DJIP.CO & V.ICTOR

 

DJIP.CO & V.ICTOR | Arte Laguna PrizeDJIP.CO & V.ICTOR
Montreal, Canada 1964


Empreintes sonores

Sezione d’arte: Arte Digitale

Anno: 2022

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Descrizione

Siamo pronti per gli assistenti digitali nelle nostre case? Questi dispositivi che ascoltano continuamente e possono rispondere alle nostre domande, accendere le nostre luci o spegnere il riscaldamento mostrano che stiamo costruendo nuove strutture ecosistemiche che collegano simbioticamente agenti umani con agenti non umani. Potremmo guadagnare in comodità, poiché vengono delegati compiti noiosi, ma a quale prezzo? In apparenza, l’assistente digitale non è un fastidio: è un oggetto piccolo, quasi invisibile, che può essere collocato in soggiorno o in camera da letto. Ma per funzionare, il dispositivo deve registrare i comandi vocali, elaborarli, analizzarli e memorizzarli nei server. Un semplice comando per chiudere le tende diventa quindi un’operazione ad alto dispendio energetico. Inoltre, questi dispositivi entrano nella nostra privacy e spesso registrano a nostra insaputa. Secondo un rapporto della Northeastern University (Dubois et al. 2020), gli “altoparlanti intelligenti” si attivano accidentalmente fino a 19 volte al giorno, registrando 43 secondi di audio ogni volta.

L’opera “Empreintes sonores” cerca di rendere visibile ciò che è latente: in particolare, accumuli di dati sonori. Nell’installazione, un Google Home Mini ascolta con discrezione e registra continuamente. I suoni catturati vengono riprodotti in modo casuale nei 4 altoparlanti e mixati per finire infine in un sound dump, uno spazio virtuale immaginario in cui si troverebbero tutti i suoni inutilizzati che sono stati precedentemente registrati dagli assistenti digitali.

Ad una certa soglia viene registrato un frammento di suono, e l’onda sonora viene proiettata sulla parete, come se il suono fosse congelato nel tempo e nello spazio. Un sensore di movimento traccia i movimenti e permette di esplorare l’onda sonora. Più che lasciare che il suono si muova verso le orecchie, sono piuttosto le nostre orecchie che devono muoversi per viaggiare attraverso il suono: quest’ultimo si libera dalla sua natura effimera e singolare per inscriversi nello spazio, che ci permette di percepire , per un istante, l’impronta sonora nell’ambiente.

Il partecipante è così portato a sperimentare la continua cattura del suono ea vederne le tracce. L’assistente digitale non è più questo piccolo oggetto anodino che scompare sullo sfondo, ma un agente che segretamente ascolta e gestisce dati continui.

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