Duerinck Frederik

 

Frederik Duerinck | Arte Laguna PrizeFrederik Duerinck
Eindhoven, Paesi Bassi


Algorithmic perfurmery

Sezione d’arte: Arte digitale

Dimensioni: 340 x 189 x 55 cm

Anno: 2020

Materiali: Vetro, alluminio, elettronica

More info >

Descrizione

Profumi, liquidi spesso poco appariscenti ma molto affascinanti che portano una grande versatilità di effetti nelle nostre relazioni. L’installazione Algorithmic Perfumery è una rappresentazione di questi prodotti allettanti che la profumeria incarna attraverso la simbiosi di arte, tecnologia e umanità. Nella sua prima istanza, l’installazione è una macchina che gli utenti alimentano con informazioni per ottenere un profumo personalizzato. La sua intelligenza artificiale utilizza ogni interazione, aggiorna le informazioni già ricevute e alla fine genera un codice personalizzato che viene tradotto nel profumo più adatto al consumatore. La macchina dipende quindi dal desiderio di interazione della sua controparte umana e offre una varietà di stimoli tra cui curiosi suoni meccanici, movimenti ritmici, profumi seducenti e liquidi color pastello. Quello che sperimentiamo è un conglomerato di sensazioni sinestetiche simili a un cinema espanso.
La sfera partecipativa offerta dall’installazione ci mette di fronte alla nostra relazione con la continua meccanizzazione del nostro mondo, e quindi con noi stessi. Attiva i nostri sistemi di ricompensa in modo così ovvio che è solo una nostra scelta impegnarci, e altrettanto una nostra scelta fornire i dati di cui ha bisogno. Essere una facilitazione del dogma del libero mercato mette in discussione senza mezzi termini la nostra volontà di cedere al dettame dei metadati del consumismo contemporaneo. Poiché l’installazione indaga sui tratti della nostra personalità e sulle nostre autovalutazioni, ottimizza un mercato che dipende dalla nostra voglia di auto-ottimizzare. Allo stesso tempo, Algorithmic Perfumery è un commento sottile ma non per questo meno provocatorio sul mondo dell’arte e sul valore dell’arte in quanto tale, poiché entrambi troppo spesso si sottomettono ai dettami del mercato.
L’aspetto sterile e artificiale della macchina è in antitesi con la sensualità organica e ricca del profumo. Il suo carattere clinico ricorda piuttosto l’inesorabile progresso dell’automatizzazione della produzione. Il suo fascino sta nella sua civetteria postmoderna con l’abisso. Ma soprattutto è una testimonianza della complessità: la complessità della macchina, del flusso di dati, della nostra personalità e dei profumi è compressa in un discorso che alla fine esprime la complessità dei nostri tempi.

Share