohara masumi | Artelaguna

BLACK & WHITE GRAPES, 2020

Photograph, High-definition image of 102 million pixels
61×84 cm

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Semplicità ed eleganza. Bianco e nero, due colori modesti, ma mai banali, che stanno alla base di tutta la composizione. Un’immagine discreta che gioca sui contrasti di due varianti del frutto. Questo grappolo bicolore non è dato da una composizione voluta, ma dalla fusione naturale di due tipologie differenti coltivate dall’artista stesso, il quale decide di immortalare, orgoglioso, il risultato della sua collaborazione con la Natura. Gli acini di colorazione diversa sembrano muoversi in abbraccio, quasi a spirale, dove le singole parti si fondono per creare un’identità unica, come due innamorati che si reincontrano dopo tanto tempo. La dolcezza della fotografia, ci trasporta e ci coinvolge in una riflessione su come la complessità sia generata dalla mera semplicità. L’immagine in alta definizione sembra quasi concretizzarsi davanti ai nostri occhi, rendendo spontaneo il gesto di allungare la mano per rubare un po’ d’uva. Questo grappolo appena colto, con i chicchi ancora sporchi, e talvolta leggermente ammaccati, ci ricorda che la Natura non è mai scontata. Anzi, ci sorprende sempre, anche con elementi tanto semplici.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

shmelev | ArteLaguna

STANISLAV SHMELEV

born in Oxford, United Kingdom 1977 | lives in Oxford, United Kingdom

shmelev stanislav | Artelaguna

MAGICAL REALISM 2, 2016

Photo
120×120 cm

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L’accostamento di colori saturi e dissonanti tra essi crea un forte contrasto cromatico che rende suggestivi e di impatto i paesaggi fotografati da Shmelev. Tali scenari, simili a universi distopici appartenenti ad una realtà immaginaria, stimolano un’insolita percezione visiva nell’osservatore, oltre che un senso di curiosità e fascinazione. L’artista, attraverso le sue intriganti immagini, mira a catturare l’attenzione del pubblico e ad instaurare un legame emotivo con coloro che si confrontano con i suoi scatti, ritenendo la bellezza intrinseca della vita un efficace tramite per incontrare la sensibilità di quante più persone.
Il messaggio profondo delle sue fotografie risiede nel valore della natura stessa e lo scopo del suo lavoro è quello di sensibilizzare, attraverso un approccio visivo, ad una maggiore consapevolezza della sostenibilità e della protezione degli ecosistemi, sempre più minacciati dall’intervento dell’uomo, che troppo spesso predilige gli interessi economici, dimenticandosi del dono inestimabile che lo circonda e lo ospita.

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

solomita david | ArteLaguna

DAVID SOLOMITA

born in New York City, USA 1953 | lives in San Francisco, USA

solomita david | ArteLaguna

NASCENT, 2020

Photography
123×82 cm

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Un tenue bagliore rosato, una porzione di blu in contrasto. Leggere sfumature uniscono e amalgamano le due parti in opposizione. Tutto converge in un unico punto dal quale sembra partire un raggio lieve, timido, ma evidente, spartiacque dell’opera. Questa di Solomita David è una fotografia fatta a una sua scultura in carta e plastica, oltre alle luci colorate che ci catapultano in una realtà diversa da quella che siamo soliti vivere. Non riusciamo a vedere in maniera nitida le linee della scultura e, proprio questo, ci permette di dare un’interpretazione personale dell’opera, di farci coinvolgere e attirare verso quel candido riverbero. Come le componenti della psiche umana, l’Es e il Super-io, anche qui abbiamo due parti nette e in contrasto, unite però da quelle zone in cui il rosa e il blu sembrano fondersi e collaborare alle creazione dell’armonia e della serenità che ci trasmette l’immagine. La terza parte, ovvero l’Io, è data, invece, da quella luce sottile che separa, ma al contempo unisce e guida alla scoperta dell’intero lavoro, come guida anche alla scoperta di sé.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Saiani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

spiess | Artelaguna

ANNE-KATRIN SPIESS

born in Lugano, Switzerland 1968 | lives in New York, United States

AnneKatrin| Artelaguna

DEATH BY PLASTIC (VENICE), 2019

Digital C-print
61×91.50 cm

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Contaminazione, inquinamento, avvelenamento, degrado e rovina sono solamente alcune  delle tantissime parole che sentiamo ogni giorno. Da sempre la plastica è un tema molto  discusso in tutto il mondo ed è oggetto di studio dell’artista Anne-Katrin Spiess. L’opera  Death by Plastic (Venice) pone l’attenzione sull’enorme quantità di plastica monouso, che  avvolge la maggior parte dei prodotti utilizzati, rappresentando il corpo dell’artista in una  bara di plexiglass trasparente, trasportato da una gondola per i canali di Venezia, piena di  reti da pesca e piena di questo materiale organico. “La plastica è innegabilmente un  materiale prezioso, che prolunga la durata della vita delle persone e dei beni deperibili. È  un composto altamente riproducibile, non permeabile, leggero e a basso costo, ma è  anche una delle principali cause di inquinamento del pianeta”, afferma l’artista.  

La plastica non si digerisce.  

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

suryajaya | ArteLaguna

LEONARD SURYAJAYA

born in Medan, Indonesia 1988 | lives in Chicago, United States

suryajava leonard | ArteLaguna

GORDON AND SON, 2020

4×5 film process
81.28×101.60 cm

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Disordine, caos, gioco, fantasia e immaginazione sono i protagonisti fondamentali  all’interno delle cornici dell’artista Leonard Suryajaya. Gordon e suo figlio David vengono  fotografati in un mondo pieno di colori, persi nei tessuti delicati e floreali, circondati da  numerose scarpe dai colori vivaci, in una situazione e in una occasione veramente strana.  Gordon and Son sembra creare un quadro ritratto in un altro pianeta, simile al nostro, dove  certi limiti si sono ormai superati, dove il bizzarro, l’imprevisto e i queer – persone senza  etichette e diciture, che non vogliono rientrare in nessuna delle definizioni create dalla  cultura egemone – possono accoppiarsi e mescolarsi. Non bisogna limitarsi a guardare  una cosa da un solo punto di vista, si deve osservare attentamente da angolazioni diverse  per conferire potere alla società, per arricchire noi stessi e la nostra mente, per alimentarci  di un qualcosa in più, di un qualcosa di cui abbiamo bisogno. I confini sono una nostra  invenzione. 

Testo realizzato dalla studentessa Sulbie Osmani, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

vigoni marcello | ArteLaguna

MARCELLO VIGONI

born in Milan, Italy 1979 | lives in Cisliano, Italy

marcello vigoni | ArteLaguna

ARDI OH MONDO…, 2019

Gelatin Silver Print on baryta paper coupled with dibond
70×70 cm

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L’Alpe Devero è un piccolo alpeggio situato al confine del Parco naturale Veglia – Devero, in provincia di Domodossola. La zona è oggi tutelata per il suo interesse paesaggistico, ma sta per essere minacciata da un nuovo progetto molto invasivo, che potrebbe rischiare di snaturare luoghi altrimenti incontaminati. L’artista sente la necessità di schierarsi al fianco di tutte quelle persone che si stanno battendo per combattere contro l’incontrollato – e non necessario – sviluppo umano, arginando in questo modo lo sfruttamento di luoghi visivamente magnifici e non modificati dalla mano umana. Il progetto, di cui l’opera fa parte, si basa su una serie di scatti che cercano di raccontare cosa comporterebbe la deturpazione di questi spazi naturali: in due anni Vigoni Marcello realizza fotografie in formato analogico, in modo da liberare dall’effetto tecnologico le immagini ed evidenziare l’atmosfera vintage delle stesse. La natura è protagonista di queste opere e, fondendosi con l’artificio, riesce a dar vita ad una pesante critica dei confronti di una società non più capace di fermarsi davanti all’assurdità del proprio agire.
L’opera Ardi Oh Mondo… diventa, quindi, manifesto di un pensiero che tutti noi dovremmo condividere, preservando in questo modo l’incontaminato e cercando di fermare l’antropocentrismo sfrenato della società odierna.

Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

von budingen snezhana | ArteLaguna

SNEZHANA VON BÜDINGEN

born in Perm, Russian Federation 1983 1983 | lives in Cologne, Germany

von-buedingen-snezhana | ArteLaguna

MEETING SOFIE, 2018

Analog camera Hasselblad 500 CM / Kodak Portra Film 120
100×100 cm

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Quando si è giovani l’amore non conosce ostacoli. Il tempo, ad esempio, non ha possibilità di vittoria contro gli occhi della persona che amiamo. Gli inevitabili intoppi della vita non potranno sconfiggere le braccia di colui o colei che ci stringerà in eterno a sé. Nell’opera di Von Büdingen Snezhana, Sofie sta vivendo questo sognante periodo, la fase dell’innamoramento.
La fotografia Sofie in poppy field with her boyfriend Andy, Germany 2018, fa parte della serie Meeting Sofie e ci mostra la ragazza, al tempo diciannovenne, distesa in un campo di papaveri e avvolta dall’abbraccio del suo ragazzo. L’artista ha conosciuto Sofie, una ragazza con sindrome di Down, nell’autunno del 2017, quando quest’ultima aveva appena finito la scuola e trascorreva quasi ogni giorno nella tenuta di famiglia a Eilensted, in Germania. Dagli scatti trapelano le emozioni e le sensazioni della ragazza: riusciamo a percepire una parte della sua vita, gli alti e bassi sperimentati lungo la via dell’amore, i passi falsi e gli errori che l’hanno fatta soffrire e le gioie che l’hanno fatta sorridere. È in grado di vivere libera dalla pressione sociale e di provare gioia per le piccole cose quotidiane, di sperimentare amore e dolore in modo intenso, di vivere la vita e concederci di osservare qualcosa della sua ordinaria – e al contempo straordinaria – esistenza.

Testo realizzato dalla studentessa Natalie Zangari, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

pengpeng wang | ArteLaguna

PENGPENG WANG

born in Heilongjiang, China 1991 | lives in Novate Milanese, Italy

pengpeng wang | ArteLaguna

HAILSTONE V, 2020

Digital Photography
70×50 cm

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Nell’immensità del cosmo il nostro io più recondito. In un minuscolo chicco di grandine l’intera nostra esistenza. Wang Pengpeng, in uno scatto, interroga e si interroga sul primordiale legame che unisce e dona vita ad un insieme indivisibile, un’unità in cui le singole parti sono in rapporto al tutto. Oggigiorno l’uomo, noncurante di ciò che accade, vive passivamente la propria esistenza accogliendo, immoto, le vicissitudini della vita. Un suggestivo cielo stellato, prediletto riferimento poetico notturno, non è più ormai, fonte di grandi questioni filosofiche, domande esistenziali senza risposta ed intimi pensieri riguardanti il nostro posto nell’universo. In Hailstone V micro e macrocosmo sono nuovamente interconnessi e, segretamente, come due piccole sinapsi, attraverso la propagazione di un impulso, comunicano tra loro. L’artista, sentendosi da sempre attratto verso questo corpo iridescente, esplora, indaga ed esamina scrupolosamente, in un rispettoso silenzio, le eleganti formazioni luminose di questa candida nova ancora in grado, forse, di incantare il nostro timoroso e vitreo sguardo.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

watanabe nozomi | Artelaguna

NOZOMI WATANABE

born in Hadano, Japan 1984 | lives in Yokohama, Japan

watanabe | Artelaguna

OBSERVER, 2016

Photograph
154×103 cm

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Osservare. Osservare scrupolosamente ogni minimo dettaglio. Osservarlo minuziosamente e giungere ad una completa estrapolazione visiva di quest’ultimo. L’ambiente che ci circonda è posto sotto la lente di ingrandimento della macchina fotografica dell’artista che, catturando l’accidentale conformazione che si viene a creare con le gomme da masticare, restituisce allo spettatore una percezione differente, stabilendo così una relazione nuova tra l’essere umano ed il cosmo. Watanabe Nozomi, con questa serie fotografica realizzata con la tecnica del getto di inchiostro, rende una visione nuova di ciò che quotidianamente ci circonda, trasformando così dei banali residui presenti sulle nostre strade in uno splendente cielo stellato. Lo scarto diviene l’elemento più luminoso dell’universo cosicché, ciò che si è formato casualmente su microscala, viene riadattato sulla macroscala del cosmo, garantendo una profondità sensoriale ed emotiva in grado di catturare l’ingenuo sguardo dello spettatore ignaro di trovarsi di fronte ad una semplice raccolta di ciò che resta di un pacchetto di gomme da masticare.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Pietropinto, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

doug winter | ArteLaguna

DOUG WINTER

born in Denver, United States 1966 | lives in Elk Grove, United States

Doug winter | ArteLaguna

SOUTH OF GREELEY, 2020

Photographic
150×101 cm

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Un’immagine latente, la nostra memoria labile che tenta invano di ricordare quello che è stato e che non sarà più. Una volta ricordato e visto, con gli occhi della mente, il passato, questo viene raccontato, realizzato attraverso le opere dell’artista. Tutto viene catturato nell’attimo della scomparsa o dell’apparizione, da una flebile luce che gioca con le ombre che, lentamente, si ritirano in disparte, restituendo agli occhi malati delle atmosfere perse, oniriche e quasi surreali. Tormento di emozioni pragmatiche, cristallizzate, destinate a vivere nella sola coscienza umana. Ciò che era perfetto si dissolve in una ambientazione offuscata; un velo di lacrime che si abbassa sul sipario della vita. Winter sottolinea come ciò che era perfetto, in un attimo diventa recitazione, approssimativo, fuggevole.

Testo realizzato dalla studentessa Alessia Calzoni, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

wong phyllis | Artelaguna

PHYLLIS WONG

born in Singapore, Singapore 1976 | lives in Rotterdam, Netherlands

wong phillis | ArteLaguna

IN THE HOUSE OF MARTHA AND MARY, 2020

Photography
100×70 cm

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Il tableau vivant congelato nello scatto dell’artista Wong Phyllis rievoca la struttura dei dipinti biblici rinascimentali e l’allestimento scenico tipico delle nature morte barocche.

Il titolo “In the house of Martha and Mary” allude all’episodio narrato nel Vangelo di Luca, riguardante la visita di Cristo alla casa di Marta e Maria, durante la quale viene sottolineato il valore dello spirito e dell’interiorità religiosa, a discapito delle quotidiane necessità pratiche. Il profondo messaggio dell’episodio biblico rappresenta il fulcro del pensiero dell’artista, che con quest’opera vuole stimolare una riflessione sui problemi sociali alla base dei disturbi alimentari, in un’epoca dominata dal consumismo e dalla poca coscienza della sostenibilità e del rispetto ambientale.
Wong, attraverso la sua narrazione visiva, propone una scenografia contemporanea che sintetizza l’attuale cultura del cibo e simboleggia due approcci antitetici ad esso: da una parte un atteggiamento consapevole di consumo di prodotti locali e stagionali mentre dall’altra la preferenza di cibi esotici, che comporta numerosi problemi sociali ed ambientali. 

Testo realizzato dalla studentessa Caterina Atropia, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

yuchin tseng | artelaguna

TSENG YU CHIN

born in Taipei, Taiwan 1979 | lives in Taipei, Taiwan

yuchin tseng \ Artelaguna

SCENERY OTHER END.IN A HOT AND HUMID SEASON., 2020

Digital photographic
1875×111 cm

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Chin Tseng Yu utilizza lo spazio, il suono e le immagini per creare un ambiente immersivo e alienante affinché lo spettatore possa essere inglobato, non solo mentalmente, ma anche fisicamente nell’installazione.
Shivering wall è composto da quattro video proiettati in una stanza buia e un altoparlante produce un forte rumore a bassa frequenza. L’atmosfera è cupa e le immagini mostrano una festa: corpi ammassati sono distesi uno sopra l’altro e si muovono stanchi e lenti. L’unica persona che sembra esser sveglia è una ragazza, alienata da se stessa che sembra voler essere altrove. Una luce illumina la scena mettendo in mostra le persone, i visi, alcune parti della stanza. L’illuminazione permette di mettere meglio a fuoco la situazione, come se fosse una presenza in grado perdere per mano lo spettatore, staccarlo dal proprio corpo e mostrare lo straniamento, la solitudine e l’isolamento che l’essere umano è in grado di creare.
Chin Tseng Yu mette in discussione l’esistenza, le scelte e le dinamiche proprie dell’uomo, mostrandole nel tempo presente.

Testo realizzato dalla studentessa Giulia Gandini, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia

andrea zanatta | ArteLaguna

ANDREA ZANATTA

born in Treviso, Italy 1967 | lives in Massanzago, Italy

andrea zanatta | ArteLaguna

EAT GOLD, 2019

Edition photographic 1/6
68×92 cm

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Irriverente, ironico e sarcastico, così si può riassumere lo stile dell’artista Andrea Zanatta. Attraverso il suo scatto di vita quotidiana ci pone dinnanzi a una provocazione di cui non possiamo di certo rimanere indifferenti. Molti sono i quesiti che emergono sull’intendimento dell’opera dopo la lettura, che come un tag, riporta la scritta “eat gold shit money” con un pennarello indelebile nero. A voi che guardate, l’interpretazione!  La ripetizione a pattern delle piastrelle del bagno fotografato, dalla tonalità gialla oro, danno in sequenza l’immagine di un mosaico, interrotta dalla cassetta dello sciacquone, che riporta alla reale ambientazione, senza filtri. La scritta gold emerge in grandezza rispetto al resto della frase, ponendo un accento sul richiamo del colore delle piastrelle. Un nuovo modo, contemporaneo, per esprimersi in maniera diretta, lasciando trapelare messaggi e allusioni sui tempi odierni, attraverso un’arte satirica sapientemente usata; una ricerca dell’autore per esprimere e ricostruire emozioni relative al periodo storico che si sta vivendo, senza troppi giri di parole, ma attraverso una comunicazione visiva immediata e diretta. Un intento che nasce per provocare stupore, curiosità, ma anche divertimento, in un dualismo fra lecito e illecito.

Testo realizzato dalla studentessa Laura Pintossi, Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia